Alla scoperta di… Langston Hall, il rookie di Pistoia pronto a stupire

“Langston Hall, il play di Pistoia, un ragazzo che sa giocare in modo serio”. Marco Crespi, attuale allenatore del Vitoria dopo la fantastica quanto amara stagione alla guida di Siena, ha espresso il suo verdetto su quella che potrebbe essere la rivelazione della prossima stagione di Serie A, tra i tanti rookie provenienti dal mercato USA. E se lo dice lui, c’è da fidarsi, dato che è uno dei massimi esperti in fatto di NCAA, e ne sono una conferma i tanti giovani da lui lanciati nel panorama europeo. Dopo la stagione oltre ogni aspettativa, coronata da gara 5 contro Milano nei quarti di playoff, la Giorgio Tesi Group ha ovviamente perso i pezzi pregiati, ma sul mercato ha puntato nuovamente su diversi prospetti interessanti, con l’obiettivo di raggiungere una salvezza tranquilla e di stupire nuovamente. 

Nonostante le ottime prestazioni fornite all’interno dell’Atlantic Sun Conference, è nello scorso marzo che Langston Hall ha raggiunto la notorietà tra gli addetti ai lavori: nel Torneo NCAA la sua Mercer ha regalato uno degli upset più clamorosi, mettendo ko la Duke di Jabari Parker. Ma andiamo con ordine. Dopo aver tenuto numeri di tutto rispetto nella sua stagione da matricola, il playmaker dei Bears è cresciuto gradualmente, fino ad esplodere nel suo terzo anno, quello da junior, in cui ha viaggiato con una media di 11.3 punti, 5.0 assist e 3.1 rimbalzi, sfoderando una delle sue migliori prestazioni nel NIT (16+7 contro Tennessee). Ma è nella scorsa stagione che Hall si è guadagnato progressivamente le luci della ribalta: ha guidato Mercer alla miglior stagione della sua storia, coronata con la prima vittoria di Conference (grandi le prove contro Seton Hall e Ole Miss, contro quest’ultima Langston ha anche segnato il game-winner negli istanti finali, ndr) ed il ritorno al Torneo NCAA dopo ben 29 anni di assenza. Nel suo ultimo anno al college è un po’ scesa la sua efficacia dal campo, ma ciò è da ascrivere soprattutto al fatto che ha lavorato molto sul suo fisico, per poter poi reggere l’impatto con i professionisti. Nonostante ciò, ha migliorato molto il suo tiro da tre punti (39.1% da senior, con oltre 6 tentativi da oltre l’arco a partita) ed ha comunque mantenuto intatta la sua natura altruista, anzi nella scorsa stagione ha fatto registrare un career-high di 5.7 assist ad allacciata di scarpe, affermandosi anche come una delle migliori guardie difensive dell’Atlantic Sun (1.4 recuperi di media), per via della sua stazza e delle sue lunghe leve. 

Mettendo un attimo da parte i suoi numeri, cerchiamo di delineare che tipo di giocatore è Hall. Innanzitutto c’è da dire che è un playmaker puro, ha leadership e grande visione di gioco per gestire l’attacco di una squadra e per creare buoni tiri per i compagni, ma allo stesso tempo, quando gli altri non girano, non ha problemi a prendersi maggiori responsabilità offensive ed a crearsi le conclusioni dal palleggio. Il suo punto debole è l’atletismo, che è quello che lo rende poco appetibile agli addetti ai lavori della NBA: è sotto la media dei professionisti americani, ed infatti non è uno che ama attaccare il ferro, ma in Europa può sicuramente migliorare questo aspetto e diventare un giocatore ancora più versatile. 

Per quanto riguarda il lato caratteriale, anche questo non è affatto da sottovalutare. Hall è un ragazzo che mette sempre davanti il successo della squadra a quello individuale, e questo è possibile notarlo proprio nel suo stile di gioco, finalizzato al fare sempre la cosa giusta per arrivare alla vittoria. Inoltre, a soli 22 anni è già un ragazzo molto maturo e ciò lo si deve in particolare all’educazione che gli hanno trasmesso i suoi genitori. Fred e Alda Hall non sono mai stati quel tipo di parenti che mettono pressione e stressano il proprio figlio prodigio, ma hanno sempre sostenuto Langston concedendogli i suoi spazi e soprattutto la libertà di prendere quelle che riteneva le decisioni migliori per lui, senza alcun intralcio. Sono sempre stati dei genitori orgogliosi, mai una critica o una parola fuori posto con gli allenatori di loro figlio, e gli hanno anche trasmesso grande umiltà: Hall è stato il migliore giocatore delle squadre in cui ha militato, ma non ha mai avuto atteggiamenti da prima donna, anzi è sempre stato quello che voleva lavorare di più ed imparare cose nuove, senza mai lamentarsi. Capitolo a parte lo merita la sua intelligenza cestistica: tutti gli allenatori che hanno lavorato con lui non fanno che parlarne bene, in particolare esaltano la sua capacità di imparare gli schemi offensivi e difensivi più velocemente di chiunque altro ed il suo saper essere una sorta di allenatore aggiunto sul campo, nonostante la giovane età. 

Insomma, Pistoia sulla carta ha preso il miglior rookie possibile a cui affidare le chiavi della sua squadra. Magari Hall all’inizio faticherà ad adattarsi al gioco europeo, come fanno tanti altri giocatori alla prima esperienza lontana dagli USA, ma il suo talento è destinato ad uscire fuori. 

LANGSTON HALL
Data di Nascita 1/11/1991
Ruolo Playmaker
Altezza 1.93 cm
Peso 82 kg
High School Chamblee
College Mercer (2010-14)
Statistiche 2013-14 15.1 ppg, 5.7 apg, 3.1 rpg, 33.8 mpg
Riconoscimenti Atlantic Sun Player of the Year (2014),
2x First Team All-Conference (2012-14),
Second Team All-Conference (2013)