NCAA Speciale March Madness

Storie da March Madness: l’upset di Yale e lo strano mondo della Ivy League

Credit to: Damian Strohmeyer/NCAA Photos
Credit to: Damian Strohmeyer/NCAA Photos

Quando arriva il momento del primo turno del Torneo NCAA, ogni giocatore di bracket che si rispetti sa bene che ci potrebbe essere almeno un upset in una sfida tra una testa di serie n.5 e una n.12. Il problema è individuarlo, o individuarli, dato che dal 2008 al 2014 per ben 15 volte su 28 è andata avanti la n.12: l’edizione 2015 è stata la prima dopo 8 anni senza nemmeno una vittoria della n.12 nel primo turno. In questa edizione, però, la tradizione è subito ripresa: a fare l’impresa stavolta è stata Yale, proveniente da quella Ivy League che, per quanto strana e poco stimata, sa creare non pochi grattacapi quando inizia la March Madness. Nel 2013 abbiamo visto Harvard battere una n.3 (New Mexico) e nel 2010 Cornell arrivare addirittura alle Sweet 16, dopo aver eliminato una n.5 (Temple) e una n.4 (Wisconsin), entrambe con oltre 10 punti di vantaggio.

Stavolta è toccato a Yale regalare un upset clamoroso, che riporta alla luce una stagione che, nonostante sia stata una delle migliori nella storia dell’ateneo, era stata messa in ombra dalla controversa espulsione del capitano della squadra, Jack Montague, accusato di una violenza sessuale risalente al 2014. Sul campo, però, i Bulldogs si sono distinti per un’ottima difesa e soprattutto per essere tra le migliori dieci squadre sia per percentuale di rimbalzi difensivi che offensivi. Giunta alla quarta apparizione al Torneo nei suoi 120 anni di storia, alla prima dal 1962, Yale proviene dalla conference più antica, e anche la più strana, dell’intero panorama collegiale: la Ivy League. Qui non esistono borse di studio sportive e soprattutto non c’è un torneo di fine stagione, quindi l’accesso alla March Madness si ottiene tramite il primo posto nella regular season: solo in caso di parità in cima alla classifica, si disputa una “finalissima”. Ciò è accaduto ad esempio lo scorso anno, quando la stessa Yale ha perso lo spareggio tra “secchioni illustri” con Harvard.

Molti appassionati della NCAA tendono a sottovalutare la Ivy League. Il fatto che non sia una conference convenzionale, non vuole dire che sia formata da squadre di nerd che arrivano al Torneo per prenderne minimo 20. D’altronde, nel caso di Yale, stiamo parlando di una squadra in grado di esprimere una pallacanestro solida: lo ha imparato a sue spese Baylor, che si è fatta sorprendere sia a livello di gioco che di intensità. I Bulldogs hanno vinto la lotta a rimbalzo; hanno tirato con oltre il 53% dal campo, contro il 44% degli avversari; hanno potuto contare sul classico “eroe da March Madness”, ovvero il sophomore Makai Mason, che all’esordio nel Torneo ha pensato bene di firmare un career-high di 31 punti con 9/18 dal campo e 11/11 dalla lunetta. E poi ovviamente sono stati bravi quanto fortunati nei momenti cruciali, con i diversi canestri di Justin Sears (18 punti con 7/10 al tiro) e soprattutto con lo sciagurato dietroschiena di Lester Medford sul -2 ad una manciata di secondi dal termine, che ha consegnato il pallone e la vittoria nelle mani di Brandon Sherrod. Quest’ultimo ha poi segnato i due liberi che hanno scritto definitivamente la parola fine sul match: di certo non è un caso che i punti decisivi per la prima vittoria nel Torneo della storia di Yale siano stati firmati da un giocatore che si era preso un anno di pausa per fare il cantante (dicono abbia una gran voce), salvo poi tornare al basket e prendere parte a questa stagione. 

Insomma, Yale proviene da una conference un po’ bizzarra e con un roster che forse può sembrarlo altrettanto, eppure si è guadagnata il diritto di sfidare la Duke del leggendario coach K nel secondo turno del Torneo NCAA. La magia di marzo è decisamente iniziata!

YALE PULLS THE UPSET and celebrates in the Locker Room

When you win… YOU DANCE!

Pubblicato da NCAA March Madness su Giovedì 17 marzo 2016

3 di commenti

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Rispondi

  • Probabilmente hai copiato male da qualche preview made in usa, è baylor il team tra i migliori 10 nei rimbalzi offensivi e difensivi, abbastanza imbarazzante eh….

    • Caro Tizio, ci permettiamo di dirti che hai pestato una “bella merda”, come si suol dire. Yale è sesta per percentuale di rimbalzi offensivi, settima per difensivi. Baylor è terza per percentuale di rimbalzi offensivi, 128esima per difensivi.

      • Quand’è cosi chiedo venia, sono sicuro di aver letto un articolo in cui descrivevano baylor nello stesso modo, da qui il mio commento. ..