1vs1 European edition: Juan Carlos Navarro vs Vassilis Spanoulis

In un 1° maggio di festa, vi regalo un’edizione speciale della rubrica 1vs1, ampliando il nostro percorso a due giocatori europei che hanno fatto, e continuano a fare, la storia del basket del vecchio continente. Stavolta a confronto due Dei della pallacanestro continentale, che hanno provato il salto oltre Oceano, dando comunque spettacolo anche in NBA, sia chiaro (più Navarro che Spanoulis). Da una parte, il 2° re di Spagna, sua maestà “La Bomba” Juan Carlos Navarro, giocatore da 20 trofei in 16 anni di Barcellona (esclusa la stagione 2007-2008, con al parentesi in Nba ai Grizzlies); dall’altra, il giocatore più decisivo degli ultimi 5 anni di Euroleague, l’ultimo filosofo nell’Acropoli “MVP” (Most Vassilis Player) o “Kill Bill” Vassilis Spanoulis. Anche questa volta il confronto sarà stabilito da una pagella con 4 voci statistiche, ma senza voler stabilire chi sia meglio o peggio; semplicemente vorrei fare un confronto tra due giocatori che hanno scritto pagine importantissime del nostro sport.

Si noti bene che il confronto più essere fatto in tutte le sfumature della carriera di entrambi i giocatori. Infatti, sia lo spagnolo, sia il greco, hanno vinto tantissimo coi rispettivi club, ma anche con le Nazionali: Navarro vanta 2 argenti olimpici, 1 oro mondiale, 2 ori e 2 argenti europei, oltre al bronzo continentale del 2001; Spanoulis, invece, ha conquistato 1 argento mondiale, 1 oro e un bronzo europei. Coi club, Navarro vanta 19 titoli, mentre Spanoulis ne conta 13. Insomma, stiamo parlando di due giocatori vincenti come pochi, capaci di dominare intere gare o serie e di piazzare le giocate decisive quando conta. Inoltre, è un bugiardo chi vi dice che Spanoulis è diventato un vincente solo negli ultimi anni all’Olympiacos: nell’Eurolega 2009, con la maglia del Panathinaikos di Obradovic, la guardia greca disputò una semifinale incredibile (18 punti), sopperendo all’incredibile prestazione negativa di Diamantidis (0/6 dal campo e solo 2 assist in 31′ di gioco) e venendo eletto (per la 1° volta sulle 3 complessive) MVP delle Final 4. Ah, in quella stessa Final 4, che iniziò proprio il 1° maggio di 5 anni fa, Navarro e il suo Barcellona arrivarono comunque terzi, alle spalle del PAO e del CSKA di Messina.

REALIZZAZIONE
Navarro 8.5. Non sarà mai il primo e unico terminale offensivo della squadra, a meno che non ci sia davvero bisogno delle sue giocate. Questo lo contraddistingue dal resto dei giocatori europei: un’innata capacità di segnare quando gli altri non riescono proprio a farlo. Indubbiamente, però, chiudere tutte le stagioni di Euroleague in doppia cifra (13.5 la sua media punti) e segnare 3473 punti in 12 stagioni europee sono cose che nessun’altro giocatore ha saputo fare. Impressionante la varietà di modi in cui riesce a trovare la via del canestro: marchio di fabbrica la tripla da distanze impossibili e il classico floater a una mano dopo penetrazione fronte a canestro. Anche in NBA, in 82 partite, la sua media fu in doppia cifra (10.9 punti a partita) con percentuali al tiro degne di nota.
Spanoulis 8. Un discorso simile fatto per lo spagnolo vale anche per la guardia greca, specialmente per quanto riguarda la varietà di soluzioni offensive. Illegale la sua capacità di segnare il canestro del pareggio o della vittoria, come illegali sono i suoi attributi fumanti nei momenti chiave del match. Su questo i due giocatori sono simili, anche se ultimamente Spanoulis sta dimostrando di fare un altro sport in Europa. Ha chiuso tutte e 7 le stagioni di Euroleague in doppia cifra (13.7 punti di media a partita). Per la cronaca, la guardia greca è il 7° realizzatore dell’Eurolega, con 2386 punti segnati in 174 gare.

ASSIST-GIOCO DI SQUADRA
Navarro 8. Con l’andare del tempo e infortuni sempre più ricorrenti (specialmente una fascite plantare importante) Navarro ha affinato le sue abilità nel mettersi al completo servizio della squadra. Specialmente nelle ultime stagioni, con la mancanza di un play di spessore (poiché Marcelinho è cresciuto tantissimo da 2 anni a questa parte, ma prima non era certo affidabile), lo spagnolo ha dispensato assist pregevoli per i compagni. Non è un caso che proprio due mesi fa abbia stabilito il suo primato di assist in Euroleague (11), nella partita contro l’Efes del 27 febbraio. Marchio di fabbrica? Lo schiacciato a terra tra le gambe, movimento che ripete tante volte (memorabile quello contro i Lakers in un’esibizione del suo Barça). Con 653 assist è il 6° assistman della massima competizione europea per club.
Spanoulis 8.5. Discorso inverso vale per il greco, che si è specializzato come realizzatore nel corso del tempo, senza però dimenticare di essere un ottimo costruttore di gioco, specialmente nel pick&roll. 701 assist complessivi gli valgono la 5° posizione nella classifica degli assistman all-time di Eurolega. Riesce sempre a coinvolgere i suoi compagni, nonostante ami tenere il pallone in mano; secondo me, la guardia greca è uno di quei giocatori che riuscirebbe a mettere in ritmo anche un scaldabagno, se solo volesse. La sua capacità di passaggio e la sua visione di gioco, combinate alle sue enormi capacità di realizzazione, lo rendono uno dei giocatori europei più completi che giocano negli spot 1 e 2.

TIRO DA 3 PUNTI
Navarro 9.5. Stiamo facendo un confronto stile maestro-allievo. Il fatto è che il ruolo del maestro, qui, spetta a Navarro. Non vi lasciate ingannare dal fatto che la guardia spagnola sia 99° per percentuale da 3 punti nella classifica dei giocatori che hanno preso almeno 50 triple in Eurolega (con una percentuale del 38.4% di media); infatti, ciò che ha reso immortale Navarro è la sua tecnica di tiro. Un rilascio perfetto, una sistemazione dei piedi poetica e una capacità di segnare triple pesanti devastante: ricordate la tripla su un piede solo nella semifinale di EuroBasket 2011 contro la Macedonia di McCalebb? Giocate così si possono ammirare solo nel Re, col suo classico tiro ad arco inarrestabile. Se Siffredi era il re del porno, Navarro è il re delle triple.
Spanoulis 8.5. L’allievo potrà superare il maestro, viste le prestazioni balistiche che sta inanellando nelle ultime stagioni con la maglia biancorossa di Atene. Le percentuali non saranno quelle di Navarro, ma le triple decisive del greco entrano quasi tutte. Incredibile come riesca a segnare dal palleggio e in transizione, specialmente quando la palla pesa come un macigno. La tecnica del greco, per quanto io sia amante di Navarro, è forse ancora migliore di quella dello spagnolo: un rilascio incredibile e una parabola meno arcuata, ma un’efficacia ancora più prorompente negli ultimi anni. Il voto in meno, però, deriva dal fatto che Navarro in qualsiasi competizione ha tenuto percentuali di realizzazione incredibili.

LEADERSHIP
Navarro 9. Leader naturale in quasi tutte le sue stagioni al Barcellona, leader (insieme a Gasol) di una Spagna capace di impensierire gli USA per un oro olimpico, leader della nazionale in 4 degli ultimi 6 europei. Insomma, Navarro è la chioccia per esperienza, con la mente e la voglia di vincere di un ragazzino che deve ancora dimostrare tutto. Capace di vincere partite da solo, di mettere in gioco compagni spenti e in serata no, el Rey è stato (e credo sia ancora) un giocatore fondamentale in ogni squadra in cui abbia giocato. Ciò che più colpisce è la sua tranquillità nei momenti decisivi, anche quando l’inerzia della partita sembra essere a vantaggio degli avversari. Il problema, anche in questo senso, è uno solo: l’avanzare dell’età.
Spanoulis 9.5. Già al Panathinaikos era un leader silenzioso, figuriamoci adesso che ha vinto due Euroleghe consecutive da trascinatore. La differenza con Navarro è chiara: mentre lo spagnolo ha una continuità di rendimento durante tutta la partita (positiva o negativa che sia), Spanoulis è in grado di vincere una partita da solo anche dopo 38 minuti di schifo totale personale. Questo è ciò che mi colpisce di più del giocatore greco, ed è forse ciò che lo rende un giocatore unico nel suo genere. Inoltre, se ti nominano due volte consecutive MVP delle Final 4 di Eurolega un motivo ci sarà, no?

Insomma, in 4 semplici voci ho riassunto buona parte delle capacità dei due fenomeni europei: sarebbe stata troppo lunga e noiosa una pagella completa, anche perché stavolta non volevo esaminare più di tanto statistiche e numeri. Il mio obiettivo era quello di una breve descrizione/omaggio a due giocatori che mi fanno eccitare ogni qualvolta tocchino palla. Signori, a voi la scelta su chi preferire. Io, per non saper né leggere né scrivere me li porterei a cena entrambi.