L’angolo di coach Baldiraghi – Finali Nazionali Under 19… la nostra NCAA!

Nella settimana appena trascorsa si sono giocate, sul parquet del PalaFiera di Udine, le Finali Nazionali Under 19, apice dell’attività giovanile in Italia… in pratica la nostra NCAA! Per il secondo anno consecutivo ha trionfato la Virtus Bologna, guidata in panchina da Giordano Consolini ed in campo da Aristide Landi, Mvp della manifestazione.

Come ogni anno, le Finali Under 19 “aprono” il mercato baskettaro (richiamando sulle tribune presidenti, general manager, allenatori e procuratori che avviano i primi contatti in vista della nuova stagione) ma soprattutto sono una straordinaria vetrina per i giovani talenti del futuro che si giocano, in una settimana, il titolo italiano di categoria (lo “scudettino”): queste le impressioni sparse su quello che ho visto ad Udine.

Zone, schemi e pick’n’roll: le squadre Under 19 sono composte da giocatori alla fine (o quasi) del loro percorso giovanile, quindi è naturale che abbiamo dei “sistemi” di gioco molto più simili ad una squadra senior che ad una giovanile. In questa edizione delle Finali ho visto molto più uso di difesa a zona rispetto al passato (forse per mascherare lacune sui fondamentali individuali difensivi?) sia 2-3 che 3-2 (anche match up) che 1-3-1, con squadre che “sfidavano” spesso gli avversari a tirare da 3 punti portando a casa magari il risultato ma offrendo uno spettacolo di pallacanestro non di altissimo livello né tecnico né di intensità.

Anche in attacco tanta organizzazione, con schemi spesso molto coreografici ma poco adatti ad “allenare” la capacità di lettura dei giocatori, attitudine assolutamente da insegnare a questi livelli. Inoltre un grandissimo uso del pick’n’roll, gioco utilizzato a iosa anche dalle squadre senior e che trovo quindi giusto “meccanizzare” a livello giovanile per aumentare la conoscenza e l’esperienza dei giocatori su questo movimento offensivo.

I Campioni d’Italia: la Virtus Bologna ha vinto il suo secondo “scudettino” consecutivo (terzo degli ultimi 4 anni) battendo in finale la Reyer Venezia per 77-61 (la finale 3°-4° posto ha visto prevalere la Montepaschi Siena per 76-48 sulla Stella Azzurra Roma), conducendo la gara sin dall’inizio e resistendo al recupero dei lagunari nel terzo quarto (arrivati a -6) grazie all’ottima ultima frazione di Gherardo Sabatini (figlio dell’ex presidente della Virtus).

La squadra di Giordano Consolini, uno degli allenatori più esperti e titolati nel panorama di pallacanestro giovanile italiana, è quella che più di tutte ha giocato da “squadra giovanile”, con:
pressione costante sulla palla a tutto campo (anche con lavori di raddoppio)
-utilizzo di difesa individuale e grande lavoro di anticipo sulle linee di passaggio e scivolamenti difensivi per tenere gli 1c1
intensità ed aggressività costanti per i 40’ della gara
-in attacco la ricerca, prima di tutto, di soluzioni di contropiede e transizione
-attacco di passing game fatto di letture di giocatori “pensanti”

Strabordante il talento della Virtus rispetto a quello degli avversari (e quindi fare cose semplici con giocatori bravi è un vantaggio: ma l’identità e l’intensità messe in campo dalle V nere sono state eccezionali), soprattutto in:
Matteo Imbrò (’94, 1.92 cm), playmaker già protagonista in Serie A con 18’ giocati di media e quasi 5 pt a partita; molto migliorato fisicamente, ha condotto la squadra con autorità; ottimo tiro da 3 pt anche dietro al pick’n’roll e grandissima visione di gioco
Simone Fontecchio (’95, 1.98 cm), straordinario atleta, ala piccola del futuro con tiro da 3 pt da migliorare
Aristide Landi (’94, 2.03 cm), l’Mvp delle Finali è un #4 di grande intensità, sempre pronto a buttarsi a rimbalzo e farsi valere dentro l’area; deve migliorare il suo gioco fronte a canestro
Adam Pechacek (’95, 2.07 cm), mancino con un gran fisico e un tiro morbissimo dal perimetro; ottimi fondamentali e controllo del corpo eccezionale per un lungo così giovane.

Altri giocatori interessanti
Francesco Candussi (Reyer Venezia, ’94, 2.11 cm), lungo vero, grosso e forte fisicamente; sicuramente da sgrezzare ma già molto positivo sia nel gioco fronte che spalle a canestro
Nicola Akele (Reyer Venezia, ’95, 2.00 cm), pazzesco atleta, da migliorare il tiro da 3 punti per diventare un’ala piccola completa; doti difensive alla David Moss
Alessandro Cappelletti (Montepaschi Siena, ’95, 1.82 cm), playmaker con spiccato senso per il canestro e talento per inventare un assist
Andrea La Torre (Stella Azzurra Roma, ’97, 2.02), prospetto Nba (ha partecipato al Jordan Brand Classic a Brooklyn); da costruire fisicamente, ha già personalità e un ottimo tiro da 3 punti
Pierfrancesco Oliva (Virtus Siena, ’96, 2.02), giocatore di grande “eleganza”, con movenze alla Toni Kukoc; palleggia e passa la palla come un piccolo; anche lui prospetto Nba
Andrea Amato (Armani Milano, ’94, 1.90 cm), straordinario attaccante con soluzioni di mano dx e sx, arresto-e-tiro dopo finte ed esitation, tiro da 3 punti

Segnatevi questi nomi…e tra qualche anno fatemi sapere se ci ho azzeccato!

FOTO: Virtus Bologna // notizie.triestelive.it