Rio 2016

MY-Rio 2016, gli eventi salienti del 12 agosto

UN secondo posto per tre: Phelps sorridente, Le Clos abbacchiato e Cseh pietrificato.
UN secondo posto per tre: Phelps sorridente, Le Clos abbacchiato e Cseh pietrificato.

Il Maria Lenk Acquatics Centre, nel giorno del debutto dell’atletica nella 31esima edizione dei giochi, è teatro di una serie di incredibili risultati. Per una “micronazione”, poi neppure così tanto micro, Michael Phelps che fa notizia per la sua sconfitta, c’è una 19enne, Katie Ledecky, che oltre a strabiliare coi suoi successi, si candida ad atleta copertina di Tokyo 2020. La nuotatrice a stelle e strisce potrebbe, nell’avventura nipponica, battere il record di plurimedagliata in una singola edizione, appartenente alla nuotatrice tedesca Kristin Otto (6 ori a Seul 1988 nella sua unica partecipazione), e raggiungere, se non sorpassare, addirittura la ginnastica sovietica Larissa Latynina tra i plurititolati complessivi (1956-1964 18 medaglie di cui 9 d’oro). Al momento il suo medagliere consta, in due edizioni, di 5 ori e 1 argento.
Quest’oggi, per quanto riguarda la velocità, alle ore 17 ci sarà la batteria di Usain Bolt e alle 3.37 si disputerà la finale donne dei 100 metri. Se la giamaicana Shelly Ann Frasier, alter ego femminile di Lightning Bolt, riuscirà a tagliare il traguardo davanti alle avversarie, diverrà la prima donna dell’atletica capace di tre affermazioni consecutive.

I 5 NUMERI DELLA GIORNATA

3 – Gli atleti presenti sul secondo gradino del podio, Phelps Le Clos e Cseh, ad ammirare più in alto un raggiante Joseph Schooling, fresco campione, col record olimpico di 50”39, dei 100 farfalla e primo oro di sempre per Singarpore. Con questa sconfitta ammontano a 3 le finali olimpiche perse dallo squalo di Baltimora (2004 bronzo nei 200sl, 2012 argento nei 200 farfalla) e, considerando anche le staffette, sale anche a 3 il computo degli argenti (2012 4x100sl). Il più sconsolato di tutti resta il magiaro Laszlo Cseh il quale, per una volta che non viene battuto da Phelps, non riesce lo stesso a realizzare il suo sogno a cinque cerchi.

35 – Gli anni di Anthony Ervin, capace di strappare a Phelps un primato appena stabilito, ovvero quello di più longevo campione olimpico nel nuoto. Lo statunitense si aggiudica, in maniera clamorosa, i 50 sl toccando la piastra 1 centesimo prima di Florent Manaudou, super favorito ai blocchi di partenza, e ritorna re di questa distanza dopo Sydney 2000. Per lui nel mezzo un ritiro nel 2003, all’età di 23 anni, e un ritorno in vasca per Londra 2012.

6 – I centesimi di secondo che sono mancati all’ungherese Katinka Hosszu per vincere nei 200 dorso. L’americana Maya Dirado, oltre a salire sul gradino più alto del podio prima del ritiro, impedisce all’iron lady del nuoto europeo di vincere il quarto alloro. Katinka, dopo il dominio nei 200 e 400 misti e nei 100 dorso, si ferma a una bracciata dalla storia.

4 – Per un poker sfuggito, eccone uno concretizzato. Katie Ledecky, la cannibale dello stile libero, polverizza il proprio record mondiale degli 800, da 8’06”68 a 8’04”78, e si guadagna lo scettro di regina delle acque di Rio con un bottino totale di 4 ori (20-400-800 sl e 4x200sl) e 1 argento (4x100sl). E’ soltanto l’inizio della sua egemonia.

21 – I centimetri che sono mancati alla neozelandese Valeria Adams, sorella del baffuto centro nba dei Thuder, per ottenere il terzo titolo olimpico consecutivo. Il primo posto, con la misura di 20.63 fatta segnare all’ultimo lancio, è andato Michelle Carter.

A cura di Andrew Villani