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L’angolo delle stats – Houston, we have a problem: Dwight Howard

A ridosso dell’ultima trade deadline è stato apertamente scaricato dalla sua attuale squadra, gli Houston Rockets, che hanno praticamente fatto di tutto per cercare di cederlo ed evitare di perderlo a costo zero questa estate (cosa ormai molto probabile). Da molti criticato di essere troppo “soft” nel suo modo di giocare, il buon Dwight doveva essere l’arma vincente dei razzi per arrivare all’anello, tanto che nell’estate 2013 lo hanno fortemente voluto come centro da affiancare alla stella della squadra, James Harden, offrendogli un contrattone che oggi supera abbondantemente i 20 milioni di dollari a stagione. Qualcosa però nei piani della franchigia texana è andato storto e non è certo tutto dovuto all’inesorabile passare degli anni. Howard sembra aver perso l’arroganza e l’esplosività dei tempi migliori, di quando per esempio accarezzò il sogno anello nella stagione 2008/09 con i suoi Orlando Magic. Andiamo ad analizzare come sono cambiati in numeri le sue prestazioni dell’attuale stagione in confronto appunto alla gloriosa annata con la squadra della Florida di 7 anni fa (per un’analisi più equilibrata, i dati si riferiscono al periodo pre All-Star Game, ndr).

  • Schermata 2016-03-17 alle 16.40.10Come in tutte le analisi statistiche che si rispettino partiamo dalle basi: dal confronto delle principali voci notiamo che Howard è peggiorato in quasi tutti i dati rispetto alla stagione 2008/09. L’unico campo infatti in cui mostra un leggero miglioramento è quello degli assist (da 1,4 a 1,5), peccato non sia propriamente ciò che dovrebbe fare. I peggioramenti più gravi li troviamo alla voce punti, ma soprattutto in quella delle stoppate, vera specialità della casa per Dwight, passato dalle 2,9 di media a 1,5; per non parlare del plus/minus, sceso addirittura in negativo in questa stagione.
  • Schermata 2016-03-17 alle 16.40.30Schermata 2016-03-17 alle 16.40.43Dal confronto tra le “shoot card” delle due stagioni prese in considerazione, è visibile quanto il range di tiro di Howard si sia ristretto col passare degli anni. Intendiamoci, non che prima il centrone puniva gli avversaria con long two o peggio ancora con tiri da oltre l’arco, però sicuramente poteva dire la sua anche fuori dall’area dei tre secondi, cosa che oggi sembra aver perso, facilitando in questo modo il lavoro dei suoi diretti difensori. Così facendo, oltre ad essere offensivamente meno pericoloso, rischia di complicare la vita anche ai suoi compagni di squadra, più vulnerabili ad aiuti difensivi nel caso decidano di attaccare l’area.
  • Efficienza offensiva e difensiva non sono certo andate migliorando: nella stagione 2008/09 gli Orlando Magic, quando Howard era sul parquet, facevano registrare un 110 alla voce offensive rating (punti segnati ogni 100 possessi) e un 97, 7 di defensive rating (punti concessi ogni 100 possessi), per un conseguente net rating di +12,3. Nella stagione in corso invece si registrano cifre di 104,7 e 106 per un net rating di -1,3. Non incoraggiante, Dwight.
  • Essenzialità. Sicuramente è chiaro come, con il passaggio a Houston, Howard non sia più la stella della squadra, in quanto questo ruolo è ricoperto da Harden, e da ciò ne consegue un minor coinvolgimento offensivo da parte del centro: infatti se nel 2008/09 Howard veniva coinvolto nel 25,7% dei possessi della squadra quando lui era in campo, oggi questo accade sono per il 19,5% delle volte. Inoltre possiamo notare che, in queste occasioni, Dwight col passare della stagioni ha sempre più necessità di essere innescato dai compagni per dare un contributo efficiente alla propria squadra: nel 2008/09 aveva una “field goal” del 51,4% quando era assistito, mentre una del 48,6% quando non lo era. Oggi invece è molto più efficiente quando viene coinvolto dai compagni (FGM AST 73,4%) ma tremendamente meno produttivo quando invece prende iniziative personali (FGM UAST 26,6%). Questa dipendenza la si nota dal numero di alley-oop sfruttati: 31/36 le realizzazioni nel 2008/09, contro le 64/74 di questa stagione.
  • Schermata 2016-03-17 alle 16.42.02Chiudiamo la nostra analisi con la fase difensiva. Abbiamo già parlato del peggioramento del defensive rating e del dato delle stoppate, ma su quest’ultimo c’è da aggiungere che ad Orlando Howard era l’autore della bellezza del 71,9% delle stoppate totali di squadra quando lui era in campo, mentre ai Rockets “solo” del 48,1%. Merito di stoppatori più abili al giorno d’oggi? Forse, però sta di fatto che anche difensivamente l’intimidazione che Howard metteva sette anni fa era tutt’altra cosa rispetto a quella di cui possono beneficiare i Rockets in questa stagione. Vi lascio con un confronto dei punti segnati per possesso in tre diverse situazioni di gioco da Howard e altri tre tra i migliori centri della stagione in corso, in cui il numero 12 fatica parecchio a reggere il confronto.