Dal campo alla panchina: i 10 momenti indimenticabili di Derek Fisher

Neanche il tempo di dire basta con la pallacanestro giocata, che Derek Fisher torna in campo. Ma stavolta lo farà in una veste inedita, quello dell’allenatore: non è ancora ufficiale, ma Phil Jackson ha deciso di affidarsi al venerabile maestro per dirigere i Knicks nelle prossime stagioni. Una scelta coraggiosa e che sta facendo discutere (QUI potete trovare i pro ed i contro, ndr), ma in questo articolo non ci interessa. Fisher ha chiuso la scorsa settimana una carriera lunga 18 anni, dopo che i suoi Thunder sono stati eliminati dagli Spurs nella finale della Western Conference. Gli ultimi anni tra Oklahoma e Dallas non sono stati di certo indimenticabili, ma Derek ha svolto più che altro il ruolo di guida spirituale della squadra, senza però disdegnare qualche giocata per ricordare i vecchi tempi. E che tempi, quelli dei Lakers, durati fino al 2012, quando è stato poi scambiato con i Rockets. Magari non finirà mai nella Hall of Fame, ma ha sicuramente lasciato un segno indelebile nella storia della NBA e soprattutto in quella gialloviola. Leadership, dedizione, tenacia e la sua capacità di venir fuori nei momenti cruciali: queste sono le caratteristiche che hanno esaltato la carriera di Fisher. Andiamo a vedere i suoi 10 momenti più importanti ed indimenticabili. 

10 – LEADER DI PRESENZE NEI PLAYOFFS
Il 29 aprile di quest’anno, Derek è diventato il giocatore con più presenze nella storia dei playoffs (245), sorpassando l’ex compagno di squadra Robert Horry. Il venerabile maestro ha poi chiuso a quota 259: si è qualificato alla post-season in tutti gli anni della sua carriera, tranne due, ovvero quelli trascorsi con i Warriors. 

9 – L’ULTIMO GAME-WINNER IN MAGLIA LAKERS
Alla sua lunga lista di canestri decisivi, Fisher ne ha aggiunto un altro il 16 gennaio 2012 contro i Mavericks. Questo ha assunto un significato molto particolare, perché è stato l’ultimo in gialloviola, dato che due mesi dopo è stato scambiato con i Rockets per Jordan Hill. 

8 – GARA 7 DELLE FINALS 2010
Nella decisiva partita per il titolo, i Lakers erano finiti sotto di ben 13 lunghezze di vantaggio contro i Celtics. Poi, però, è partita la rimonta e chi l’ha completata? Ovviamente Fisher, che a 6’ dalla fine dell’ultimo quarto ha piazzato una tripla di vitale importanza per il 64 pari. I Lakers a quel punto hanno preso la guida dell’incontro e permesso a Derek di mettersi al dito il quinto anello della sua carriera. Il venerabile maestro ha chiuso con 10 punti, ma soprattutto è stato il più efficace dei suoi con 4/6 dal campo e 2/2 da oltre l’arco. Ennesima conferma che, quando più contava, Fisher ha risposto sempre presente. 

7 – IL DISCORSO PRE-PLAYOFFS 2010
Qui entriamo un po’ nel mito di Derek: i Lakers avevano perso 7 delle ultime 11 partite in chiusura di regular season e non si presentavano quindi in gran forma alla post-season. Allora Fisher, come tante volte aveva fatto in passato, ha raccolto i compagni di squadra ed ha pronunciato un emozionante discorso prima dell’inizio dei playoffs, in cui LA avrebbe dovuto difendere il titolo vinto l’anno precedente. Le parole esatte di Derek non sono mai state svelate, ma tutti i giocatori di quei Lakers hanno riconosciuto la loro valenza fondamentale nella preparazione alla corsa verso l’anello. 

6 – LA GIOCATA SPORCA SU SCOLA
Pur di vincere, Fisher è stato disposto a tutto, anche a commettere qualche giocata veramente sporca per dare un segnale ai suoi compagni ed agli avversari. I Lakers erano arrivati abbastanza nervosi a gara 2 delle semifinali del 2009, dopo aver perso il primo atto contro dei Rockets molto fisici ed aggressivi, soprattutto nel frontcourt formato da Artest, Ming e Scola. Quest’ultimo aveva irritato non poco i gialloviola a causa dei suoi blocchi molto duri, sempre al limite del regolamento, e così Fisher, negli ultimi secondi del terzo quarto di gara 2, ha deciso di mandargli un segnale, rifilandogli una spallata molto violenta e scaraventandolo per terra. Derek ovviamente è stato espulso ed ha dovuto saltare anche gara 3, ma poi è tornato ed ha aiutato i Lakers a battere i Rockets in 7 partite. 

5 – SCUSATE IL RITARDO
I Jazz, in cui ha militato per una sola stagione tra l’esperienza ai Warriors e la seconda ai Lakers, erano avanti 1-0 nella semifinale contro Golden State. Fisher aveva perso gara 1 per volare a New York, dove sua figlia doveva sottoporsi ad un intervento all’occhio per curare una forma di cancro. Dopo che l’operazione è stata completata con successo, Derek è arrivato un “po’” in ritardo per gara 2 a Salt Lake City: ha fatto il suo ingresso dagli spogliatoio verso la fine del terzo quarto. Con tutto quello che era successo nelle ultime ore riguardo alla sua famiglia, il venerabile maestro è riuscito a svuotare la mente ed ha infilato una tripla decisiva nell’overtime, che ha permesso ai Jazz di mettere al sicuro la vittoria. 

4 – LA MIGLIOR PARTITA IN CARRIERA
Derek ha sfoderato la miglior prestazione della sua carriera nel miglior momento possibile: ha realizzato un career-high di 28 punti con un eccezionale 11/13 dal campo e soprattutto 6/7 da oltre l’arco, aiutando i Lakers a spazzare letteralmente via gli Spurs in gara 4 della finale della Western Conference. Quei playoffs del 2001 sono stati straordinari per Fisher, il giocatore più importante dopo Kobe e Shaq: i Lakers vinsero il titolo con un record incredibile di 15-1, a cui Derek ha contribuito con 13.4 punti ed il 51.5% da oltre l’arco. 

3 – GARA 3 DELLE FINALS 2010
Nella storia delle Finals, chi vince gara 3, poi ha un’altissima percentuale di riuscire a conquistare l’anello. E quella del 2010 non ha fatto differenza. Nell’ultimo quarto Fisher è salito in cattedra a spiegare un paio di cose ai Celtics dei Big Three, realizzando ben 11 punti, ma soprattutto rendendosi protagonista del coast-to-coast terminato con il 2+1 che nei secondi finali ha chiuso i conti in favore dei Lakers. 

2 – GARA 4 DELLE FINALS 2009
Con i Lakers avanti 2-1 nella serie, i Magic quella notte hanno prodotto il massimo sforzo per impattare e rimettere tutto in discussione. E ce l’avevano quasi fatta, solo che poi la grandezza di Derek si è manifestata: tripla del pareggio a 4 secondi dalla fine e tutti all’overtime. E qui, sul punteggio in parità a 30’’ dalla fine, chi l’ha risolta: sempre Fisher, ancora dall’arco dei tre punti. I Lakers hanno così sconfitto i Magic per 99-91 e si sono poi andati a prendere il titolo in gara 5. 

1 – 0.4
Questo è uno di quei canestri che rimangono per sempre nella storia della pallacanestro. Uno dei motivi che rende questo sport così straordinario è il fatto che possono accadere cose apparentemente impossibili in meno di un secondo. Precisamente in 4 decimi. Dopo che Tim Duncan aveva messo gli Spurs avanti di 1 con un canestro incredibile, lasciando solo 0.4 secondi sul cronometro, Fisher ha deciso di entrare nella leggenda: ha ricevuto palla spalle a canestro e l’ha rilasciata in una frazione di secondo. Il risultato? Solo rete e Lakers avanti 3-2 nella serie. Senza quel colpo di Derek, forse LA non sarebbe riuscita a superare le semifinali.