Rio 2016

My-Rio 2016, il diario del 18 agosto

La copertina non può che essere per Usain Bolt che, sulla pista dell’Engenhao, trionfa con estrema facilità nella finale dei 200m, la sua distanza preferita. Il giamaicano esce rapidamente dai blocchi, pennella la curva a velocità supersonica e uccide in un attimo la gara, ma la sua rincorsa al record, non agevolata dalle condizioni climatiche avverse di pioggia, si ferma al crono di 19”78 accolto con un gesto di stizza. Si sentiva sicuramente, come preannunciato, un tempo inferiore nelle gambe, tuttavia gli anni passano anche per il fulmine dell’atletica che, con questa sua lieve smorfia di delusione e amareggiamento, ci ricorda, a un passo dai 9 ori dell’immortalità, di essere umano. Completano il podio il giovane De Grasse in 20”02 e il francese Lemaitre, che non entrava in una finale da quattro anni, in 20”12 che vale la sua prima medaglia individuale olimpica.

Dalla spiaggia di Copacabana, il tempio naturale del beach volley, Lupo/Nicolai escono sconfitti nel confronto coi beniamini di casa, nonché campioni del mondo, Alison/Schmidt per 2-0 (21-19, 21-17), ma cedono con assoluto onore. Gli azzurri si mettono al collo un sensazionale e storico argento frutto di un eccelso lavoro quadriennale. La coppia, già giustiziera a Londra dei campioni in carica agli ottavi e poi giunta quinta, ha vissuto un torneo in salita: la sconfitta all’esordio, la lotta ai ripescaggi per il passaggio del turno, lo scontro fratricida con l’altro duo italiano agli ottavi e due ostiche partite coi russi.

I rimpianti di giornata azzurri provengono dall’acqua sia di piscina che di mare.
La delusione più cocente riguarda la pallanuoto maschile. A Rio si ripropongono le stesse semifinali di 4 anni fa ma, se alla Croazia sorride ancora l’accoppiamento col Montenegro, non si può dire la stessa cosa dell’Italia che soccombe dinanzi alla Serbia per 10-8 (3-0, 3-2, 1-0, 3-6). Gli slavi, campioni continentali e mondiali, sono alla ricerca del grande slam e a metà del secondo periodo hanno già in tasca la vittoria con un terrificante 6-0. Questo punteggio sembrerebbe lo specchio di uno strapotere serbo, ma la realtà è che il Settebello spreca, in un inizio contratto e intimorito, un sacco di occasioni tra pali, gol annullati, indecisioni davanti al portiere e salvataggi sulla linea di porta. L’Italia incassa una marcatura ogni 2’ e così è impossibile vincere per chiunque. Un vero peccato per quanto messo in mostra nel periodo conclusivo da un gruppo rinnovato, in questo quadriennio, di sette elementi e in grande crescita.

Nella vela, categoria 49er FX, il duo femminile Conti-Clapcich, nostro equipaggio di punta, conclude la medal race, condotta per larghi tratti, al terzo posto che amplifica solamente la delusione per la quinta piazza in classifica generale. Giulia Conti, alla quarta olimpiade disputata, termina qui la propria carriera.

Il programma azzurro odierno:
– ore 13 marcia 50km maschile con Caporaso, De Luca e Giuppone.
– ore 18 Pallavolo maschile semifinali. Italia vs Stati Uniti.
– ore 19.39 marcia 20km femminile con Giorgi, Palmisano e Rigaudo.
– ore 20.30 pallanuoto femminile finale oro. Italia vs Stati Uniti.

Da non perdere:
– ore 20.30 pallacanestro maschile semifinali Spagna vs Stati Uniti.
– ore 00.00 pallacanestro maschile semifinali Australia vs Serbia.
– ore 3.15 Pallavolo maschile semifinali Brasile vs Russia.
– ore 3.35 4×100 maschile finale.

I 5 NUMERI DELLA GIORNATA

0 – La progressione del tempo di Bolt dalla semifinale alla finale. Al fulmine giamaicano non serve alcun miglioramento per demolire gli avversari.

23 – Le edizioni necessarie alla nazionale Argentina di hockey su prato maschile per salire la prima volta sul podio. Ancora più sensazionale che ciò avvenga in una finale del tutto inedita col Belgio.

6 – Le superiorità numeriche iniziali a favore del Settebello che hanno prodotto zero reti. Un computo senza possibilità d’appello.

10 – La posizione del Brasile nel medagliere di tutti i tempi della vela. La spedizione di questo sport, considerato la cassaforte olimpica carioca, viene salvata all’ultimo dall’oro ottenuto dalla coppia Martina Grael- Kahena Kunze. Martina è la figlia di Torben, direttore tecnico della nazionale soprannominato “il mago del vento” e vincitore di 5 medaglie in altrettante edizioni dei giochi. Un raro caso di allora tramandato di padre in figlia.

2 – Le azzurre, Trost e  Rossit, che hanno centrato l’acceso alla finale del salto in alto. Non era mai avvenuto.

Andrew Villani