Lo sapevate che...

“Ti anticipo le mie mosse, prova a fermarmi”: quando Michael Jordan distrusse Craig Ehlo

Ottavo appuntamento con la rubrica dedicata agli aneddoti e agli episodi meno conosciuti riguardanti Michael Jordan, che ci servono per comprendere il più possibile la psicologia di un uomo tanto vincente quanto complesso. Nelle precedenti puntate abbiamo parlato della volta in cui distrusse la fiducia di Muggsy Bogues, di quando tentò di sviluppare Kwame Brown con il suo particolarissimo modo di fare, ottenendo però l’effetto contrario, del motivo per cui non parla più con Charles Barkley, del suo rapporto con Scottie Pippen, dell’episodio di trash talking con Martin, della “Jordan Rules” e della sua rivalità con Clyde Drexler.

Stavolta ci occuperemo di quando ha fatto letteralmente ammattire Craig Ehlo, uno che la grandezza di Jordan l’ha vissuta da protagonista nei suoi 14 anni di carriera tra Rockets, Cavaliers, Hawks e SuperSonics. In particolare, ai tempi di Cleveland sono memorabili i suoi duelli difensivi con His Airness, anche se alla storia ci è passato soprattutto per essere quello dalla parte sbagliata di “The Shot”. Nonostante ciò, Ehlo non ha mai provato vergogna per le delusioni che ha dovuto ingoiare contro Michael, anzi è sempre stato orgoglioso di potersi confrontare per tanti anni con il miglior giocatore della storia.

Ma c’è un giorno che non si dimenticherà mai, ovvero il 28 marzo del 1990, perché in quell’occasione ha ammirato suo malgrado tutta l’onnipotenza cestistica che Jordan sapeva manifestare in determinati momenti. In quella particolare occasione, la stella dei Bulls si rese subito di essere in grande serata, firmando 16 punti nel solo primo quarto. Ad un certo punto si sentiva così sicuro di sé e dei suoi mezzi, che si avvicinò ad Ehlo e gli disse: “Ascolta amico, sto segnando di tutto, quindi ti dirò in anticipo quello che farò ogni volta e vediamo se riesci a fermarmi. Tanto lo so che non puoi farlo, non puoi marcarmi”.

Il buon Craig ovviamente cercò di trarre vantaggio dalla situazione, ma purtroppo per lui Jordan realizzò praticamente tutto quello che preannunciava: “Sto per prendere il pallone al gomito, dopodiché attaccherò a sinistra sulla linea di fondo e mi alzerò per il mio solito tiro in fadeaway”. Detto, fatto… E infatti Michael chiuse il primo tempo con 31 punti, ne segnò 30 nel secondo e decise la partita all’overtime con altri 8, firmando così il suo nuovo career-high a quota 69. Nonostante ciò, Ehlo uscì a testa alta dal campo, perché sapeva di aver dato tutto quello che aveva per provare ad arrestare MJ. Quest’ultimo, però, in quella notte di 25 anni fa semplicemente non poteva essere fermato, era così sicuro del suo talento che, pur sfociando a volte nell’arroganza, riusciva sempre a illuminare il campo da basket.