NBA Trivia: Donald Eugene Conley, la speciale leggenda della città di Boston

È conosciuto da tutti come Gene Conley e nel corso della sua carriera è riuscito a raggiungere un primato irripetibile: nel 1957 ha vinto le World Series di baseball con i Milwaukee Braves, poi ha firmato con i Boston Celtics e ha vinto tre titoli NBA consecutivi tra il 1959 e il 1961. Sì, avete capito bene. Conley ha infatti giocato con i Celtics la stagione 1952/1953, poi ha iniziato la carriera MLB con i Braves, ma nel ’58 ha deciso di tornare a giocare a basket e, contemporaneamente, di passare l’estate giocando a baseball. All’epoca esistevano altri atleti che giocavano in entrambi gli sport a livello professionistico, ma nessuno oltre a lui è mai riuscito a vincere entrambi i campionati. Nel 1958 il proprietario dei Milwaukee Braves, infastidito dalla sua decisione, lo spedì a Philadelphia. Conley accettò infine di buon grado un altro trasferimento, questa volta ai Boston Red Sox, per giocare a basket e a baseball nella stessa città.

È proprio un aneddoto accaduto durante i suoi anni ai Red Sox ad averlo reso definitivamente una figura leggendaria della città di Boston. Il pullman della squadra era bloccato nel traffico di New York, così Conley e il suo compagno di squadra Pumpsie Green decisero di scendere per entrare in un bar. Quando uscirono, il pullman se n’era già andato. Conley propose di fare un giro per la città, ma Green diventò nervoso e disse al compagno che era il caso di recarsi a Washington, dove la squadra avrebbe dovuto giocare la partita successiva. A quel punto Conley rispose: «Tu vai pure dove vuoi, ma se vai a Washington io vado in Israele». E così si recò all’aeroporto e comprò il biglietto per Gerusalemme. L’imbarco gli venne tuttavia negato, poiché non aveva con sé il passaporto. Si riaggregò alla squadra e fu multato pesantemente. Un’emittente locale di Boston, da quel momento in poi, iniziò ad utilizzare come messaggio di chiusura delle trasmissioni: «Buonanotte Pumpsie Green, dovunque tu sia». Lo stesso Conley, molti anni più tardi, chiuse in questo modo un suo discorso ad una cena con altri giocatori di baseball.

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