2013 anno di conferme: cosa aspettarsi dal 2014 cestistico? – di coach Baldiraghi

Cara pallacanestro ti scrivo… così mi distraggo un po’. Il 2013 è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va! Lucio Dalla era un grande appassionato del nostro sport, sempre in prima fila alle partite della Virtus Bologna: allora perché non iniziare questa riflessione sull’anno appena trascorso e su quello che verrà parafrasando una sua vecchia canzone (“L’anno che verrà”, album “Lucio Dalla” del 1979, presente nella mia collezione di vinili)?

Il 2013 è stato innanzitutto l’anno delle sorprendenti conferme: in Italia, Siena è riuscita a riaggiudicarsi lo scudetto quando ormai in tanti pensavano che la saga della Montepaschi si fosse esaurita. Via Pianigiani, problemi del main sponsor, budget ridotto, scommesse su alcuni giocatori: tutto faceva presagire ad una stagione in tono minore dei biancoverdi, invece, dopo aver perso la Supercoppa italiana, Siena ha fatto il pieno portando nella città del Palio e della Verbena sia la Coppa Italia che il titolo nazionale. Grande merito di coach Luca Banchi e del suo staff e grande consacrazione di Daniel Hackett, votato Mvp sia delle Finale di Coppa Italia che delle Finali Scudetto, come il giocatore più decisivo della penisola.

Anche nel massimo torneo europeo, l’Eurolega, abbiamo assistito ad una sorprendente conferma: il secondo titolo consecutivo per l’Olympiakos! Già il titolo del 2012 era poco annunciato ed è arrivato proprio nell’anno del ridimensionamento del budget e delle ambizioni del club ma quello del 2013 è stato ancora più inatteso: innanzitutto perché ripetersi nel panorama europeo è difficilissimo, e poi per il fatto che gli uomini del Pireo hanno avuto un cammino molto tortuoso verso il gradino più alto del podio continentale, che hanno conquistato a Londra con una sensazionale semifinale contro il CSKA di Ettore Messina e con una vittoria in finale (ancora) in rimonta contro lo strafavorito Real Madrid. Due nomi su tutti per il successo dei greci: Bartzokas, il coach, che sembra Mr. Bean e che ha dato un’identità difensiva perfetta alla sua squadra; e Spanoulis, l’Mvp delle Final Four, sempre decisivo con le sue letture sui pick’n’roll nei momenti caldi delle gare che contano.

La terza conferma l’abbiamo avuta nell’NBA, forse questa un po’ meno sorprendente, ma comunque eccezionale: il secondo anello consecutivo dei Miami Heat! LeBron James e compagni hanno zittito (quasi) definitivamente la critica con uno straordinario back to back sconfiggendo in finale i San Antonio Spurs, arrivati vicinissimi al titolo in gara 6 di finale prima che Ray Allen trovasse un pazzesco canestro da 3 punti dall’angolo che ha rimesso in corsa Miami. Poi ci ha pensato LeBron.. .eletto ancora Mvp e finalmente consacrato come Vincente!

Il 2013 è stato anche l’anno degli Europei, di una Nazionale di Pianigiani che ha appassionato tutta l’Italia e che è arrivata ad un passo dalla qualificazione ai Mondiali; è stato l’anno, per rimanere in tema di Nazionale e di Europei, della vittoria del titolo continentale da parte della nostra Under 21 guidata in campo da Amedeo Della Valle e in panchina da Pino Sacripanti nella finale contro la Lettonia, gara che ho avuto la fortuna di commentare al fianco di Paolo Taddeo sugli schermi di Sportitalia; è stato l’anno dell’approdo in NBA dell’amico Luigi Datome, che ha coronato il suo “sogno americano” firmando un biennale con i Detroit Pistons. E’ anche stato l’anno, soprattutto oltreoceano e a fine stagione, di gravi infortuni: quello di Russell Westbrook di Oklahoma con il quale probabilmente i Thunder si sarebbero giocati l’anello fino alla fine; l’infortunio di Kobe Bryant, “rotto” proprio mentre stava guidando la rincorsa dei suoi Lakers verso i playoff; e il bruttissimo infortunio di Kevin Ware, giovane ala dei Cardinals di Louisville, durante le Final Four Ncaa, vinte poi proprio dai suoi compagni di squadra “telecomandati” in panchina dal carismatico Rick Pitino.

E cosa succederà nel 2014? 

Innanzitutto, in Italia, farò il tifo per Milano: Giorgio Armani ha investito veramente tanto nella pallacanestro, anche facendo scelte sbagliate, ma credo che a questo punto meriti di raccogliere qualche trofeo. La squadra di Banchi è la più forte, la migliore qualitativamente, è lunga e coperta in ogni ruolo, le altre sembrano davvero un gradino sotto e l’innesto di Hackett ha ulteriormente scavato il solco tra i meneghini e le pretendenti al titolo: vedremo se tutto ciò basterà per riportare a Milano uno scudetto che manca dal 1996! Ma farò un po’ anche il tifo per Siena, soprattutto per il suo coach Marco Crespi, tecnico preparatissimo ma che ha raccolto in carriera meno di quanto meritasse.

Poi spero di vedere qualche nuova idea nei sistemi di gioco delle squadre, sempre più simili una all’altra e sempre più schiave del pick’n’roll (che peraltro, personalmente, adoro!): qualche nuova soluzione offensiva o difensiva che diano identità alle squadre e aumentino lo spettacolo in campo per tifosi e appassionati.

Mi auguro, nella NBA, che la batteria degli italiani possa sempre di più dire la sua: che il Gallo ritorni più forte di prima, che il Beli continui ad essere un giocatore importante nelle rotazioni di coach Popovich negli Spurs, che il Mago Bargnani ci metta un po’ più di “palle” per diventare un beniamino dei tifosi della Grande Mela e che Gigi Datome abbia davvero l’opportunità di dimostrare il suo immenso talento.

Il 2014 sarà l’anno dei Mondiali in Spagna, ma purtroppo noi non ci saremo… a meno che non ci venga data una delle famose “wild card”: 4 posti disponibili ma candidate troppo più forti di noi, tra cui Grecia, Russia, Germania e ancora Brasila e Cina. Comunque sognare non costa nulla…

Dimenticavo un augurio personale: di ritornare presto in panchina, con un progetto interessante e coinvolgente, perché sono francamente stufo di guardare le partite dalla tribuna!

Buon 2014 di basket a tutti!