L’angolo di coach Baldiraghi – La Supercoppa 2013 è (tanto per cambiare) di Siena

La nuova stagione si è aperta con lo stesso leitmotiv della precedente: vince sempre Siena! Nella finale di Supercoppa giocata sul proprio campo, la Montepaschi ha spazzato via con un secondo tempo quasi perfetto la Cimberio Varese (81-66 il risultato finale) aggiudicandosi la sua sesta coppa nelle ultime sette edizioni e il suo ventunesimo trofeo nazionale.

Protagonisti il solito Daniel Hackett (tanto per cambiare nominato anche questa volta MVP, dopo esserlo stato nelle finali di Coppa Italia e Playoff) e Tomas Ress, decisivo nell’ultimo quarto a punire la zona schierata da Varese con una serie di canestri da tre punti.

SIENA SEMBRA GIA’ PRONTA – La squadra di coach Marco Crespi è parsa già avanti nell’organizzazione, nella conoscenza reciproca e nell’atteggiamento da mettere in campo nei momenti decisivi della gara. In difesa tanta aggressività anche sulle linee di passaggio, l’area sempre chiusa con attenzione su aiuti e rotazioni e buona mentalità anche dei nuovi. In attacco, il sistema è pressoché quello vincente delle ultime stagioni: ottime spaziature, tanto uso del pick’n’roll per allargare il più possibile il campo e buona distribuzione dei tiri. Il budget è ridotto e sicuramente la stagione sarà durissima (soprattutto in Eurolega) ma credo che anche quest’anno chi vorrà vincere qualcosa in Italia dovrà fare i conti con la Montepaschi.

IL LEADER DI SIENA E’ SEMPRE HACKETT – Danny Boy ha praticamente gestito tutti i palloni degli attacchi della Montepaschi, bilanciando con intelligenza le conclusioni personali e la voglia di coinvolgere gli altri: sia Ress che Carter (positivissimo esordio per lui) hanno infatti beneficiato delle grandi attenzioni che la difesa di Varese ha destinato ad Hackett che, attirando su di se gli aiuti dei lunghi varesini sulle sue penetrazioni, ha creato tiri apertissimi per i compagni.

BUONA LA PRIMA PER I NUOVI IN MAGLIA MONTEPASCHI – C’era curiosità per capire che impatto potessero avere i nuovi (giovani) “stranieri” di Siena: da rivedere English e Rochestie, solido Nelson, utile ma un po’ spaesato Hunter, molto bene nel secondo tempo Green (che ha dimostrato grande fiuto per il canestro e diverse soluzioni offensive, non per niente è stato il capocannoniere dell’ultima stagione NCAA) e Carter, autore di un paio di canestri da 3 punti dall’angolo che hanno chiuso la gara e di alcune giocate difensive ad alta intensità.

VARESE DEVE ANCORA CRESCERE – Varese è ancora un cantiere aperto: la squadra di Frates ha alternato sprazzi di gioco illuminanti a momenti di blackout che sono risultati decisivi per l’esito finale dell’incontro; ha mostrato individualità importanti (Coleman in particolare) e scelte tattiche interessanti (la zona 2-3) ma anche situazioni in attacco in cui la palla si è mossa poco e accorgimenti difensivi in cui i meccanismi sono ancora da oliare.

INDIVIDUALITA’ VARESINEPolonara e Coleman sono stati i più positivi per Varese: Achille ha giocato un primo tempo da urlo, 17 punti e canestri in ogni modo (da dentro l’area, attaccando spalle a canestro e da tre punti), mentre Coleman è stato l’ultimo ad arrendersi ed è stato un rebus per la difesa di Siena (23 punti per lui alla fine). Ancora non al meglio della condizione Ere, poco consistente nel pitturato Hassell; da Clark credo che Frates si aspetti più leadership e capacità di guidare i compagni nei momenti difficile del match.

E’ stato il primo atto della stagione e già ci ha dato parecchie emozioni, ora dobbiamo avere pazienza ancora qualche giorno: domenica inizia il campionato!