L’angolo di coach Baldiraghi – Europei U20: il cielo di Tallin si è tinto d’azzurro…e oro!

Una grande impresa, una vittoria storica per la nostra giovane Italia Under 20 guidata da Pino Sacripanti che ha vinto in Estonia i Campionati Europei di categoria, battendo in finale la (favorita e con un grande seguito di tifo) Lettonia con il punteggio di 67-60. Una vittoria che si spera sia di buon auspicio per gli Europei della Nazionale maggiore di Simone Pianigiani e che deve essere da spinta a tutto il nostro movimento, dimostratosi vivo e vegeto a livello giovanile ma che deve incrementare ancora di più il lavoro sulle nuove leve, dando loro spazio a livello di squadre senior e ponendo ancora più attenzione all’attività dei Settori Giovanili.

Un crescendo rossiniano nel torneo per gli azzurrini, secondi dietro alla Francia dopo il primo girone eliminatorio, secondi proprio dietro alla Lettonia (88-81 per i lettoni nello scontro diretto) nella fase successiva e poi vittoriosi nei quarti di finale contro la Lituania dopo un supplementare (agguantato con una bomba di Amedeo Della Valle negli ultimi secondi di gioco), in semifinale con la Russia e, come detto, in finale ancora contro la Lettonia.

Riconoscimenti anche individuali per l’Italia che ha visto premiati due giocatori nel quintetto ideale della manifestazione, Della Valle e Abass (insieme allo spagnolo Diez e ai lettoni Berzins e Vecvagars), e la nomina dello stesso Amedeo Della Valle come Mvp assoluto. Proprio Della Valle è stato il leader indiscusso di questa Under 20 ed il match winner della finale: il ragazzo di Alba (figlio d’arte, il padre Carlo è stato il talentuosissimo playmaker della straordinaria Berloni Torino che negli anni ’80, guidata in panchina dal prof. Guerrieri, si giocava lo scudetto con Milano) ora nel roster della Ohio State University di coach Thad Matta, ha chiuso l’Europeo con 13 pt di media, con un paio di canestri decisivi sulla sirena e soprattutto con un ultimo quarto in finale da urlo in cui ha realizzato 17 dei suoi 19 pt totali sciorinando giocate in penetrazione e oltre l’arco dei 3 pt di grandissima classe, personalità e mentalità vincente.

Bisogna dire però che la forza di questa Italia è stato il gruppo e la sua fame di vittoria, tutti i giocatori schierati da Sacripanti hanno dato un contributo alla causa: Monaldi e Fallucca, poco impiegati ma utili come specialisti difensivi; Cefarelli, sempre duro e attento in difesa; Eric Lombardi, atleta clamoroso e decisivo anche in finale con un paio di stoppate incredibili; Chillo, agonista vero e sempre pronto a lottare sotto i tabelloni contro avversari più grossi di lui; il capitano, Marco Laganà, giocatore con mani di pianista, impiegato in finale anche da #4 tattico; il guerriero Aristide Landi (Campione d’Italia Under 19 con la Virtus Bologna): in semifinale e in finale fondamentali un paio di suoi canestri da 3 pt e la presenza dentro l’area; Abass, qualche ingenuità ma anche qualche giocata da giocatore vero (speriamo che Pino Sacripanti gli dia spazio a Cantù nella prossima stagione!); i due playmaker, Matteo Imbrò (anche lui dalla Virtus Campione d’Italia Under 19) con la sua personalità e le sue letture da giocatore navigato; Ruzzier, protagonista di una gara di finale di straordinaria concretezza; e Stefano Tonut (anche lui figlio d’arte, di Alberto, giocatore storico della Livorno che sfiorò lo scudetto del 1989), esterno di grande intelligenza cestistica e con un impatto fondamentale dalla panchina.

L’Italia è stata guidata in panchina da Pino Sacripanti (e dagli assistenti Fabio Corbani e Furio Steffè) che dopo essersi accontentato un paio di stagioni fa della medaglia d’argento (sconfitta in finale contro i padroni di casa della Spagna guidati da Nikola Mirotic), questa volta si porta a casa un meritatissimo oro con un gruppo di giocatori davvero coesi e complementari e con un sistema di gioco basato su idee chiare e sempre ben eseguite. In attacco, l’Italia ha prodotto il meglio di sè quando ha potuto correre in contropiede, andando fino al ferro con i piccoli per concludere ma anche per cercare scarichi larghi per i tiratori in transizione; nelle giocate a metà campo, molte chiamate di “doppia uscita” con pick’n’roll laterali o con soluzioni in “motion” e situazioni di uscite dai blocchi con movimenti di “flex offense” e con blocchi stagger. Inoltre grande utilizzo del “doppio pick’n’roll alto”, con ottime spaziature per arrivare a collegamenti tra i lunghi con alto-basso o a cambi di lato e ri-pick’n’roll.

La vera arma vincente degli azzurri è stata però la difesa, aggressiva e pressante e allungata su tutto il campo con utilizzo di raddoppi e rotazioni che spesso hanno prodotto palle recuperate trasformate poi in canestri facili. Inoltre, l’assetto voluto da Sacripanti senza lunghi veri e l’idea di schierare spesso quintetti atipici, ha consentito all’Italia di utilizzare molti cambi difensivi (anche sul pick’n’roll) che si sono spesso rilevati di difficile lettura per i nostri avversari. Insomma una grande Italia, “il cielo di Tallin si è tinto ai azzurro” (per citare me stesso nel commento della finale sugli schermi di Sportitalia insieme all’amico Paolo Taddeo)… segniamoci i nomi di questi ragazzi e speriamo di vederli quanto prima protagonisti anche a livello senior…alla prossima!