Bidoni e meteore: Will Conroy, il playmaker che ha fallito a Bologna e Milano

L’era Sabatini è un periodo abbastanza controverso della gloriosa storia della Virtus Bologna. Si tratta di un periodo di grandi proclami, dichiarazioni stordenti, antipatiche gazzarre (come per esempio quella sul premio per la squadra che tiene in campo i giocatori italiani per il maggior numero di minuti), operazioni fantascientifiche (vi ricordate Kobe Bryant?) e, perché no, è anche un’era di bidoni e meteore. Da questo punto di vista la stagione più interessante è sicuramente la 2007/2008. Nella stagione precedente la Virtus, tornata in A solamente da due anni e con Markovski in panchina, aveva raggiunto la finale Scudetto, ma il gran risultato non è destinato a ripetersi nelle disgraziate annate successive.

LA VIRTUS 2007/2008 – Dal gruppo che aveva partecipato alla finale 2007 rimangono gli italiani Andrea Michelori, Andrea Crosariol, Brett Blizzard, Fabio Di Bella e Guilherme Giovannoni. Da Roma arrivano Luca Garri e Roberto Chiacig, mentre i pezzi da novanta per quanto riguarda il reparto stranieri sono Delonte Holland e Dewarick Spencer. Holland arriva da una splendida stagione con la maglia di Varese, con cui ha raggiunto i Playoff e ha segnato 17.5 punti di media; Spencer, che arriva da Roanne, è stato capocannoniere e miglior giocatore straniero in Francia. Il miglior straniero di quella Virtus, per la verità, è quello che arriva almeno inizialmente col compito di entrare a partita in corso al posto di Holland: si tratta di Alan Anderson, prodotto di Michigan State con già un’esperienza NBA alle spalle prima di approdare in Italia.

IL PLAYMAKER – A questo gruppo manca solo un playmaker titolare. Stefano Pillastrini, il nuovo allenatore dei bianconeri, vorrebbe Kiwane Garris o comunque un giocatore con una solida esperienza europea. Gli altri nomi che circolano sono altisonanti: Gianmarco Pozzecco, Randy Childress, Melvin Booker, ma anche quel Pooh Jeter che negli anni successivi avrebbe giocato ad alti livelli in Europa. Niente di tutto questo: Sabatini si lascia abbagliare dalle statistiche in D-League e in particolare dai 10.6 assist di media della stagione 2006/2007 con la maglia dei 66ers e così compie un errore che probabilmente costa la stagione a Bologna, optando per Will Conroy.

IL DISASTRO CONROY – La stagione della Virtus si può riassumere in due immagini: Sabatini che sospende i quattro americani prima della partita di Cantù per una nottata in discoteca (salvo poi reintegrarli) e un confusissimo Conroy che, all’americana, tenta di chiamare timeout in campo mentre l’azione è in corso, scenetta tristemente accaduta in più di una circostanza. Conroy, oltretutto, non è decisamente l’unico giocatore a sbandare. Spencer si trova a disagio con il campionato italiano; Holland, libero dalle catene di Magnano (rileggere a tal proposito la sua intervista di addio a Varese dell’estate 2007), si dimostra un dannosissimo giocatore di uno contro cinque; l’ampia rotazione dei lunghi non permette a Chiacig, Garri e Michelori di lasciare particolarmente il segno. Pillastrini salta dopo venti giornate (otto vittorie) e la Virtus chiude il campionato al quindicesimo posto.

CONROY A MILANO – Ma non è con Conroy che la Virtus arriva a fine stagione. Prima al playmaker ex-Tulsa viene affiancato McGrath, poi arrivano Travis Best e Massimo Bulleri e Milano, alla disperata ricerca di un regista per dare qualche minuto di riposo ad un Melvin Booker in versione ironman, prova a firmare Conroy al posto del non indimenticabile Cheyne Gadson. Ma se Conroy non era riuscito ad esprimere il suo talento ben nascosto con la maglia delle Vu Nere e un ruolo da titolare, difficilmente può farlo da riserva. Oltretutto Caja dimostra di non avere nessuna fiducia in Conroy ed è difficile dargli torto. Nella prima partita in maglia Milano, pur di tenere l’ex-Virtus il più possibile lontano dal campo, il coach dell’Armani Jeans concede 38 minuti a Melvin Booker. Conroy non entrerà mai nemmeno nei meccanismi dei biancorossi e verrà tagliato a febbraio dopo i 4 minuti della gara contro la Montepaschi. Al suo posto a Milano arriva un altro giocatore proveniente dalla Virtus, Fabio Di Bella.

IL BILANCIO DELLA STAGIONE – Abbiamo già riassunto a grandi linee i principali momenti della stagione di Conroy, ma è ora il momento di analizzare nello specifico il suo impatto sul campionato italiano. Le cifre sono desolanti, anche se abbassate ulteriormente da un’esperienza milanese in cui ha avuto pochissimo tempo a disposizione. In 17 partite gioca circa 21.6 minuti di media, collezionando 5.1 punti, 1.9 rimbalzi, 2.8 assist, 2.4 palle perse e 4.5 di valutazione. Il suo miglior momento in stagione (o forse, verrebbe da dire, l’unico positivo) risale alla fase centrale della parentesi bolognese, quando è riuscito a scoccare un 6/12 totale dall’arco in due partite consecutive chiudendole rispettivamente a 15 e 16 punti realizzati. Ma è stato l’unico acuto di un giocatore principalmente ricordato per aver portato pochissimo alle sue squadre. Nelle prime tre partite in Italia ha perso 17 palloni; per quattro volte ha chiuso la partita con valutazione negativa.

DOPO L’ITALIA – Dopo aver lasciato Milano, Conroy ha trascorso qualche mese lontano dal basket prima di ritornare nella sua dimensione: la D-League. Ad Albuquerque si è letteralmente scatenato con 26.5 punti e 8 assist di media. Le sue stagioni in D-League hanno convinto l’Oyak Renault Bursa a dargli un’altra chance in Europa, anche se non ha trovato un altro contratto nel Vecchio Continente dopo le 16 partite in Turchia. Per il resto, l’ex playmaker di Virtus e Olimpia si è dimostrato un giocatore prontissimo a firmare contratti di dieci giorni per riempire i roster NBA: ha infatti giocato 5 partite con gli Houston Rockets nel 2010 e 4 con i Minnesota Timberwolves nella stagione appena conclusa. In totale, contando anche le esperienze precedenti alla stagione italiana, ha disputato 16 partite nella lega di LeBron James e Kobe Bryant.

BIDONE O METEORA? – Purtroppo per Will, non riteniamo che questa sia una scelta difficile. È un giocatore che, per quanto possa essere dominante e spettacolare in D-League, non può combinare nulla di buono nel nostro campionato. Il passaggio dal basket americano al basket europeo è stato insostenibile per lui nella stagione disputata in Italia. Queste considerazioni, unite alle sue percentuali (35.8% dal campo, 62.1% dalla lunetta) e alle palle che avrebbe perso in proiezione se avesse giocato 40 minuti a partita (4.5), gli valgono un posto d’onore nella categoria dei bidoni.

WILL CONROY RUOLO: Playmaker
NATO A: Portland, Oregon – 8 dicembre 1982 ALTEZZA: 188 cm
COLLEGE: Washington ULTIMA SQUADRA: Minnesota Timberwolves (NBA)
STATS: 12.6ppg, 4.1rpg, 9apg (Rio Grande Valley Vipers, 2012) ESPERIENZE PRINCIPALI: Virtus Bologna (Italia, A1), Milano (Italia A1), Bursa (Turchia TBL), Clippers (NBA), Rockets (NBA), Timberwolves (NBA), 66ers (NBDL).

CARRIERA

2001-2005 – Washington Huskies (NCAA Div. I) – 9.2ppg, 2.8rpg, 4.3apg (121 partite)
2005-2007 – Tulsa 66ers (NBA D-League) – 13.8ppg, 4.6rpg, 8.5apg (89 partite)
2007 – Memphis Grizzlies (NBA) – 0ppg, 0.7rpg, 0.3apg (3 partite)
2007 – Los Angeles Clippers (NBA) – 0ppg, 1.3rpg, 2apg (4 partite)
2007 – Virtus Bologna (Italia A1) – 7.3ppg, 2.1rpg, 4apg (11 partite)
2007-2008 – Olimpia Milano (Italia A1) – 1ppg, 1.3rpg, 0.6apg (6 partite)
2008-2009 – Albuquerque Thunderbirds (NBA D-League) – 26.5ppg, 4.8rpg, 8apg (49 partite)
2010 – Rio Grande Valley Vipers (NBA D-League) – 16.8ppg, 6.3rpg, 9.6apg (36 partite)
2010 – Houston Rockets (NBA) – 1.2ppg, 0.6rpg, 1.4apg (5 partite)
2011 – Oyak Renault Bursa (Turchia TBL) – 12.6ppg, 4.1rpg, 5.9apg (16 partite)
2012 – Rio Grande Valley Vipers (NBA D-League) – 12.6ppg, 4.1rpg, 9apg (23 partite)
2012 – Minnesota Timberwolves (NBA) – 0.3ppg, 0.3rpg, 0apg (4 partite)

 

Photo: nba.com