L’angolo di coach Baldiraghi – Le chiavi della Finale Scudetto 2013

La Finale Scudetto 2013 sarà tra Montepaschi Siena, campione in carica e alla settima finale consecutiva, e Acea Roma che torna a giocarsi il titolo dopo una pausa di 5 anni. Una finale un po’ a sorpresa: Siena, quinta in campionato, ha affrontato i turni dei playoff (e sarà così anche in questa serie) sempre con il fattore campo a sfavore ed è riuscita nella grande impresa di eliminare prima Milano e poi la testa di serie n° 1 Varese; Roma, terza in regular season, ha rischiato di buttare alle ortiche una grande occasione perdendo in casa gara 5 di semifinale con Cantù (che sembrava avere l’inerzia del confronto) ma ha avuto la forza di espugnare il Pianella in gara 6 e aggiudicarsi il diritto di giocarsi il titolo vincendo con autorità gara 7 sul proprio campo.

 Proviamo a vedere quali possono essere le chiavi di questa Finale 2013.

A proposito di Siena…
E’ finita l’era Pianigiani con 6 scudetti in fila, il budget si è ridotto…ma chi vuole vincere qualcosa in Italia deve comunque fare i conti con la Montepaschi. I toscani si sono già aggiudicati la Coppa Italia e ora sono a caccia di un altro titolo italiano. Credo che grande merito sia di coach Luca Banchi e del suo staff, che hanno saputo dare grande carattere a questo gruppo e una “camaleontica” identità tattica capace di adeguarsi perfettamente all’avversario da affrontare.

Come attacca Siena? Grande uso del pick’n’roll e le solite ottime spaziature; tanti palloni gestiti da Bobby Brown e da Daniel Hackett (il mio Mvp dei playoff sino ad ora) che, con la loro capacità di giocare 1c1 in parecchie situazioni, creano punti per sé e tanto spazio d’azione per i compagni (ne ha approfittato nelle ultime gare Ortner, ripescato da Banchi dal fondo della sua panchina e importantissimo in attacco a farsi trovare sugli scarichi dentro l’area dei piccoli e anche in difesa nel portare aiuti e aggressività).

Siena è molto pericolosa quando gioca senza un #5 di ruolo ma con due #4 (es. Ress e Kangur) o addirittura con 4 esterni proponendo così una schieramento in grado di “aprire” il campo e di sfruttare il pick’n’roll o gli 1c1 per costruire tiri aperti sul perimetro per i tiratori (Moss in gara 7 contro Varese 3/4 da 3 pt)

Roma dovrà cercare di “non ballare”, di non essere cioè in ritardo sul movimento di palla dei senesi per non consentire tiri facili da 3 pt; sarà importante la marcatura di Brown e Hackett, principali terminali offensivi della Montepaschi: su Brown mi aspetto anche una marcatura “faccia a faccia” da parte di D’Ercole, spesso utilizzato da specialista difensivo, mentre su Hackett si alterneranno probabilmente Taylor e Goss, con quest’ultimo che potrebbe essere in difficoltà a contenere gli 1c1 di Danny Boy spalle a canestro.

Come difende Siena? Le scelte tattiche di coach Banchi sono state, a mio parere, la vera forza dei Campioni d’Italia in carica in questi playoff:

  • grande attenzione nella difesa sul pick’n’roll
  • situazioni di raddoppio in pivot basso
  • zona pressing 2-2-1 dopo i tiri liberi
  • zona 2-3 e soprattutto zona 3-2 match up.

La squadra di coach Marco Calvani dovrà essere lucida e attaccare con raziocinio le difese proposte dalla Montepaschi, sfruttando la fisicità dentro l’area di Lawal, la capacità di attaccare dal palleggio di Taylor e Goss, e la vena offensiva dell’Mvp della stagione regolare Gigi Datome.

Nella “testa” di Siena? E’ vero che sono cambiati i protagonisti in maglia Montepaschi, ma il carattere, l’esperienza e l’energia sono quelle di una società e di una squadra capaci di vincere: Siena ha dimostrato di saper giocare le gare che contano con freddezza e lucidità e le 2 vittorie nelle gare 7 in trasferta nei quarti e in semifinale lo dimostrano.

A proposito di Roma…
Se Luca Banchi è l’abilissimo stratega di Siena, cosa dire di coach Marco Calvani (che per l’occasione ha tagliato gli storici baffi)? Bè…che ha fatto un capolavoro! Roma in estate era in difficoltà economica ed ora eccola qui a giocarsi la Finale Scudetto dopo 2 serie di playoff durissime con Reggio Emilia e Cantù andate alla settima partita: proprio contro i lombardi l’Acea ha fatto una grande impresa rimontando dal 2-3 e dopo essere stata data da tutti per spacciata al termine della brutta prestazione casalinga in gara 5.

Come attacca Roma? Gran parte dell’attacco di Roma passa dalle mani e dal talento di Phil Goss e di Jordan Taylor, liberati con giochi di isolamento ed entrambi molto bravi ad attaccare dal palleggio (anche a volte abusandone) sia per concludere con arresto-e-tiro che per andare al ferro.

La squadra di Calvani sviluppa situazioni di gioco interessanti per consentire ricezioni profonde dentro l’area dei lunghi (soprattutto Lawal) che potrebbero mettere in difficoltà Siena (che anche contro Varese ha sofferto la fisicità di Dunston nel pitturato quando Eze era costretto in panchina) e soluzioni in uscita dai blocchi per Datome, pericolosissimo quando riesce a mettere velocemente a posto i piedi e “sparare” anche da 3 pt.

Vedremo come saranno gli accoppiamenti difensivi iniziali della Montepaschi a livello degli esterni: nelle serie precedenti spesso Banchi ha dirottato David Moss in difesa sul playmaker avversario per “preservare” Brown da compiti difensivi troppi gravosi; contro Roma però Moss potrebbe essere perfetto per la marcatura di Gigi Datome (quando sarà schierato da #3) che contro Hackett o Carraretto (nelle sfide con Milano e Varese in marcatura sui #3 avversari) potrebbe fare valere la sua fisicità e il suo atletismo nel gioco spalle a canestro.

Come difende Roma? Nella serie contro Cantù, la squadra di coach Calvani spesso ha dovuto rimontare gap notevoli (così come Siena con Varese) e lo ha fatto soprattutto con un lavoro difensivo in grado di salire di intensità nei momenti cruciali della partita, anche utilizzando situazioni tattiche come la zona 2-3 e l’ampio utilizzo (con quintetti atipici senza lunghi di ruolo) di cambi difensivi sia sul pick’n’roll che nelle uscite dai blocchi: dovrà essere attenta Siena a leggere e punire gli eventuali miss match che questi accorgimenti tattici andranno a creare e limitare il più possibile le palle perse per non consentire a Roma (soprattutto sul suo campo) di correre in contropiede

Nella “testa” di Roma? L’Acea ha la tranquillità di chi, probabilmente, ha poco da perdere dopo una stagione sicuramente molto positiva. Il fattore PalaTiziano può essere importante, anche se, lo abbiamo già detto, Siena ha conquistato in trasferta il passaggio dei turni precedenti.

Di certo Roma è meno “abituata” a giocare una serie di Finale, ha meno esperienza ma un entusiasmo e una carica alle stelle.

Il pronostico? No, non lo faccio…troppo difficile!

FOTO: Datome // Federico Rossini