L’angolo di coach Baldiraghi – Mamma mia che Italia!

Mamma mia che Italia! La squadra di Simone Pianigiani batte la Grecia, rimane imbattuta nel girone D degli Europei in Slovenia e conquista la qualificazione alla seconda fase.

Percorso netto fino ad ora per gli Azzurri che prima della Grecia (allenata da coach Andrea Trinchieri) hanno battuto la Russia di Shved, la deludentissima Turchia di Tanjevic e Turkoglu e hanno asfaltato la Finlandia di Ranniko e Koponen; l’ultima gara del girone contro la Svezia è stata una formalità, visto che il primo posto era già acquisito.

Una grandissima Italia che, pur priva di giocatori cardine (all’assenza di Gallinari si è aggiunto il forfait di Daniel Hackett che ha rinunciato alla chiamata in Nazionale, di Andrea “il Mago” Bargnani fermato dalla polmonite), ha messo sotto tutti gli avversari con uno spaventoso spirito di squadra. Questa è una squadra vera con doti morali importanti, intensità e atteggiamento combattivo da parte di tutti, coesione e voglia di aiutarsi in campo, capacità di uscire insieme dai momenti difficili che si sono presentati nel corso delle gare: una squadra che ha giocato con cuore e spensieratezza, con tecnica, tattica e attributi!

Una Nazionale plasmata alla perfezione da coach Pianigiani, con gerarchie e compiti individuali chiari e un sistema di gioco efficace: in attacco tanto uso del pick’n’roll (che le squadre di Pianigiani giocano sempre con ottime spaziature e con il coinvolgimento di tutti e cinque i giocatori in campo) sia con il playmaker come palleggiatore che con la palla in mano agli esterni (molto utilizzata la situazione con uscita da un blocco verticale sul lato e pick’n’roll centrale immediato di #2 o #3); moltissime situazioni di isolamento per gli 1c1 frontali di Belinelli, Gentile e Aradori che, soprattutto sui cambi difensivi degli avversari, sono bravissimi a leggere e sfruttare il vantaggioso miss match venutosi a creare; e isolamenti spalle a canestro per Gigi Datome, neo capitano azzurro, spesso immarcabile in questa situazione per  fisico, atletismo e talento.

Sicuramente vincente la scelta di giocare molto spesso con quintetti “piccoli”, senza lunghi veri o con esterni adattati al ruolo di #4, per cercare di aprire il più possibile il campo con quattro pericolosi tiratori sul perimetro pronti a sfruttare i vantaggi delle situazioni di 1c1 e di penetro-e scarico: il #4 in quintetto è Datome, ma anche Belinelli o Aradori possono giocare da “ala grande” a seconda degli accoppiamenti proposti dagli avversarie e nell’arco della gara anche Gentile puo’ giocare da #4 o addirittura Vitali, utile tatticamente con la Turchia a scardinare la difesa di Tanjevic con un paio di canestri dalla distanza.

In difesa pressione costante sulla palla, utilizzo dei cambi difensivi facilitati appunto dagli schieramenti con quintetti atipici (in effetti solo Cusin e il poco utilizzato Magro sono lunghi veri) e soprattutto un grande lavoro su aiuti, raddoppi e rotazioni fatti da tutta la squadra: provate a guardare (per esempio, nella prossima partita) come nelle situazioni di difesa con la palla in pivot basso, tutti i giocatori azzurri siano pronti ad aiutare l’ingresso in area dell’attaccante, con posizione “aperta” verso la palla, con tutti un piede dentro l’area, e come tutti siano pronti a recuperare o ruotare per contestare un tiro o per fare un “close out” (praticamente tenere una partenza in palleggio) se la palla viene ripassata sul perimetro.

Abbiamo parlato di una grande squadra con un ottima staff (oltre a Pianigiani, gli assistenti Dalmonte e Fioretti), ma in questo Europeo, sino ad ora, l’Italia ha mostrato individualità importanti. Marco Belinelli e Gigi Datome sono stati i leader di questo gruppo: il Beli ha mostrato un carattere straordinario, ha guidato la squadra in attacco con giocate importanti e canestri mpossibili e ha dimostrato tanta aggressività in difesa; Datome è l’anima della Nazionale, eccezionale nella gara d’esordio con la Russia con 25 punti e sempre presente a rimbalzo e in attacco in tutte le vittorie azzurre. Sempre importanti l’impatto offensivo di Aradori, la lucidità di Cinciarini e Diener in regia, la solidità di Cusin dentro l’area, l’impatto dalla panchina di Poeta e Melli, la duttilità di Vitali, l’entusiasmo di Roselli e Magro. Lascio per ultimo il più giovane, Alessandro Gentile, che alla sua prima manifestazione importante con la maglia azzurro, ha impressionato per personalità, forza fisica e impatto offensivo.

L’Italia giocherà a Lubiana la seconda fase dell’Europeo…sognare non costa nulla…allora perché non sognare una medaglia?

Forza Italia!