Alla scoperta di Tacko Fall, il giocatore più alto dell’high school con il sogno di diventare pro

Negli ultimi giorni stanno spopolando i video di un certo Tacko “Taco” Fall. Cerchiamo di saperne un po’ di più su questo ragazzo: è alto 228 centimetri, vanta un’apertura alare di 243 centimetri e di piede porta il 55. Sì, avete capito bene, 55. Il nativo del Senegal è approdato lo scorso autunno in Florida, dopo esser passato prima per Texas, Ohio e Tennessee. Qui è arrivato praticamente senza nessuna esperienza vera nella pallacanestro organizzata, grazie all’interessamento dell’ex centro dei Magic, Pat Burke, che lo ha aiutato ad approdare alla Liberty Chrisitan: si racconta che quando è andato a conoscere coach Paul Archer a casa sua, abbia battuto la testa contro un ventilatore montato sul soffitto.

Inutile dire che è un prospetto molto intrigante: se si considera che è stata la sua vera prima volta in una squadra di pallacanestro, quest’inverno ha fatto bene con i Lions (11-15), mettendo a referto 11.1 punti, 5.0 rimbalzi e 1.3 stoppate di media. Un dato abbastanza strano è quello delle doppie-doppie: ne ha fatta registrare solo una in tutta la stagione, non riuscendo quasi mai a strappare almeno 10 rimbalzi, nonostante sia circa 15 centimetri più alto del secondo giocatore più lungo della pallacanestro liceale, ovvero il senegalese Jean Marc Koumadje della vicina Montverde Academy.

“In ogni posto in cui vado a giocare – ha dichiarato Fall – la gente all’inizio si spaventa quando mi vede. Ma se non gioco come un vero lungo dovrebbe fare, poi iniziano a dire che sono troppo morbido. Quindi devo scendere in campo sempre con aggressività, chiedere di più la palla e lavorare sul mio gancio”. Piccola curiosità: secondo il Sentinel, mangia spesso e volentieri intere pizze coperte di pollo e hamburger per mantenere il suo peso sempre intorno ai 115 kili. Insomma, segue una dieta ferrea e sana degna di ogni grande atleta.

Ovviamente il suo sogno è quello di diventare un giocatore professionista, magari nella NBA, ma allo stesso tempo sta già pensando a cosa fare nella sua nuova vita negli States, nel caso in cui non dovesse riuscire a sfondare nel basket: “Mi piacerebbe diventare un biochimico”. Insomma, una cosa abbastanza fuori dalla norma, ma dovevamo aspettarcelo, o quantomeno intuire qualcosa, visti gli occhiali che indossa per giocare.