“Defense wins games, mascots sell tickets”: Go the Gorilla

Oggi ci trasferiamo in Arizona, a Phoenix per la precisione, per presentarvi “Go, the Gorilla”, mascotte dei Phoenix Suns.

I Suns, fondati nel 1968, sono rimasti senza mascotte per 11 stagioni finchè, il 20 marzo del 1980, sul campo dell’Arizona Veterans Memorial Coliseum appare per la prima volta il Gorilla. Adesso è difficile immaginarsi una partita senza che Go sia a bordocampo.

Ovviamente, in oltre 30 anni di servizio, nel 2007 è stato anche lui inserito nella Hall of Fame delle mascottes.

In realtà il personaggio è nato quasi per caso:  durante quella partita un corriere della Eastern Onion, tal Henry Rojas, andò al Coliseum vestito da Gorilla e, mentre stava uscendo dall’arena, la security lo bloccò chiedendogli di danzare sotto al canestro durante un timeout: la reazione della folla fu incredibile e così gli venne chiesto di entrare ufficialmente in squadra.

Il suo aspetto in parte è costruito come una presa in giro per molti volti noti della pallacanestro oltreoceano, ad esempio i jeans che indossa servono per imitare di Jack Ramsay, che allora era allenatore di Portland, mentre i capelli pettinati all’indietro sono quelli  tipici di Pat Riley, l’attuale GM dei Miami Heat.

Le sue Routine durante i timeout sono molto conosciute nel mondo Nba: non è strano vederlo fare flessioni e correre sulle gradinate dell US Airway Center sulla colonna sonora di “Rocky”, oppure vederlo interpretare piccole scenette per ironizzare su personaggi famosi o su fatti di attualità: molto famoso, specialmente nel periodo in cui la rivalità con i San Antonio Spurs era parecchio accesa, il cartello da lui esposto, che recitava uno “Smoke on the Spurs” che faceva infervorare il pubblico contro la squadra nero-argento di coach Popovich.

Come tutte le mascottes che si rispettino, è consuetudine vederlo compiere schiacciate spettacolari insieme al suo team all’intervallo delle partite. A differenza delle altre, però, Go merita un plauso particolare: le sue esibizioni sono così spericolate che spesso durante la sua carriera è incorso in infortuni e, a questo proposito, sul suo sito ufficiale è stata inserita la mappa del suo corpo con indicati tutti gli infortuni che ha subito.

Tra i suoi “giocattoli” preferiti citiamo l’Hummer, il cannone per le magliette, il bowling gigante (in cui lui funge da palla) e l’Humdinger.

Per qualche tempo si è pensato di affiancargli un’altra mascotte, un girasole. L’idea però non ha mai preso piede per la forte opposizione del pubblico di Phoenix che ormai si identifica solo con Go.

Il gorilla ha viaggiato per tutto il mondo, facendo apparizioni in Argentina, Australia, Canada, Cina,Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Hong Kong, Italia e altri paesi europei.

A livello di inziative sociali, Go collabora con il St. Joseph’s Hospital and Medical Center, e, ancora tramite il suo sito, vengono dati consigli per vivere bene e in salute. Consigli che lui stesso porta nelle scuole e nei centri sociali dell’Arizona.

Alessandro Cavagna & Davide Quaranta 

Go il Gorilla vola a canestro in mezzo ad un cerchio infuocato. // photo: http://www.forumdas.net/