Frederic Weis, mancato successore di Ewing e vittima della “dunk of death”

Con l’era di Patrick Ewing che stava volgendo al termine, i Knicks avevano disperatamente bisogno di un successore. Frederic Weis non era affatto l’uomo giusto. Ma New York ha comunque sprecato la 15esima scelta del Draft 1999 per lui, facendosi ammaliare dal fatto che fosse un centrone europeo di oltre 2 metri e 15. Quella chiamata fece scalpore, perché Weis fu preferito a Ron Artest, nativo del Queens e fenomeno proveniente da St. John’s. Il francese non è mai apparso in una singola partita della lega americana: certo, quello del 1999 non fu un Draft indimenticabile per nomi e talento, ma comunque sono tanti i giocatori scelti dopo di lui che avrebbero potuto quantomeno avere un impatto. Andiamo a vederli velocemente:

  • N.16, Artest: c’è poco da dire, i Knicks probabilmente si stanno ancora mangiando le mani per non aver scelto all’epoca un giocatore in grado di avere un impatto importante in ogni franchigia in cui ha militato nel corso della sua carriera.
  • N.21, Jeff Foster: un lungo che ha giocato sempre e solo per i Pacers all’interno della NBA. Il classico role player, in grado di garantire solidi minuti alla sua squadra.
  • N.22, Kenny Thomas: prodotto di New Mexico, ha avuto un’ottima carriera tra Houston e Philadelphia, riuscendo a chiudere nel 2004 in doppia-doppia di media (13.6 punti e 10.1 rimbalzi). Gli ultimi tre anni a Sacramento non sono stati propriamente indimenticabili, ma ciò non cancella quanto di buono fatto nel corso della sua esperienza NBA.
  • N.23, Devean George: Ha giocato 11 stagioni nella lega, ha vinto tre anelli con i Lakers, svolgendo molto bene il ruolo di comprimario. I campionati si vincono anche con giocatori come George.
  • N.24, Andrei Kirilenko: altro grande rimpianto dei Knicks. Il russo è ancora in attività, essendo sotto contratto con i Nets. Nel corso della sua carriera ha dimostrato che, quando sta bene, è un giocatore in grado di spostare gli equilibri.
  • N.57, Manu Ginobili: in questo caso i Knicks hanno poco da rimproverarsi, perché tra Kirilenko e Ginobili passano oltre 30 scelte e nessuno si sarebbe mai aspettato che l’argentino di Bahia Blanca fosse un tale fenomeno anche a livello NBA. Buon per Popovich e gli Spurs…

In definitiva, l’unico motivo per il quale ci ricordiamo di Weis è “la schiacciata della morte”. In occasione delle Olimpiadi del 2000, il centrone francese è diventato celebre nel modo in cui non avrebbe mai voluto: ha subito da Vince Carter quella che è considerata una delle più grandi schiacciate nella storia di questo sport. Nel 2011 l’ex scelta dei Knicks ha deciso di dire basta con la pallacanestro, dopo non essere riuscito a sfondare nemmeno in Europa ed aver concluso la stagione in Francia con appena 1.6 punti e 2.7 rimbalzi di media. A sua discolpa c’è da dire che le ginocchia non lo hanno mai aiutato nel corso della sua carriera, ma ciò non toglie che l’allora general manager di NY, Scott Layden, combinò un vero e proprio disastro nel Draft.