Rio 2016

My-Rio 2016, il diario del 19 agosto

Mirare, puntare, sparare. Lo Zar Zaytsev al servizio per il folle 24-22 a 121 km/h.
Mirare, puntare, sparare. Lo Zar Zaytsev al servizio per il folle 24-22 a 121 km/h.

E’ la partita che oscura a livello di emozioni fornite, anche per noi amanti dalla palla a spicchi, la tanto attesa USA- Spagna. E’ la partita che, almeno per il popolo tricolore, fa passare in secondo piano il leggendario nono alloro di Usain Bolt. E’ la partita che entra di prepotenza negli annali del volley italiano e di quello a cinque cerchi, ma la cui visione non verrà mai consigliata da alcun cardiologo.
E’ la semifinale Italia-USA terminata 3-2 (30-28, 26-28, 9-25, 25-22, 15-9) che dona l’accesso, quando sembrava essere svanito almeno per due volte, alla terza finale a cinque cerchi.
Prosegue l’inseguimento di quel titolo tanto bramato e sfuggito anche alla generazione di fenomeni.

Gli Stati Uniti controllano il primo set con un vantaggio che oscilla sempre tra 4/6 punti ma l’Italia, dopo aver impattato a quota 23, annulla cinque palle set e vince grazie a 2 aces di Birarelli. Il secondo è la fotocopia inversa del precedente: gli azzurri gestiscono il punteggio sino al 21-18, tuttavia tre muri consecutivi americani, qualche leggerezza di troppo e un servizio vincente di Anderson ristabiliscono la parità. Nel terzo si spegne la luce e l’Italia scende in campo soltanto come sparring parter. Il quarto è un susseguirsi di cambi al comando ma sul 18-21 a stelle e strisce, dopo aver visto Giannelli anche in versione schiacciatore, sembrano calare i titoli di coda sul sogno azzurro. Nessuno però ha fatto i conti con Ivan “lo Zar” Zaytsev che va alla battuta sul 20-22 e la lascia sul 25-22 dopo tre aces. Per gli USA è il remake di un incubo https://www.youtube.com/watch?v=0k0m55KbaU4 (maneggiare con cautela contiene un esplosivo Zaytsev). L’inerzia passa in mano italiana e Buti, autore di un paio di servizi di capillare importanza, sigla il muro decisivo per la vittoria.

L’altro confronto Italia-USA di giornata si svolge in piscina. Le statunitensi, campionesse mondiali e olimpiche, surclassano il Setterosa per 12-5 (4-1, 1-2, 4-1, 3-1). Le avversarie, che per stazza e gioco si avvicinano alla pallanuoto maschile, ci hanno asfissiato in difesa obbligandoci a vivere di tiri da fuori, mentre in attacco aggredivano con disarmante facilità grazie a una gran circolazione palla. L’ultima rete dell’incontro porta la firma di Tania Di Mario, 37 anni, in acqua da capocannoniere nel titolo di 12 anni fa e di capitano in questo primo tassello di un nuovo ciclo.

Nella marcia 20km femminile notevole risultato di Antonella Palmisano che giunge quarta a 28” dalla vincitrice Hong Liu. La cinese, campionessa del mondo allenata da Sandro Damilano, era stata trovata positiva a maggio, nella stessa gara di Schwarzer, ricevendo uno stop di soli 30 giorni dal 13/6 al 13/7. La sentenza fu resa nota soltanto a posteriori. Due pesi e due misure se rapportato a quanto accaduto ad atlete russe pulite come la Isinbayeva.

Il programma azzurro odierno:
– ore 14.07 Canoa K1 200m finale. Manfredi Rizza terzo tempo in semifinale.
– ore 17.30 Cross country femminile. Eva Lechner, mai oltre 16esimo posto olimpico, ma vincente nel test event del tracciato brasiliano.
– ore 18 Pallanuoto maschile finale bronzo. Italia vs Montenegro.
– ore 1.30 Salto in alto donne finale. Desirée Rossit e Alessia Trost.
Quest’ultima, talento puro reduce da una travagliata annata, ha classe e curriculum (oro mondiale junior), per lottare per il podio senza pressioni di sorta. Si partirà dalla quota di 1.89.

Da non perdere anche:
– ore 22.30 Calcio maschile finale. Brasile vs Germania.
– ore 2.15 800m donne. Il surreale 1’53″28 (Jarmila Kratochvílová, 1983) potrebbe crollare.

I 5 NUMERI DELLA GIORNATA

116 – L’allucinante media oraria dei tre cruciali aces sparati da Zaytsev nel quarto set.

113 – Non è il numero della Polizia di Stato, bensì il totale delle partite disputate da Klay Thompson in questa stagione. Un dato che il solo calcolarlo mi ha fatto sentire stanco. E’ sceso in campo, dal 27/10 al 19/08, per 80 volte in regular season, 26 nei play-off e 7 nel torneo olimpico. Una media di una partita ogni 2,5 giorni per un elemento che, nella vittoria per 82-76 sulla Spagna, ha messo a referto 22 punti col 50% dal campo.

64 – La percentuale al tiro di Milos Teodosic (7/10 da due, 2/4 da tre, 2/3 ai liberi) faro della Serbia che doma con estrema facilità un’Australia ombra di sé stessa. Il play, nel primo tempo concluso sul 35-14, ha realizzato due punti in meno di quelli totali degli avversari.

9 – Gli ori messi al collo da Usain Bolt con tre triplette, in altrettante edizioni, nei 100, 200 e 4×100. Non c’è altro da aggiungere. E’ gia Storia.

5 – I successi olimpici totali dell’americana Allyson Felix (Pechino 4×400, Londra 200 4×100 e 4×400). Nessun’altra donna dell’atletica come lei. Il traguardo è stato raggiunto con la vittoria nella 4X100 e potrebbe essere ancora incrementato nella 4×400.

Andrew Villani