NCAA Speciale March Madness

Storie da March Madness: la partita della vita di Josh Hagins, tra la tripla “alla Curry” e un record storico

Arkansas Little Rock guard Josh Hagins reacts after hitting three-point basket against Purdue in the second half of a first-round men's college basketball game Thursday, March 17, 2016, in the NCAA Tournament in Denver. Arkansas Little Rock won 85-83 in double overtime. (AP Photo/David Zalubowski)
Arkansas Little Rock guard Josh Hagins reacts after hitting three-point basket against Purdue in the second half of a first-round men's college basketball game Thursday, March 17, 2016, in the NCAA Tournament in Denver. Arkansas Little Rock won 85-83 in double overtime. (AP Photo/David Zalubowski)

Il Torneo NCAA è uno degli eventi più “democratici” del panorama sportivo, in quanto mette in vetrina non solo i grandi talenti, quelli destinati alla NBA, ma anche tutti quei giocatori che magari non avranno una carriera professionistica dopo il college e che vogliono regalarsi una notte indimenticabile alla ribalta nazionale. La storia della March Madness è piena di “unlikely heroes”, ovvero di ragazzi che in maniera totalmente inaspettata lasciano un’impronta indelebile sul Torneo con una singola partita, se non addirittura con una sola giocata.

Josh Hagins, guardia all’ultimo anno di Little Rock (#12), è senza ombra di dubbio il personaggio del momento. Sotto di 13 a poco più di 3 minuti dal termine dell’incontro con Purdue (guarda caso una testa di serie n.5…), nessuno avrebbe mai pensato che i Trojans sarebbero stati in grado di mettere in piedi una rimonta: d’altronde coach Beard a roster non ha nessun giocatore che è stato tra i 100 migliori prospetti liceali (Purdue ne ha invece ben cinque), né tanto meno un talento da NBA. Ma un gruppo che sa giocare a pallacanestro e dal grande cuore, questo sì: Little Rock si è così resa protagonista di un’incredibile rimonta, iniziata con un parziale di 12-0 e completata con una tripla pazzesca di Hagins a 4 secondi dalla fine, che molti non hanno tardato a definire “alla Steph Curry”, perché fuori dagli schemi e arrivata da ben oltre 9 metri di distanza (e sul -6 ne aveva messa un’altra altrettanto incredibile, ndr). Grazie a quel canestro, i Trojans si sono conquistati il diritto di disputare un supplementare, in cui è servito un layup di Hagins negli ultimi secondi per impattare nuovamente il match e allungarlo ad un secondo overtime, in cui Josh ha firmato altri 6 punti, compresi i liberi decisivi.

Questo ragazzo del ’94, che proprio ieri compiva 22 anni, ha così festeggiato il compleanno con quella che possiamo tranquillamente definire la miglior partita di tutta la sua vita: in questa stagione non aveva mai segnato più di 20 punti, eppure all’esordio nel Torneo è esploso con un carrer-high di 31 punti. Ma non è tutto, perché Hogins ha aggiunto anche 7 assist, 6 rimbalzi, 5 recuperi e 0 palle perse, tirando con 10/20 dal campo e 8/10 dalla lunetta: ciò significa che è diventato il primo giocatore nella storia del Torneo NCAA a mettere a referto almeno 30 punti, 5 assist, 5 rimbalzi e 5 recuperi in una singola partita. Non male, per uno che potrebbe anche fare tutt’altro nella vita dopo il college…