NCAA Speciale March Madness

Speciale March Madness: il favoloso upset di Middle Tennessee

Prima di oggi, una testa di serie n.15 aveva battuto in sette occasioni una n.2. L’ultima a riuscirci era stata Florida Gulf Coast, che sorprese Georgetown nel 2013 e poi arrivò fino alle Sweet 16. Quello, però, non si avvicina neanche lontanamente all’upset compiuto da Middle Tennessee. Il fatto che siano stati l’ottava #15 negli ultimi 31 anni a passare il primo turno è quasi marginale, se si considera che i Blue Raiders avevano di fronte Michigan State, una delle migliori squadre dell’intera nazione, nonché tra le grandi favorite per le Final Four. Ma non solo, perché gli Spartans significano anche Tom Izzo, una vera e propria leggenda in materia di March Madness, e Denzel Valentine, una delle principali stelle della pallacanestro collegiale, che stavolta però non ha brillato nei momenti cruciali (ha chiuso con 13 punti e 12 assist, ma anche 6 palle perse, di cui una pesantissima sul -3 a meno di 3 minuti dal termine).

Parlare di tanti demeriti di Michigan State in questo clamoroso upset sarebbe sbagliato, oltre che profondamente ingiusto nei confronti di una Middle Tennessee che ha disputato una partita clamorosa: ha iniziato subito forte con un parziale di 15-2, ha saputo soffrire e, ogni qualvolta che sembrava sul punto di cedere ai tentativi di rimonta avversari, è riuscita a trovare un canestro o una difesa importante. L’upset dei Blue Riders è stato così clamoroso che nessuno sembrava crederci davvero. Anche quando nel secondo tempo erano avanti in doppia cifra, un po’ tutti hanno pensato “adesso crollano, non possono continuare a segnare qualsiasi tiro, anche quelli più forzati allo scadere dei 30 secondi. E poi diamine, stanno giocando contro gli Spartans, Izzo troverà il modo di vincerla”. E invece i Blue Riders non solo non hanno mollato, ma sono stati perfetti nel clutch time, punendo puntualmente ogni errore commesso dagli Spartans. Alla fine Middle Tennessee si è imposta con il punteggio di 90-81, chiudendo con il 56% dal campo, un irreale 11/19 da oltre l’arco e senza essere mai stata in svantaggio, neanche per un secondo.

Insomma, la magia della March Madness sta facendo centro alla grande quest’anno: Middle Tennessee doveva essere la prima vittima sacrificale nel cammino di Michigan State verso le Final Four, e invece si è rivelata squadra vera, con tanti giocatori di buon talento che giocano bene insieme: non a caso i Blue Riders vantano ben quattro giocatori in doppia cifra di media alla voce punti. E comunque, per chi non lo sapesse, questo non è affatto il primo epico upset di Middle Tennessee: nel 1989, da testa di serie n.13, eliminò la n.4 Florida State per 97-83; ma soprattutto sette anni prima, nel 1982, quando da totale sconosciuta si impose per 50-44 su Kentucky, strabiliando l’intero panorama collegiale, che ha sempre ritenuto quella partita uno dei più grandi upset della storia del Torneo NCAA.

Quello compiuto quest’anno dai Blue Riders, se non ancora migliore, è almeno da considerare alla pari con l’upset risalente al 1982. Questi ragazzi si sono presentati al Torneo senza alcuna paura di cimentarsi con il più classico dei confronti tra “Davide e Golia”, sono stati solidi, uniti, letali da oltre l’arco e anche un po’ fortunati, perché è giusto che sia così quando si è talmente audaci. Middle Tennessee ha creduto fortemente in un sogno, ha giocato con grande convinzione e personalità ed ha così azzerato i valori in campo, riuscendo a prevalere sulla favoritissima Michigan State. E adesso sulle ali dell’entusiasmo chissà che i Blue Riders non possano ambire ad un approdo alle Sweet 16: dopo aver battuto gli Spartans, i Syracuse Orange appaiono tutt’altro che un’armata invincibile.