Bidoni e meteore: DerMarr Johnson, ovvero come tradire ogni aspettativa in un mese

Non potete non conoscerlo: si tratta di uno dei nomi più suggestivi passati per il nostro campionato nell’ultimo decennio. Un giocatore arrivato per dominare il campionato e invitato a lasciare l’Italia dopo appena un mese di permanenza. DerMarr Johnson approda a Treviso nell’estate del 2007, convinto dalla temporanea – crede lui – fine della sua carriera NBA e dal lauto stipendio offertogli dalla Benetton. Treviso, nella stagione precedente, ha vinto la Coppa Italia in finale contro la Virtus Bologna. Johnson viene inserito in un organico di talento, ma assolutamente inadatto per provare a giocare un basket di squadra: se escludiamo gli esperti Soragna e Mordente, principalmente i suoi compagni sono infatti Lionel Chalmers, Pops Mensah-Bonsu e Mario Austin.

IL PASSATO DI DERMARR – DerMarr ha un soprannome particolare: lo chiamano Pisolo. Un appellativo che richiama la sua espressione perennemente assonnata, ma anche in qualche modo quella tragica notte in cui ha rischiato di perdere la vita e la carriera. Ma andiamo con ordine. Johnson è uno di quei giocatori dal futuro apparentemente roseo: National High School Player of the Year nel 1999, Freshman of the Year della Conference USA con la maglia di Cincinnati nel 2000 e sesta scelta al Draft NBA dello stesso anno. La sua prima squadra NBA è Atlanta: due anni in grande crescita, prima che gli Hawks si decidano a designarlo come titolare per la stagione 2002/2003. Ed è qui che il destino volta improvvisamente le spalle a Pisolo.

L’INCIDENTE – Il 13 settembre del 2002 DerMarr è alla guida della sua Mercedes. Per non svegliare i due amici che dormono a bordo, decide di abbassare il volume della radio. Pochi istanti dopo la vettura si schianta contro un albero: Johnson ha avuto un colpo di sonno ed è finito fuori strada. Tutti e tre sopravvivono all’impatto, ma Johnson riporta la frattura di quattro vertebre ed è costretto a saltare l’intera stagione. C’è il concreto rischio che rimanga paralizzato e nessuno si aspetta di rivederlo su un campo da basket. E invece Pisolo non avrà la faccia sveglia, ma ha voglia di combattere e desidera ricominciare a giocare più di ogni altra cosa. Dopo pochi mesi, contravvenendo ad ogni suggerimento dei medici, inizia ad allenarsi. Ritorna in NBA, prima a New York e poi a Denver, per tre anni. La notte che non dimenticherà mai è quella del 24 marzo 2005, quando si incarica di marcare Kobe Bryant e segna 2 punti in più di lui; i Nuggets vincono per 117-96 e Johnson, con 20 punti, è il terzo miglior marcatore della gara dietro a Boykins e Caron Butler.

L’APPRODO A TREVISO – Il minutaggio di Johnson a Denver scende progressivamente e il giocatore si trova senza contratto nell’estate del 2007, quando arriva l’offerta di Treviso: contratto biennale. Sostiene di aver sempre sentito parlar bene della Benetton e di essere orgoglioso di poter giocare in maglia verde. Dichiarazioni di facciata. Pisolo è indisponente, svagato. Ha il classico atteggiamento di chi vorrebbe essere in qualsiasi altro posto al mondo. O, forse, di chi semplicemente crede di essere troppo forte per quel livello. All’esordio contro Pesaro fa 1/6 dal campo. Poi il lampo contro Varese, la peggior squadra di quel campionato: 19 punti, 6/12 dal campo, 5 rimbalzi. L’unico acuto. Già dalla terza gara torna di nuovo nel suo mondo: 3 punti con 1/5 dal campo contro Capo d’Orlando.

IL TAGLIO – Le cose non vanno bene. Treviso ha perso due delle prime tre gare e Johnson sta rendendo ben al di sotto delle aspettative. DerMarr a Bologna prova a caricarsi sulle spalle la squadra, ma il risultato è disastroso: 3/12 da tre, 5/20 totale al tiro e sconfitta per la Benetton. Si comincia già a parlare di taglio per uno tra lui e Lionel Chalmers. Contro Cantù raddrizza di poco la mira: 5/14 e altra sconfitta. Oramai è nell’aria: la dirigenza biancoverde ha perso la pazienza. Treviso gioca e vince il recupero della prima giornata, contro Rieti, in una partita in cui coach Ramagli tiene in panchina l’ex giocatore dei Nuggets per tutti i 40’. Quattro giorni dopo Johnson gioca 14’ a Milano. Sono gli ultimi minuti della sua carriera italiana. Anni dopo in un’intervista dirà di essere capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato, visto che la squadra aveva appena cambiato l’allenatore e c’erano molte pressioni sul team.

IL BILANCIO DELLA STAGIONE – Anche se di stagione non si dovrebbe parlare, visto che la sua esperienza a Treviso, se consideriamo solo le partite ufficiali, è durata appena un mese. Nel giudizio sul mese di DerMarr è impossibile non fare riferimento a quello che si aspettava la Benetton da lui nel momento in cui gli ha offerto un contratto di due anni. Il gm Marco Atripaldi, che si sarebbe dimesso al termine della stagione, lo aveva scelto per le sue straordinarie capacità offensive. DerMarr in NBA non era solo uno specialista da tre, era anche un giocatore che veniva utilizzato spesso per marcare i giocatori più pericolosi della squadra avversaria. In un’intervista nel precampionato, Johnson aveva dichiarato che i due aspetti del gioco su cui doveva lavorare maggiormente per poter giocare bene in Italia erano la difesa e le partenze in palleggio. Ecco perché abbiamo intitolato questo articolo: “Come tradire ogni aspettativa in un mese”. Non solo le lacune di Johnson sono state oltremodo visibili, ma DerMarr non è stato nemmeno in grado di esprimersi negli aspetti del gioco in cui poteva primeggiare. 10/25 da due e 9/36 da tre in sei partite, 55% dalla lunetta (5/9) e solo 8.7 punti a partita. E plus/minus sempre negativo, ad eccezione della gara contro Varese.

DOPO TREVISO – La sua avventura italiana è cominciata ad agosto ed è finita ad ottobre. A novembre DerMarr è già negli Stati Uniti, pronto ad iniziare la stagione di D-League con la maglia degli Austin Toros. Tra dicembre 2007 ed aprile 2008 si toglie anche lo sfizio di giocare cinque partite nei San Antonio Spurs, ma al termine della stagione 2007/2008 l’NBA gli chiude definitivamente le porte. A quel punto Johnson inizia a viaggiare ai margini del mondo del basket: prima i Grises de Humacao, i Beijing Ducks e i Jiangsu Dragons, poi i Leones de Ponce. Passa anche, tra le altre squadre, dal Sagesse Beirut in Libano, dal Bucaros in Colombia e dai Barako Bull Energy nelle Filippine. Dopo una parentesi con il Libertad de Sunchales  in Argentina, nell’aprile del 2013 ha firmato con i venezuelani del Deportivo Lara.

BIDONE O METEORA? – Se nei precedenti tre casi che abbiamo trattato il compito era stato decisamente facile – meteora Marcus Melvin, bidoni Will Conroy ed Efejuku Rose –, questa volta ci troviamo a dover valutare una situazione non banale. È impossibile classificare come bidone un giocatore che senza quel maledetto incidente avrebbe con ogni probabilità avuto una carriera di buon livello in NBA. Semplicemente Pisolo non aveva la mentalità adatta per incidere nel nostro campionato.

DERMARR JOHNSON RUOLO: Ala piccola
NATO A: Washington D.C. – 5 maggio 1980 ALTEZZA: 206 cm
COLLEGE: Cincinnati ULTIMA SQUADRA: Guaros de Lara (Venezuela)
STATS: 7ppg, 2rpg (Guaros de Lara, 2013) ESPERIENZE PRINCIPALI: Atlanta Hawks (NBA), New York Knicks (NBA), Denver Nuggets (NBA), San Antonio Spurs (NBA), Benetton Treviso (Italia), Austin Toros (NBDL).

CARRIERA

1999 – Cincinnati Bearcats (NCAA Div. I) – 12.6ppg, 3.8rpg, 1.4apg (32 partite)
2000-2002 – Atlanta Hawks (NBA) – 6.6ppg, 2.8rpg, 0.9apg (150 partite)
2003 – Long Beach Jam (ABA)
2004 – New York Knicks (NBA) – 5.4ppg, 1.9rpg, 0.5apg (21 partite)
2004-2007 – Denver Nuggets (NBA) – 5.9ppg, 1.8rpg, 0.8apg (168 partite)
2007 – Benetton Treviso (Italia A1) – 8.7ppg, 2.8rpg, 1.8apg (6 partite)
2008 – Austin Toros (NBA D-League) – 17.2ppg, 4.6rpg, 1.8apg (44 partite)
2008 – San Antonio Spurs (NBA) – 3.4ppg, 0.2rpg, 0.2apg (5 partite)
2009 – Austin Toros (NBA D-League) – 7.8ppg, 3.1rpg (8 partite)
2009 – Grises de Humacao (Porto Rico BSN)
2009 – Beijing Ducks (Cina CBA)
2009-2010 – Jiangsu Dragons (Cina CBA)
2010 – Leones de Ponce (Porto Rico BSN)
2010 – Al Hilal (Arabia Saudita D1)
2010 – Sagesse Beirut (Libano Div. A)
2011 – Bucaros de Bucaramanga (Colombia)
2012 – Barako Bull Energy (Filippine PBA)
2012 – Osos de Guadalajara (Messico LNBP)
2013 – Libertad Sunchales (Argentina Liga A)
2013 – Deportivo Lara (Venezuela LPB)

Photo: cafe.daum.net