Diario di un evento con i fiocchi – Le finali della LNP

Sabato 8 Marzo, ore 11: questa volta il tragitto per andare a vedere delle finali è breve. L’atto conclusivo della Coppa Italia di Lega Pallacanestro si svolge a Rimini. E quale miglior occasione per andare a vedere alcuni campionati che onestamente seguo il giusto (ma da qui a fine weekend cambierò propositi), unendo la passione cestistica a due giorni di mare con amici e fidanzate (sì perché è la Festa della Donna: altro che mimosa, meglio la palla a spicchi).

Ore 16.30: dopo una doverosa passeggiata sul lungomare si arriva a Rimini Fiera. Parcheggio (6 euro, al Futurshow Station per un concerto di 1 ora e mezza ne ho pagati 9) vicino a Trigari e Boniciolli e si va davanti all’ingresso. Musica hip hop e rumore di palla che rimbalza per terra. Cominciamo bene.

Dentro è una cosa che avevo visto solo a Londra nella Fan Zone dell’Eurolega per le Final Four e all’NBA store: musica rap, un canestro in cui puoi tirare per 1 euro devoluto in beneficenza, un’area dedicata al 3 vs 3 a vari livelli, due campi. Uno è per la DNC, non grande ma perfetto per l’evento da ospitare. Uno è il “main court” dove si svolgono le fasi della Legadue e le finali la domenica. A ogni angolo ci si imbatte in giocatori, allenatori, commentatori, tutto a portata di chiacchiera in un ambiente sereno e conviviale. Il tutto condito da iniziative di intelligenza rara, come ad esempio “La scuola di tifo”, dove si educano grandi e bambini a supportare i propri beniamini in un modo corretto ed educato, sempre festoso. Ripeto, un’organizzazione del genere non l’ho mai vista qui in Italia.

Ore 17: prima semifinale Capo D’Orlando – Biella. I siciliani senza Archie, i piemontesi senza Laganà. Partita vibrante, equilibrata fino agli ultimi 5 minuti. La spunta Biella di un Voskuil “Fredetteiano”. Ho avuto la possibilità di seguire tutti i time out e la gestione di Pozzecco: è un personaggio fantastico che comunque avvicina tanti appassionati e fa discutere, ma la strada per diventare un allenatore professionista prima ancora di un One Man Show è moooolto lunga. Da segnalare la presenza numerosissima di tifosi biellesi e anche un buon numero di supporters dell’Orlandina.

Ore 19.30: seconda semifinale Trento – Ferrara. E’ una partita da March Madness in tutto e per tutto. La cenerentola che non molla un colpo e resiste fino all’ultimo davanti ad una squadra che fa dell’organizzazione e delle letture il suo sistema di gioco. Vedo italiani tecnici, con gli attributi, che prendono sulle spalle la propria squadra (Pascolo a Trento, Benfatto a Ferrara). Vince Trento all’ultimo respiro, Mays sbaglia la tripla del pareggio e se la ride. Penserà alla serata!

Ore 00.00: dopo una sana cena di pesce (e meno sana bottiglia di vino) si va a dormire. L’idea era quella di tornare a casa domenica mattina, ma l’entusiasmo per l’evento non può finire lì. Si va anche per le finali.

Domenica 9 marzo, ore 16: finale di DNB (ex B2 per intenderci) tra Legnano e Latina. Latina con due stranieri starebbe comoda in Legadue. Legnano ha una squadra perfetta per la categoria (non a caso è prima nel girone) e soprattutto gioca un basket di una pulizia unica. Coach Ferrari ricorda come sistema offensivo il Trinchieri di Cantù: nessuno sta fermo, il pick and roll arriva solo dopo almeno un ribaltamento e un’uscita dai blocchi dell’esterno. E’ una partita stupenda, Carrizo di Latina non c’entra niente con la categoria (ma nemmeno in una sopra), si arriva punto a punto e la spuntano i laziali con Legnano che perde la palla del possibile overtime. Disperazione per i lombardi, con atleti che piangono e si abbracciano tra gli applausi del pubblico. Davvero un manifesto per questo sport.

Ore 18.30: finale di Legadue tra Trento e Biella. Ci si aspetta partita equilibrata e soprattutto giocata come si deve. Succede esattamente così, anzi, l’atto conclusivo della 3 giorni è destinato a rimanere per un bel pezzo negli occhi degli spettatori. Voskuil commette 4 falli subito innervosito da un Forray che in difesa vale la massima serie. Trento scappa ma Biella trascinata da Hollis ricuce lo strappo. Nasce un finale in fotofinish che dura 15 minuti: i 10 dell’ultimo quarto e i 5 necessari di un supplementare raggiunto da Trento grazie alla tripla di tabella di Spanghero. Voskuil dopo i 3 punti del primo tempo va “leggermente” in ritmo seppur forzando spesso. Ma il finale è tutto suo, coadiuvato da Raspino che a grinta e attributi non ha nulla da invidiare alle superstar. Tripudio di Biella, applausi dei numerosi tifosi trentini.

Ore 21.00: Si torna a casa col sorriso sulle labbra. Un weekend nato per unire il basket ad una gita fuori porta rimane indimenticabile per un evento che è andato al di là del mero risultato sportivo. Si parlava di copiare la Spagna per cercare di valorizzare maggiormente il nostro basket: sono felice di poter affermare che in Italia c’è gente che le idee brillanti ce le ha eccome, è solo questione di uscire dal cortile dei soliti personaggi e affidarsi ad addetti che mettono la passione davanti alla politica cestistica. Chapeau alla LNP.