L’angolo di Coach Baldiraghi – Il sistema difensivo di Siena

La Montepaschi Siena è, tanto per cambiare, la squadra del momento in Italia: dopo aver eliminato nei combattutissimi quarti di finale una deludente Olimpia Milano in 7 partite, i ragazzi di Luca Banchi hanno esordito nella serie di semifinale andando ad espugnare il campo della Cimberio Varese, 1° classificata in stagione regolare.

Senza dimenticare la solita ottima esecuzione in fase offensiva, con perfette spaziature e letture sul pick’n’roll, credo che l’elemento che ha fatto la differenza nelle ultime gare per i toscani sia stata la loro difesa.

Una difesa basata su:

  • un altissimo livello di intensità, energia e contatti fisici;
  • una costante aggressività sulla palla e pressione a tutto campo sul playmaker avversario;
  • scelte chiare sulle soluzioni di pick’n’roll e sugli 1c1 spalle a canestro;
  • l’utilizzo di difese tattiche (soprattutto zona 3-2 match up) che hanno mandato fuori giri e fuori ritmo gli attacchi di Milano prima e di Varese poi.

Intesità ed energia: la squadra di Banchi, dopo la battaglia contro l’Armani, si pensava potesse arrivare stanca a gara 1 di semifinale. In realtà Siena si è presentata a Masnago con grande compattezza e durezza mentale ed è parsa più pronta rispetto alla squadra di Vitucci ad affrontare una partita così importante, mettendo in campo 40’ di grande intensità difensiva fatta di pressing, raddoppi, scivolamenti, close out sui recuperi difensivi, durezza nei contatti fisici, lotta a rimbalzo e “tuffi” sulle palle vaganti.

Pressione a tutto campo: la pressione a tutto campo di Moss (vera “icona” del sistema difensivo di Siena) su Green è stata una delle chiavi di gara 1. Ottima l’intuizione di Luca Banchi di mettere il suo miglior difensore (Moss appunto) sul playmaker avversario, (scelta che aveva pagato altissimi dividendi  anche nella serie contro Milano) preservando così Bobby Brown dall’incombenza di seguire il suo avversario su tutto il campo e dandogli un minore impegno difensivo per averlo più lucido e produttivo in attacco (29 punti vs. Varese).

Difesa sul pick’n’roll: Siena diversifica la scelta difensiva a seconda di chi gioca il pick’n’roll, di chi sono i difensori e in funzione di dove viene giocato.

Sui pick’n’roll laterali l’idea è di fare FONDO: DIF#1 ha il compito di non fare andare in mezzo il palleggiatore e di “tenere” la palla su un quarto di campo, mentre DIF#5 si stacca dal suo avversario (soprattutto se è Dunston, poco pericoloso su un tiro da scarico) ed è pronto a chiudere l’eventuale penetrazione sul fondo di #1. Sulla “rollata” di #5 in area, pronti gli aiuti dall’angolo del lato debole (lato del campo dove non c’è la palla).

baldiraghi1        ——-           baldiraghi2

Sui pick’n’roll centrali, Siena difende facendo CONTENIMENTO: il difensore del palleggiatore passa con lui sul blocco (“a treno”) mentre il difensore del bloccante difende l’area per scoraggiare una penetrazione. Sulla “rollata” di #5, il difensore dell’esterno in angolo (#3) si stacca e “ruota” in area sul lungo avversario. Quando DIF#1 recupera sul palleggiatore, DIF#5 torna sul suo avversario e DIF#3 recupera velocemente su #3 che si è spostato per ricevere e tirare da 3pt.

baldiraghi3        ——-        baldiraghi4

Spesso, in particolare nella conformazione con 4 piccoli (Moss o Carraretto da #4), la Montepaschi fa CAMBIO sul pick’n’roll (un semplice cambio di marcatura tra difensore del palleggiatore e quello del bloccante), anche nelle situazioni giocate verso lo scadere dei 24” (circa negli ultimi 7-8” di azione).

Difese tattiche: la prima è il pressing a tutto campo dopo i tiri liberi, difesa allungata con i 3 esterni sulla prima linea ed i 2 lunghi sulla seconda; l’obiettivo principale è far perdere tempo all’attacco e, con un lavoro di raddoppi vicino alle linee laterali e di rotazioni da dietro, recuperare anche qualche pallone.

Dopo il pressing nella prima metà campo, di solito i toscani si schierano a zona 3-2.

Ed è stata proprio la zona 3-2 match up, a mio avviso, la vera arma vincente per Siena sia contro Milano che nella prima partita a Varese, nella quale la squadra di Banchi è riuscita ad imporre il proprio ritmo-partita togliendo il contropiede a Mike Green e soci, costringendoli ad attaccare molti possessi contro la difesa schierata.

Lo schieramento iniziale della difesa è 3-2 classico, spesso con Moss posizionato in punta per “sporcare” le linee di passaggio o per prendere i tagli dei lunghi in post alto.

baldiraghi5

Le “regole” difensive sono:

  •  aggredire sempre la palla, contestare ogni tiro e rallentare passaggi in area o ribaltamenti
  •  ognuno deve avere un avversario di riferimento! In caso di taglio verso il canestro, seguirlo finché non si è consegnato l’attaccante ad un compagno (mai 2 difensori su un attaccante!) e tornare in posizione prendendo come riferimento un altro avversario
  • cercare di negare penetrazioni centrali: mandare verso il fondo!

Siena schiera questa difesa sia per tutta la durata dell’azione d’attacco avversario sia cambiando assetto nel corso della stessa azione, quindi accoppiandosi a uomo negli ultimi secondi prima dello scadere dei 24 (facendo CAMBIO su eventuali pick’n’roll) oppure su specifici movimenti offensivi (es. un taglio in post alto, una palla in angolo o un pick’n’roll): questo “stratagemma” costringe l’attacco a pensare e a variare i suoi obiettivi, togliendogli ritmo e lucidità.

La serie tra Siena e Varese è sicuramente aperta, a patto che gli uomini di Vitucci riescano a giocare la loro pallacanestro, al loro ritmo e non si facciano condizionare dalla fisicità, intensità e tatticismo dei Campioni d’Italia in carica.

FOTO: Mario Bianchi