NBA Trivia: Artis Gilmore, il gigante buono che firmò un record ancora imbattuto

Artis Gilmore è uno dei migliori centri che il basket abbia proposto negli anni ’70 e ’80. La leggenda di A-Train cominciò già dall’NCAA: dopo il trasferimento da Gardner-Webb a Jacksonville, Gilmore tenne 24.2 punti e 22.6 rimbalzi di media nelle stagioni da junior e da senior, in cui figurò come miglior rimbalzista della nazione. Per un giocatore del genere che si affacciava al basket professionistico, nel 1971 c’erano due strade: l’ABA e l’NBA. Gilmore accettò un ricchissimo contratto proposto dai Kentucky Colonels per portarlo in ABA. A-Train si trovò subito a suo agio e continuò a tenere medie vertiginose (23.8 punti, 17.8 rimbalzi, 2.7 assist e 5 stoppate da rookie). Nel 1975 con i Colonels vinse il titolo ABA. Con la fusione tra ABA ed NBA del ’76, Gilmore finì ai Chicago Bulls. Nonostante le sue buone prestazioni gli valsero quattro convocazioni all’All-Star Game nelle sei stagioni in Illinois, Gilmore divenne il bersaglio preferito dei tifosi, che vedevano in lui una mancanza di aggressività. A-Train chiese di essere ceduto e passò ai San Antonio Spurs: in Texas riuscì a guadagnarsi l’All-Star Game a 36 anni. La sua carriera terminò dopo una stagione da riserva di Parish ai Celtics. Sommando le sue statistiche in ABA e in NBA, ha tenuto 18.8 punti, 12.3 rimbalzi e 2.4 stoppate di media in carriera. Dal 2011 è nella Hall-of-Fame. Il suo record? In 909 partite di NBA ha tirato con il 59.9% dal campo (5732/9570). Dietro di lui in graduatoria c’è Shaquille O’Neal: 11330/19457 (58.2%).

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