La leggenda dimenticata: Lionel Simmons tra record, infortuni e… Game Boy

Di Lionel famosi ce ne sono tanti: penso a Messi, Ritchie, Barrymore. Ma alla vostra lista, nel caso in cui non ci fosse già, dovete assolutamente aggiungere Lionel Simmons. Se avete meno di 30 anni, probabilmente non avete mai sentito il suo nome, anche se siete appassionati della pallacanestro collegiale. Beh, vi basti sapere che nel 1990 Simmons è stato ritenuto tra i migliori giocatori del mondo.

Nel suo anno da senior, l’allora 22enne nativo di Philadelphia è stato eletto con un plebiscito in qualità di “Player of the Year” dell’intera nazione, dopo aver guidato La Salle University ad un incredibile record di 30-2 ed averle permesso di ottenere la testa di serie n.4 all’interno del torneo NCAA. La corsa degli Explorers si è arrestata nel secondo turno contro Clemson, ma L-Train (così era soprannominato) è finito sotto i riflettori per aver concluso la sua carriera collegiale al terzo posto nella classifica dei marcatori più prolifici di sempre nella storia della NCAA: davanti a lui ci sono tutt’ora solo Pete Maravich e Freeman Williams, quest’ultimo distante solo 32 punti. Inoltre, detiene tutt’oggi il record per il maggior numero di partite consecutive chiuse in doppia cifra (115) ed ha solo 6 giocatori davanti nella graduatoria dei migliori rimbalzisti (1.429 quelli presi nel corso della sua carriera).

Dopo aver conquistato l’accesso al torneo NCAA per tre anni consecutivi, La Salle ha patito eccome il post-Simmons: un’apparizione nel 1992 e poi 21 anni di digiuno, interrotti solo nel 2013. Nel Draft del 1990 Lionel è stato selezionato con la settima scelta assoluta dai Kings, che hanno subito puntato forte su di lui, in virtù della notorietà che aveva ottenuto al college: e Simmons non ha certo deluso le attese, finendo al secondo posto nella corsa al premio di rookie dell’anno e venendo selezionato nel primo quintetto, grazie ai suoi 18.0 punti, 8.8 rimbalzi, 4.0 assist, 1.4 recuperi e 1.1 stoppate di media.

Nelle sue prime quattro stagioni a Sacramento ha sempre reso molto bene, non scendo mai sotto la media di 15+7+4 e le 69 partite disputate, ma dal ’94 è iniziato un rapidissimo ed inesorabile declino: Simmons ha iniziato ad accusare problemi fisici cronici, ha perso il quintetto e sono di colpo drasticamente calati i suoi numeri, oltre che le sue presenze. Il punto più basso lo ha toccato nell’annata 96-97, quando ha giocato solo 41 partite con 3.4 punti e 2.5 rimbalzi ad allacciata di scarpa: a quel punto ha deciso di arrendersi agli infortuni e di ritirarsi, privando la NBA di un giocatore che negli anni della maturità cestistica avrebbe potuto fare cose straordinarie, come aveva abituato già nel passato gli appassionati della NCAA.

E così Simmons è mano a mano caduto nel dimenticatoio, tanto che molti nemmeno si ricordano più che è il terzo miglior marcatore di sempre della pallacanestro collegiale. Anzi, negli ultimi anni il suo nome si legge solo nelle speciali liste degli infortuni più assurdi della storia. Sì, perché nel 1991 Lionel è incappato in un incidente piuttosto curioso, anzi forse sarebbe più giusto definirlo bizzarro e fuori dal comune, soprattutto per un atleta della NBA: quelli erano gli anni dell’esplosione del Game Boy della Nintendo, e Simmons ne era assolutamente dipendente, tanto da sviluppare una tendinite a polso e avambraccio, a causa della quale ha dovuto saltare un paio di partite.