Mai sfidare Michael Jordan: quando il giovane OJ Mayo si è preso una dura lezione

Per la rubrica “Lo sapevate che…”, oggi ci occupiamo di una delle tante curiosità che circondano la figura di Michael Jordan. Lo scorso anno, in occasione della presentazione di NBA 2k14, la leggenda dei Bulls ha rilasciato un’intervista riguardante il trash talking, “un’arma” che utilizzava molto poco, in quanto preferiva far parlare il campo, a meno che di fronte non si ritrovasse un giocatore che conosceva bene e con cui aveva una certa confidenza. Lo stesso non si può dire per i suoi avversari: sull’argomento His Airness ha sfoderato un aneddoto piuttosto interessante.

Nel 2006 ha preso parte al suo camp OJ Mayo, che allora era considerato uno dei maggiori prospetti della pallacanestro liceale. L’attuale guardia dei Bucks si sentiva così sicuro di se stesso che si lanciò nel trash talking con Jordan, il quale decise di scendere in campo per spiegargli un paio di cosette. Il video che trovate all’inizio dell’articolo mostra appunto come quella sera Michael ha dato una lezione a Mayo, che era l’unico liceale tra tanti futuri giocatori della NBA, quali Jerryd Bayless, Glen Davis, Jared Dudley, Coby Karl e Julian Wright.

Nel primo clip potete vedere MJ che porta OJ sotto canestro e gli segna in faccia in allontanamento; nel secondo lo batte dal palleggio e segna nel traffico; nel terzo riceve un passaggio e realizza con un layup che si lascia a dir poco guardare; mentre nel quarto e ultimo prende il rimbalzo e si lavora Mayo per tutto il campo, fino a quando non gli assesta il colpo di grazia, trovando il fondo della retina con il suo leggendario fadeaway. A quel punto Jordan è uscito dal campo con un grande sorriso sul volto, sapendo di aver appena messo al suo posto un giovane molto talentuoso, ma che aveva osato sfidarlo.

Prima che venissero pubblicate le immagini di quel confronto, lo stesso Mayo aveva ammesso che la storia era assolutamente vera. “Ovviamente affrontare Mike è il sogno di qualsiasi giocatore – ha dichiarato in passato – non potete neanche immaginare quante volte provavo i suoi movimenti. Dopo aver segnato il suo famoso fadeaway contro di me, mi ha detto che potevo anche essere il miglior giocatore del liceo, ma che il più grande di sempre era sempre lui e non potevo mancargli di rispetto”. Nonostante la lezione impartitagli da Jordan, Mayo non ha avuto mai rimpianti per averlo provocato: “E’ impossibile non rispettare e ammirare ciò che Mike ha fatto per la pallacanestro. Ma quando sei giovane pensi sempre che non hai nulla da perdere e tutto da guadagnare. Poi Mike ha fatto quello che doveva”.