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5 curiosità su Michael Jordan che potreste non conoscere

Andiamo a vedere cinque fatti interessanti riguardanti His Airness che anche i fan più devoti potrebbero non conoscere, tratti dall’ultimo lavoro di Roland Lazenby, che ha scritto la nuova biografia del più grande di tutti i tempi, “Michael Jordan: The Life”.

1 – Da bambino, non è mai stato la stella… del baseball
Ben prima che, come tutti sanno, fosse bocciato durante il provino per entrare a far parte della prima squadra di basket della Laney High School, Michael ha dovuto ingoiare delusioni anche nel baseball giovanile. A 12 anni è stato nominato giocatore dell’anno della Little League, ma nella stagione seguente ha fatto solo tanta panchina nella Babe Ruth League. Questo perché la base era più lontana e Jordan non riusciva a lanciare nella maniera corretta. Proprio quando pensava di essere sulla strada giusta per diventare professionista, Jordan non è mai stato nemmeno selezionato per l’All-Star nei tre anni in cui ha giocato nella Babe Ruth League.

2 – Phil Jackson ha bruciato una poesia scritta da Jordan
Mentre la grande dinastia dei Bulls si stava avviando verso la conclusione nella primavera del 1998, anno in cui Chicago ha centrato il threepeat, il secondo nell’era Jordan, Phil Jackson ha chiesto ai suoi giocatori di scrivere una poesia o di parlare apertamente riguardo a quello che questa esperienza ha significato per loro. Non tutti i giocatori hanno scritto qualcosa, Michael sì. Ma Jackson, dopo che la lettura di tutte le poesie, ha spento le luci ed ha bruciato i fogli in un barattolo di caffè. Probabilmente il foglietto con le parole di Jordan sarebbe diventato un manoscritto storico della NBA, se non fosse stato bruciato.

3 – Il suo punto di forza maggiore non era il salto
Certo, aveva una grande elevazione e mani enormi, ma forse il suo talento più importante e meno famoso che gli ha permesso di dominare in lungo ed in largo era il saper ascoltare. Ai tempi di North Carolina il coach Dean Smith rimase stupito della sua capacità di ascoltare e comprendere tutto ciò che gli diceva, della sua abilità di assimilare rapidamente il sistema di gioco dei Tar Heels ed i consigli vari.

4 – Era un giocatore d’azzardo, ma non ha mai infranto le regole
Il giocatore di football americano Adam Jones sostiene di aver visto Jordan perdere cinque milioni di dollari in una sola notte a Las Vegas durante l’All-Star Weekend del 2007. Jones ricorda molto bene quella notte perché contemporaneamente ha vinto circa un milione, con Michael che non ha permesso a nessun altro giocatore di toccare i dadi al suo tavolo. Nel corso degli anni nella NBA ha preso piede la teoria secondo cui His Airness sarebbe stato costretto al ritiro nel 1993 per non essere sospeso a causa del gioco d’azzardo. Ma la cosa è altamente improbabile, perché per essere punito dalla lega avrebbe dovuto scommettere sul basket o sulla sua squadra, cosa che Jordan non ha mai fatto. Egli, infatti, puntava solo sul golf e sulle carte o giocava ai casinò. Questo tipo di gioco d’azzardo è consentito per i giocatori della NBA, ma anche per gli atleti professionisti in generale.

5 – Qualcuno nella sua famiglia contrabbandava liquori
La famiglia di Jordan fu pesantemente coinvolta nel contrabbando di liquori in North Carolina. Il suo bisnonno, Dawson, era poco più di un metro e sessanta ed era anche disabile, ma praticamente aveva il comando della famiglia. Egli morì quando Michael aveva 14 anni e la leggenda vuole che a suo tempo abbia modificato gli zoccoli del mulo che trascinava il carro, in modo da potersi spostare silenziosamente nel cuore della notte mentre trasportava i liquori illegali.