Gli Strapagati Rubriche

Gli Strapagati – Il caso di Rashard Lewis, ricoperto di dollari dalla frenesia dei Magic

Orlando Magic v Boston Celtics, Game 3

Negli ultimi 20 anni di NBA si sono visti parecchi giocatori strapagati rispetto al loro reale valore. Per un motivo o per un altro, le franchigie hanno offerto contratti estremamente remunerativi a stelle in erba, a giocatori che avevano già dato il meglio della loro carriera o che erano bravi ma non abbastanza da giustificare la montagna di dollari con cui venivano ricoperti, ritrovandosi sul groppone stipendi sproporzionati rispetto a quello che poi valevano in campo. Con la nuova rubrica “Gli Strapagati” cercheremo di evidenziare i principali giocatori che negli ultimi 20 anni hanno dimostrato di non valere i soldi che hanno guadagnato.

Partiamo da Rashard Lewis, ovvero da un caso piuttosto particolare. Dopo nove stagioni a Seattle, in cui si era affermato come un ottimo giocatore offensivo e competente dal punto di vista difensivo, ma non come una superstar (e la sola convocazione all’All-Star Game in parte ne è una testimonianza), nel 2007 Lewis strappò un contratto assurdo. Ad offrirglielo furono i Magic, che gli assicurarono 118 milioni in sei anni: il 27enne ex Sonics diventò così il secondo giocatore più pagato a quel tempo nell’intera NBA.

Orlando sapeva bene di star pagando almeno 30 milioni più del dovuto un giocatore che non era una vera e propria stella, ma negli anni 2000 andava molto di moda essere in ansia per le proprie giovani superstar: in questo caso, i Magic, anziché cercare di costruire pazientemente e con criterio una squadra vincente attorno a Dwight Howard, strapagarono Lewis per soddisfare la frenesia del loro centro e provare a vincere il prima possibile. Certo, così facendo Orlando è riuscita ad arrivare alle Finals del 2009, ma la stella indiscussa della squadra è sempre stata Howard, che all’epoca era così dominante da essere il motivo principale per cui attorno a lui giocatori come Lewis ed Hedo Turkoglu sono riusciti ad esprimersi ben oltre il loro reale valore, tanto da sembrare degli All-Star. 

Non a caso dopo quell’exploit i Magic sono mano a mano collassati, non andando oltre il secondo turno per due stagioni consecutive (2010-11 e 2011-12) e ritrovandosi a cedere nel giro di tre anni tutti i principali giocatori che avevano reso possibile la partecipazione alle Finals. Insomma, Orlando è stata veramente competitiva solo per un paio di anni, dopodiché è entrata in un processo di ricostruzione che è ancora in corso e che nelle ultime quattro stagioni l’ha tenuta ben lontana dalla zona playoffs. Per quanto riguarda Lewis, dopo giugno 2009 ha iniziato un lento e inesorabile declino, non solo dal punto di vista statistico, ma anche e soprattutto da quello difensivo, tanto da essere scambiato nel 2011 con Washington. Da allora di lui si sono quasi perse le tracce, nonostante nel 2013 abbia vinto un titolo portando a South Beach da LeBron i suoi talenti, di cui però non ci fu granché bisogno, dato che in quei playoffs giocò solo nei garbage time.