L’angolo di coach Baldiraghi – Olympiakos, ecco come si vince l’Eurolega

Fantastico Olympiakos! Trionfa in Eurolega per la seconda volta consecutiva, ancora da (stra) sfavorita e ancora dopo una grande rimonta. Lo scorso anno ad Istanbul fu un canestro di Printezis ad una manciata di secondi dal termine a dare la vittoria agli uomini del Pireo (guidati in panchina dal mago Ivkovic) contro il Cska di Kirilenko e soci, in vantaggio anche di 19 lunghezze nel corso del secondo tempo.

Nella finale di Londra 2013 contro il Real Madrid, i biancorossi di coach Bartzokas partono malissimo (27-10 alla fine del primo quarto per i Blancos), ma con pazienza e grazie all’apporto della panchina (soprattutto di Antic e Sloukas), rientrano fino al –4 dell’intervallo (41-37). Nel terzo quarto si scatena Spanoulis (0 punti nella prima frazione, 22 nella ripresa) con 3 canestri da tre in poco più di un minuto per il vantaggio Olympiakos 48-45; il Real reagisce con Rudy Fernandez e si arriva all’ultimo intervallo con le squadre in perfetta parità (61-61). Ancora Spanoulis, coadiuvato dall’ottimo Law e da un Hines perfetto soprattutto in fase difensiva, spinge i greci ad un altro allungo sul +8 ma i canestri di Rudy e di Carroll riavvicinano gli spagnoli. E’ l’ultimo acuto madridista: prima Perperoglu e poi un gioco da 3 punti dell’efficace Shermadini mandano l’Olympiakos in fuga e l’Mvp Spanoulis con una bomba da 9 metri chiude la gara (90-79 a 1’35” dal termine) e dà inizio ai festeggiamenti nel Pireo.

Strana storia quella dell’Olympiakos: per alcuni anni tra le squadre più ricche e spendaccione d’Europa senza vincere nulla, se non in patria, e dalla stagione passata, complice la crisi economica, budget ridotto (anche se comunque sempre importante) e 2 Eurolega su 2, senza, lo ripeto, avere mai i favori del pronostico. Soprattutto quest’anno, il cammino nella massima competizione Europea dei Campioni in carica è stato tumultuoso, sia nella fase delle Top 16 (iniziata con 3 sconfitte nei primi 4 turni) che nei Playoffs, con il biglietto per la Final Four strappato alla quinta gara contro l’Efes. Ed anche arrivati a Londra, i greci si pensava potessero soccombere già in semifinale sotto i colpi del Cska di Ettore Messina, invece spazzato via con una gara di grande attenzione ed intensità.

Proprio nella gara con il Cska, si è vista, in particolare dal punto di vista difensivo, la mano di coach Bartzokas: chiara la scelta di “sfidare” i russi a tirare da fuori cercando il più possibile di chiudere e presidiare l’area per evitare che la maggiore fisicità degli uomini di coach Messina potesse fare la differenza nel pitturato. Scelta che inizialmente ha consentito a Krhyapa di trovare tiri facili dal perimetro ma che alla lunga ha pagato (anche con la complicità della pessima giornata di Teodosic) nel momento in cui le percentuali del Cska si sono spaventosamente abbassate e non sono stati trovati spazi per attaccare i greci vicino a canestro: importanti per l’Olympiakos la presenza a centro area di Shermadini e l’incredibile energia di Hines, sempre pronto a chiudere penetrazioni, aiutare, stoppare e prendere rimbalzi.

In finale la differenza l’ha fatta l’attacco: 100 punti realizzati, 72-43 negli ultimi 25’ di partita, 67% nel tiro da 2 e 38% da 3, 19 canestri con assistenza. L’attacco di  Bartzokas utilizza moltissimo il pick’n’roll soprattutto centrale e giocato in gran parte da Spanoulis: spaziature ottime con esterni e #4 larghi per sfruttare, con tiro da 3 pt o penetra-e-scarica, i vantaggi che nascono dal blocco sulla palla spesso portato da #5.

Schermata 05-2456427 alle 00.00.21Bravissimo Spanoulis (#1) sulle letture, sia nel trovare una conclusione personale (arresto-e-tiro anche da 3 pt o penetrazione) sia nel creare tiri aperti per i compagni sul perimetro o scarichi in area per il rollante.

Spesso #5 dopo il blocco non rolla ma si allarga: nel caso in cui sia Antic (o comunque un #4 che blocca per esempio Papanikolau) per sfruttare il tiro da 3 pt ma anche per lasciare più spazio di penetrazione al palleggiatore.

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Altra situazione molto cavalcata con utilizzo del pick’n’roll, soprattutto con Spanoulis (#2) in posizione di guardia, prevede un’uscita sul lato debole da un blocco verticale dell’Mvp della Final Four…

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…ed un blocco sulla palla immediato ed improvviso alle spalle del suo difensore da parte di #5 pronto poi a rollare al ferro (#1 dilata lo spazio e crea spaziatura).

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L’incrocio lungo la linea di fondo dell’altro esterno (#3) consente, nel caso non si trovi una soluzione con il primo pick’n’roll, di lavorare con il #4 per un cambio di lato…

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…e un secondo pick’n’roll laterale con angolo completamento libero e quindi con un aiuto molto problematico da parte della difesa.

Altre soluzioni interessanti dei Campioni d’Europa prevedono:

  • doppio pick’n’roll alto con rollata dentro l’area di #5 e #4 largo fuori per tiro da 3 pt
  • isolamento in pivot basso dei #3, Printezis e Perperoglu (molto utilizzato in questa posizione contro il quintetto piccolo del Real)
  • uscite per tiratori da blocchi stagger

Complimenti a Bartzokas, subentrare a un vincente come Ivkovic e rivincere immediatamente non è per nulla facile!