Rio 2016

Rio 2016, il diario dell’8 agosto

Prosegue il momento positivo dell’Italia, in quella prima settimana olimpica storicamente per noi mai avara di emozioni, che aggiunge un oro e un argento, portati in dote da Niccolò Campriani e Giovanni Pellielo, al proprio medagliere ritrovandosi al quarto posto generale, dietro a super potenze quali Stati Uniti, Cina e Australia. Quest’ultima nazione, tra le più in forma a livello di sport di squadra, s’impone nel rugby a 7 femminile, una delle novità di questa edizione, battendo per 24-17 la Nuova Zelanda nell’eterna sfida oceanica. Le odierne speranze di podio azzurro vengono riposte in Federica Pellegrini nel nuoto, in Enrico Garozzo, fratello del fiorettista Paolo e nr.2 del ranikng, e Paolo Pizzo, ex campione del mondo, nella spada individuale e infine nella judoka, camerunense di nascita, Edwige Gwend.

I 5 NUMERI DELLA GIORNATA

0,5 – Il diametro  del cerchietto da colpire per realizzare un dieci sparando, con una carabina a aria compressa, a un bersaglio posto a 10 mt di distanza. Insomma, la grandezza di un puntino creato con una penna. Questo è il  regno di Niccolò Campriani, un ragazzo semplice e discreto, come emerge nelle sue interviste, che considera lo sport un elemento chiave della sua vita, ma non l’aspetto principale. Uno per cui le medaglie hanno valore, ma non sono la priorità. Un’atleta che, dopo aver mancato per un colpo la finale a Pechino 2008, lavorò sull’approccio mentale e tornò da Londra con due medaglie al collo. Il fiorentino, laureato ingegnere in America e fuoriclasse nella carabina, è un simbolo dell’eccellenza italiana e all’Olympic shooting center ha conquistato, pur mal digerendo il nuovo regolamento della disciplina a uso e consumo del pubblico, uno strabiliante oro col punteggio di 206,1 precedendo l’ucraino Kulish con 204,6. Il suo sorriso e i suoi nervi d’acciaio si ripresenteranno altre due volte in pedana per provare a far gioire ancora il pubblico italiano.

3 – Gli argenti olimpici collezionati dal mostro sacro della fossa, o trap che dir si voglia, Giovanni Pellielo. Si può definire così un tiratore che non ha mai trionfato in una gara olimpica? Assolutamente si, considerando il suo palmares composto da 4 titoli mondiali, 7 coppe del mondo, 5 titoli europei e innumerevoli vittorie a squadre. In questa edizione, la maledizione dell’oro, trasforma il  croato Josip Glasnovic in implacabile cecchino e giustiziere dell’azzurro che non sfrutta il primo errore dell’avversario, dopo un 20/20, inanellando a suo volta due mancati bersagli. Pellielo riuscirà in extremis a pareggiare i conti e a prolungare la sfida agli shoot off, però l’esito non volgerà lo stesso a suo favore. L’azzurro conclude queste due giornate di tiro col maggior numero di piattelli rotti, tuttavia a questo dato, con la nuova formula di gioco, non corrisponde un primo posto. Significative le sue dichiarazioni a caldo “Ho perso l’oro? Io direi piuttosto che ho vinto l’argento, la mia quarta medaglia in sette olimpiadi”. Appuntamento conl gradino più alto del podio rimandato a Tokyo 2020 dove equaglierebbe il record di partecipazioni dei fratelli D’Inzeo.

2 – I successi ottenuti dalla magiara Katinka Hosszu, ma anche due come le nuotatrici che si contenderanno lo scettro di regina dell’acque di Rio 2016. L’ungherese, reduce dalla mostruosa prestazione nei 400 mx vinti col nuovo strepitoso primato mondiale di 4’26”36, bissa nei 100 dorso lasciandosi alle spalle, col quinto crono all-time, la statunitense Baker. Katie Ledecky, la sua rivale a stelle e strisce, tenterà di raggiungerla subito, nel computo degli ori, alle ore 3.19 italiane nell’attesissima finale dei 200 sl.

24,5 – La media di plus minus di Matthew Dellavedova, sorprendente faro della nazionale australiana di basket, che, dopo aver spazzato via la Francia all’esordio per 87-66, si sbarazza anche dell’ostica Serbia per 95-80 e si erge a sorpresa di questo avvio di torneo. Il play, reduce dal titolo nba da comparsa nei Cavs, si sta letteralmente esaltando in Brasile. Ieri sera ha messo a referto 23 punti in 29’, frutto di un 87,5% dal campo, conditi da 13 assist che gli permettono di ottenere una doppia-doppia e 36 di valutazione totale. Negli aussie da segnalare anche Bogut con un bottino di 37 punti in 23’ di media, con l’86% da due e addirittura quinto nella classifica assist, e Mills in testa alla graduatoria dei punti totali (21+26), ma con la Spagna che deve ancora disputare il secondo incontro.

3 – I giorni che potrebbero intercorrere, senza entrare al momento nel merito della vicenda, tra l’udienza per il caso Schwarzer e la relativa sentenza. Intanto, mentre il marciatore altoatesino attende di scoprire se sarà al via della 50km, Sun Yang e Julija  Efimova, conquistano rispettivamente l’oro nei 200sl e l’argento nei 100 rana. Per il cinese, sul quale aleggiano ombre di doping e autore di misteriose sparizioni dalle finali, e la russa, positiva in passatto e ammessa all’ultimo dal Tas a Rio, è tempo di gioire. Due pesi e due misure.

A cura di Andrew Villani