NCAA Speciale March Madness

Speciale March Madness: tutti gli upset di un primo round da record

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Se questo è solo l’inizio, non riusciamo ad immaginare quale possa essere il continuo. La March Madness quest’anno sta facendo appieno il suo dovere, tanto da regalarci un primo round destinato ai libri di storia per quanto riguarda gli upset. In questi primi due giorni del Torneo NCAA, infatti, ne abbiamo viste un po’ di tutti i tipi e colori: partiamo dalla fine, ovvero da Northern Iowa (#11), che con un buzzer beater da metà campo ha spedito a casa Texas (#6) ed è diventata la tredicesima squadra a ribaltare i pronostici.

Dal 1985 ad oggi, ovvero da quando il Torneo è stato esteso a 64 partecipanti ed ha iniziato a basarsi sulle teste di serie, sono nel 2001 si è verificato un numero così alto di upset. Anche allora, una n.2 (Iowa State) fu eliminata da una n.15 (Hampton, che si impose per 58-57 con un parziale finale di 14-2), ma stavolta la n.2 spedita a casa si chiama Michigan State, una delle migliori squadre della nazione, nonché tra le principali favorite per il titolo. E invece la corsa degli Spartans si è subito interrotta contro la sorprendente Middle Tennessee, che ha giocato la classica partita della vita, riuscendo a realizzare uno upset epico senza mai andare sotto nel punteggio, neanche per un secondo.

Nonostante gli upset (13) siano numericamente stati gli stessi di quelli del 2001, il primo round di questa edizione passerà alla storia come il più sorprendente di sempre, almeno a livello statistico, dato che non era mai successo che ben dieci squadre con un seed in doppia cifra vincessero la prima partita del Torneo. Insomma, nei 32 incontri previsti nel primo round, solo 19 sono terminati secondo pronostico, ovvero con il passaggio da parte della squadra con la testa di serie migliore. In pratica, quest’anno è mancata solo la prima storia vittoria di una #16, perché per il resto abbiamo visto davvero di tutto: se di Middle Tennessee abbiamo già parlato abbondantemente in questo articolo, con il supporto dei numeri elaborati dalla ESPN, andiamo ad analizzare gli altri 12 upset realizzati nel primo round.

#14 – Per il quarto anno consecutivo, una testa di serie n.14 ha battuto una n.3: stavolta è toccato a Stephen F. Austin fare l’impresa, eliminando West Virginia al termine di un match ai limiti della perfezione: i Lumberjacks hanno superato la pressione a tutto campo degli avversari, hanno goduto della grande vena realizzativa di Thomas Walkup, autore di 33 punti, e si sono imposti nettamente per 70-56, allungando a 21 la striscia di vittorie consecutive (la più lunga attualmente aperta nel panorama collegiale).

#13 – Dopo due anni di digiuno, una #13 è tornata a regalare un upset: si tratta di Hawaii, la cui vittoria per 77-66 è stata sorprendente fino ad un certo punto, dato che California (#4) si presentava senza due dei suoi migliori giocatori (Tyrone Wallace e Jabari Bird, entrambi fuori per infortunio). Alla vigilia il presidente Barack Obama in persona si era scomodato per pronosticare l’upset di Hawaii, che è andata avanti nonostante si sia resa protagonista di una delle sue peggiori prestazioni stagionali da oltre l’arco (3/14).

#12 – Come nel caso di Middle Tennessee, anche di Yale e Little Rock abbiamo abbondantemente parlato in precedenza. L’upset 12-5 è ormai il più popolare all’interno del Torneo NCAA, nonché una sorta di tradizione: se si esclude l’anno scorso, dal 2008 al 2014 le teste di serie n.12 hanno un record di 15-13 nel primo round. Se l’impresa di Yale alla vigilia poteva apparire qualcosa di possibile, in pochi hanno invece puntato anche sul passaggio di Little Rock, che dinanzi aveva una Purdue con ambizioni da Elite Eight: solo il 4.9% dei giocatori di bracket hanno mandato entrambe oltre il primo turno.

#11 – Dal 2010 ad oggi, le teste di serie n.11 vantano un’ottima tradizione, dato che hanno colto 15 vittorie, a fronte di 13 sconfitte, contro le n.6. In questa edizione del Torneo, sono state ben tre le #11 in grado di continuare il loro cammino: se Northern Iowa ha avuto bisogno di un miracoloso buzzer beater da metà campo per eliminare Texas, decisamente più nette sono state le vittorie di Wichita State su Arizona e di Gonzaga su Seton Hall, due college che, per quanto fatto vedere in campo, valgono molto di più di quello che il loro seed potrebbe indicare.

#10 – Nonostante non sia poi così marcata la differenza tra le n.10 e le n.7, quest’ultime hanno avuto la meglio nel 61% dei casi, in nove dei dodici confronti negli ultimi tre anni. Stavolta a ribaltare i pronostici sono stati Syracuse e VCU, rispettivamente contro Dayton e Oregon State: la vittoria dei Rams tutto sommato non era poi così difficile da pronosticare, mentre il discorso è leggermente diverso per gli Orange. I quali sicuramente non hanno particolari meriti sportivi per essere presenti al Torneo, ma ormai ci sono e con la loro zona 2-3 hanno mandato a casa Dayton e adesso attendono Middle Tennessee nel secondo round.

#9 – Lo scorso anno, le teste di serie n.8 hanno vinto tutti i quattro incontri del primo round, cosa che non accadeva addirittura dal 2012. Quest’anno, ben tre n.9 sono andate avanti: si tratta di UConn, Butler e Providence, che hanno rispettivamente battuto Colorado, Texas Tech e USC. Sono passati quasi dieci anni dall’ultima volta in cui almeno due #9 sono andate oltre il primo turno.