Qué es la Liga Rubriche

“El Doncicismo” – Luka il predestinato pronto a dominare

Quando un giocatore è un predestinato lo si capisce fin dai primi passi, magari in una MiniCopa del Rey in cui quello stesso giocatore piazza 20 punti (con 4/8 nelle triple, di cui una da metà campo) in Finale contro il Barça vestendo, guarda caso, la camiseta blanca del Real Madrid e avendo solamente 12 anni. Quando un giocatore è un predestinato lo si capisce dal fatto che in Liga un talento così, rapportato alla giovanissima età anagrafica, mancava dai tempi di Ricky Rubio, con il quale peraltro condivide le prime dichiarazioni post-partita (“quando gioco i sentimenti che provo sono gli stessi di quando sto sognando”). Quando un giocatore è un predestinato lo si capisce anche dal fatto che il Real Madrid si scomodi per fargli firmare un quinquennale (era il settembre 2012) nonostante la giovanissima età e gli occhi di mezza Europa pronti a vigilare su ogni sua giocata.

Un anno fa Luka Doncic esordiva in Liga ACB con il Real Madrid, diventando il terzo più giovane esordiente nella storia della competizione, dopo Rubio (che aveva esordito a 14 anni e 11 mesi) e Angel Rebolo (esordiente alla tenerissima età di 15 anni e 3 mesi), ma il più giovane nella storia dei Blancos. Potrebbe giocare in 3 ruoli senza problemi di sorta (playmaker-guardia-ala piccola), ma è in quello di guardia tiratrice che riesce ad essere pressoché letale in ogni occasione, come peraltro dimostrato contro il CSKA nelle scorse Top 16 di Euroleague; sublime realizzatore, grande passatore e ottimo rimbalzista, cosa chiedere di più? A 3 giornate dal termine della Stagione Regolare in Liga ha giocato qualcosa come 14′ di media andando in doppia cifra per punti realizzati in ben 7 occasioni (su 30 match disputati) e 11 volte ha smazzato almeno 3 assist per i compagni, viaggiando con il 59% da due e il 49% da tre di media in stagione. Numeri impressionanti se rapportati alla giovanissima età e alle possibilità di emergere in un roster che, nel suo ruolo, annovera giocatori del calibro di Llull, Fernandez, Carroll e K.C. Rivers.

Proprio Doncic sarà, a mio modo di vedere, una delle attrazioni principali dei prossimi Playoffs di Liga (visibili su Sportitalia), nei quali tre squadre coltivano sogni diametralmente opposti. Infatti, se il Real Madrid è chiamato al pronto riscatto dopo lo 0-3 con cui è stato eliminato nella Serie Playoffs di EL dal Fenerbahce, anche i catalani del Barcelona non sono da meno e rischiano di vedere un’altra stagione molto avara di successi; ci sarebbe poi quella mina vagante chiamata Vitoria, poiché i baschi sono partiti senza alcun credito per ritrovarsi alle Final Four di Euroleague e al 4° posto in Liga, piazzamento che molto probabilmente terranno fino alla definizione della griglia Playoffs considerando la distanza che li separa dal terzo posto e le 2 vittorie di vantaggio su Gran Canaria quando mancano 3 partite al termine della RS. In questo contesto, Doncic può e deve fare la differenza, al netto delle scelte di coach Laso (non sempre condivisibili, magari), perché ormai i tempi sono maturi e perché in questo Real gode comunque del rispetto e della considerazione di tutti. Inevitabile sceglierlo come miglior giovane della massima Serie spagnola, sebbene la Liga possa offrire altri nomi interessanti che passerò brevemente in rassegna:

  • Santiago Yusta, swingman 19enne di nazionalità spagnola in forza all’Obradoiro, club di Santiago de Compostela, che sta viaggiando a medie di tutto rispetto: 7 punti e 1.8 rimbalzi di media, con il 55% da due, il 20% da tre e il 73% ai liberi. Contro le grandi di Spagna si esalta sempre, ma deve crescere ancora molto su molti aspetti del gioco – letture, continuità da tre, capacità di prendersi i tiri in catch-and-shoot anziché mettere palla a terra – e deve migliorare come continuità di rendimento.
  • Ludvig Erik Hakanson, guardia 20enne di nazionalità svedese che gioca oltre 27′ di media da quando è arrivato a Siviglia, tenendo peraltro medie molto interessanti: 10 punti e 2.9 assist di media, con il 60% da due, il 36% da tre e l’83% ai liberi. Gran tiratore e geniale passatore, paga un fisico atleticamente non eccelso e una mancata consacrazione definitiva dopo gli anni passati con la squadra B del Barça, ma è comunque un talento su cui puntare.
  • Juan Alberto Hernangómez, big-man 20enne di nazionalità spagnola, già nel giro delle Furie Rosse a livello di nazionale maggiore e perno dell’Estudiantes; in stagione viaggia a 9.6 punti e 5.6 rimbalzi, tirando con il 52.7% da due, il 35.8% da tre e il 73.3% ai liberi. A “Jancho” (soprannome con cui è conosciuto in Liga) dedicheremo un capitolo a sé, poiché nella prima metà di stagione sembrava poter essere uno dei miglior under-21 a livello di stats negli ultimi 30 anni di Liga, salvo poi perdersi un po’ per strada e doversi giocare la salvezza insieme ai compagni nelle ultime 3 partite.