Non solo James, anche Michael Jordan ha avuto una “Cramp Game” nelle Finals

Quando LeBron James ha chiesto di uscire nell’ultimo quarto di gara 1 delle Finals, immediatamente un sacco di persone hanno avuto il seguente pensiero: “Senza dubbio Michael Jordan avrebbe chiesto di rimanere in campo!”. Ne siete proprio sicuri? Se non vi basta quello che ha detto Isiah Thomas, ovvero che nessun giocatore al mondo, neanche His Airness, avrebbe potuto giocare sopra il dolore scaturito dai crampi, la prova viene fornita da Roland Lazenby, autore del libro uscito da qualche mese, “Michael Jordan: The Life”.

Uno dei capitoli dell’ultima biografia del giocatore più forte di tutti i tempi è dedicato a gara 4 delle Finals 1997. Proprio tre notti prima di quella che è passata alla storia come la “Flu Game”, Jordan ed i suoi compagni hanno dovuto fare i conti con dei fortissimi crampi allo stomaco, causati da un errore dello staff dei Bulls, che aveva erroneamente sostituito la Gatorade con la GatorLode, una bevanda molto pesante per i carboidrati. “Sembrava di mangiare patate al forno”, ha poi spiegato uno degli assistenti. In pratica, nel corso dell’incontro diversi giocatori si sono lamentati dei dolori allo stomaco, mentre Michael ha chiesto addirittura di sedersi in panchina, qualcosa che non aveva mai fatto nel momento decisivo di una partita.

Jordan è poi rientrato nei secondi finali, ma il suo impatto non è stato quello che ci si poteva aspettare: ha perso un pallone importante, i Bulls sono andati sotto di 3 a 17’’ dal termine, MJ ha cercato la tripla del pareggio, l’ha sbagliata ed i Jazz hanno impattato la serie sul 2-2. A differenza di LeBron, Michael è riuscito a rientrare in campo, ma ciò è dovuto al fatto che quest’ultimo aveva un diverso tipo di crampi, che non immobilizzavano una gamba.

In ogni caso, entrambe le situazioni sono scaturite da un fattore esterno: la bevanda sbagliata per Jordan, l’aria condizionata rotta per James. Dopo la sua “Cramp Game”, His Airness è esploso con 38 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi, il tutto mentre stava combattendo con un’intossicazione alimentare. Cosa aspettarci, invece, da LeBron? Sarà sicuramente motivato alle stelle, ed in questi casi sa essere realmente un’ira di dio.