Comebacks

Comebacks – Paul Millsap e gli 11 punti in 28” contro gli Heat di LeBron

9 novembre 2010. I Jazz si trovano a Miami, per affrontare la prima versione dei Big Three. Quella notte Dwyane Wade segna 39 punti, LeBron James realizza una tripla-doppia e gli Heat si ritrovano in vantaggio anche di 22 lunghezze nel secondo quarto. All’intervallo il tabellone segna 51-32. Ma guai a dare i Jazz per morti, perché solo qualche giorno prima avevano recuperato dal -18 e battuto i Clippers.

Nel secondo tempo Deron Williams e compagni provano a farsi nuovamente sotto e a spaventare i padroni di casa, che però a 37 secondi dal termine sono ancora saldamente al comando (98-90). Partita finita? Sembrerebbe proprio di sì. E’ a quel punto che accade qualcosa contro ogni logica: Paul Millsap, che fino a quel momento nella sua carriera NBA aveva tirato complessivamente con un misero 2/20 da oltre l’arco, realizza un’impresa destinata ai libri di storia. Riceve sullo scarico di D-Will e segna la tripla del -5 a 28’’ dal termine. “Cose che possono capitare”, avranno pensato gli Heat, che comunque sul 101-96 con 17’’ sul cronometro sembrano essere ancora in controllo.

Ma Millsap viene di nuovo servito da Deron: stavolta Bosh gli mette la mano in faccia, ma il pallone finisce sul fondo della retina. -2 e primi brividi sulla schiena dei giocatori e dei tifosi di Miami. Dalla lunetta i padroni di casa non tremano, ma quando i Jazz vanno dall’altra parte del campo, succede di nuovo l’incredibile: Williams prova a forzare, si accorge di essere chiuso e scarica il pallone ancora nelle mani di Paul, che tira e segna. Terza tripla consecutiva, -1 a 4’’ dalla fine.

Wade va in lunetta, sbaglia il primo libero, realizza il secondo. I Jazz allora provano addirittura ad andare per la vittoria: la tripla di C.J. Miles è corta, ma chi è il primo ad avventarsi sul pallone? Sì, proprio Millsap, che segna il tap-in che completa l’incredibile rimonta e manda tutti all’overtime. Nel supplementare la battaglia infiamma, Wade è imprendibile e prova a trascinare gli Heat al successo con 8 punti, ma alla fine sono due liberi di Francisco Elson a permettere ai Jazz di espugnare Miami con il punteggio di 116-114.

A quel punto, però, l’esito di quell’incontro importa poco, perché Paul Millsap ha realizzato 11 punti negli ultimi 28 secondi del quarto finale, impresa degna del miglior Tracy McGrady. Impresa che solo in uno sport meraviglioso e imprevedibile come la pallacanestro poteva verificarsi.