Maccabi Regina d’Europa…e David Blatt il suo Re! – L’angolo di coach Baldiraghi

E’ il Maccabi la Regina d’Europa! Gli israeliani battono il Real Madrid con il punteggio di 98-86 in una finale di Eurolega appassionante e decisa dopo un tempo supplementare: Mvp un fantastico Tyrese Rice da 26 pt (21 tra ultimo quarto e overtime) che ha steso i madrileni con le sue accelerazioni e i suoi canestri da 3pt.

Sulla vittoria del Maccabi c’è indelebile la firma di David Blatt: il coach statunitense stravince tatticamente la finale, ciliegina sulla torta di un cammino che lo ha visto eliminare a sorpresa Milano ai playoff e sbarazzarsi in semifinale (con una bella dose di fortuna…ma si sa: ”la fortuna aiuta gli audaci!”) del Cska di Ettore Messina.

L’impronta data da Blatt a questo Maccabi è soprattutto difensiva: i neo Campioni d’Europa mettono sempre una grande pressione sulla palla con gli esterni, feroci nell’aggredire sul palleggio e in uscita dai blocchi i propri avversari, mentre i lunghi sono sempre attenti a chiudere gli spazi in area con fisicità e durezza nei contatti (Zizic e Schortsanitis) o con atletismo e prontezza per la stoppata (Tyus). 

Anche la zona pressing a tutto campo (soprattutto dopo i tiri liberi o comunque in particolari momenti della gara) con raddoppi a ¾ campo e rotazioni anche dei lunghi è una caratteristica importante dell’atteggiamento difensivo del Maccabi… e ne sa qualcosa Milano, in grande difficoltà nell’attaccare questo schieramento.

Credo però che a fare maggiormente la differenza nel sistema difensivo di David Blatt sia stata la zona 3-2 match up: il Maccabi si schiera in partenza con una zona 3-2 in cui ogni giocatore ha la responsabilità di un avversario e lo segue su eventuali tagli fino a che non lo “consegna” ad un compagno; in caso di pick’n’roll si lavora su “cambi difensivi”; invece se la palla va in pivot basso ad un lungo marcato da un piccolo, si lavora con raddoppio (dall’ultimo uomo o da chi ha in quel momento l’avversario meno pericoloso al tiro) e rotazioni dal lato debole; spesso si passa a uomo negli ultimi secondi “cambiando” su ogni blocco.

Il sistema offensivo del Maccabi è basato soprattutto su situazioni di pick’n’roll (e sue letture) o di isolamento per gli esterni, anche per la mancanza (a parte Schortsanitis) di un giocatore valido spalle a canestro.

Il pick’n’roll è giocato per costruire subito un vantaggio per il palleggiatore (Rice, Hickman) oppure per punire gli aiuti e le rotazioni difensive con un tiro aperto per gli esterni (Smith, Ingles); molto coinvolti anche i lunghi, soprattutto Tyus bravissimo e velocissimo a rollare e farsi trovare rapidamente al ferro (anche per alley-oop) e Blu, strepitoso con il suo tiro da 3 pt quando può lavorare sul pick’n’pop, quindi allargandosi dopo il blocco sul palleggiatore.

Vediamo tre movimenti in dettaglio.

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Fig.1

Il primo lavoro è la classica “gabbia”, con un doppio blocco dei lunghi a cavallo della linea dei 3 pt (Fig.1) 

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Fig.2

#4 (Blu) dopo aver bloccato il palleggiatore sfrutta un blocco in allontanamento di #5 per allargarsi e prepararsi per un tiro da 3 pt; #5 va ad attaccare profondo il ferro. (Fig.2)

 

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Fig.3

Altra situazione utilizzata dal Maccabi prevede un’uscita verticale sul centro di #2 (con la possibilità di #1 di lavorare per mettere la palla dentro a #5)… (Fig. 3)

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Fig.4

…e pick’n’roll giocato dopo l’uscita con il lungo sul lato opposto (con Blu #4 sempre o quasi largo dopo il blocco sulla palla). (Fig.4)

 

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Fig.5

Il movimento più interessante e laborioso prevede giocate di handoff (passaggio consegnato) e dipick’n’roll; si parte con un blocco verticale tra i lunghi con ricezione di #4 “on the top”… (Fig. 5)

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Fig.6

…e hand off con #2 sul lato (Fig. 6)

   
 

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Fig.7

#2 in palleggio lavora a sua volta con un handoff sul lato opposto con #3… (Fig. 7)

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Fig.8

…e si finisce con un pick’n’roll centrale tra #3 e #5: spaziature perfette per costringere la difesa ad aiutare e per consentire la ricezione interna a #5 dopo la rollata (o un tiro da 3 in allontanamento se a bloccare fosse Blu) o per costruire un vantaggio che liberi al tiro uno giocatori larghi fuori dai 3 pt. (Fig.8)

Una grande Final Four quella di Milano, vinta da una grande squadra e da un grandissimo allenatore.