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Quella volta in cui Latrell Sprewell provò a strangolare il suo allenatore

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Latrell Sprewell è stato un giocatore di assoluto talento, ma anche tanto altro. E’ uno che nella NBA avrebbe potuto regalare perle molto più a lungo di quanto non abbia fatto, se non fosse stato sempre il peggior nemico di se stesso. Stiamo parlando di un giocatore folle e arrogante come pochi, che ha chiuso la carriera perché ha rifiutato un triennale da 21 milioni di dollari offertogli dai Timberwolves, adducendo come scusa il fatto che avesse una famiglia da mantenere, come se Minnesota gli volesse dare due spicci e qualche nocciolina come stipendio.

Oggi andiamo a scoprire un fatto molto particolare che lo ha riguardato: il 4 dicembre 1997, la NBA lo sospendeva per un anno per aver aggredito e minacciato di morte coach PJ Carlesimo. Nel corso di un allenamento dei Warriors, Sprewell mise le mani intorno al collo del suo allenatore, per poi tornare 20 minuti più tardi, dopo aver chiesto alla dirigenza di essere scambiato, e iniziare a prenderlo a pugni. Questo bruttissimo episodio è costato al nativo di Milwaukee una sospensione di 82 partite (poi ridotta a 68), i 6.4 milioni di dollari previsti dal suo contratto e l’annullamento dell’accordo con la marca di scarpe “Converse”. Allora Latrell fece registrare il record per la sospensione più lunga mai vista nella NBA, superata solo nel 2004 da Ron Artest con la celebre rissa di Auburn Hills.

Dal suo canto, Sprewell ha sempre sostenuto che la punizione inflittagli fosse troppo dura: “Non stavo veramente cercando di strangolarlo. Voglio dire, riusciva comunque a respirare”. Tesi interessante, ma che non ha trovato molti sostenitori, dato che Latrell non ha mai più giocato una singola partita per i Warriors, finendo a New York, sponda Knicks, una volta reintegrato nel 1999.

C’è da dire che in tutto ciò PJ Carlesimo non è stato una semplice vittima, ma anzi ha avuto un ruolo piuttosto centrale nella vicenda. Sì, perché in maniera anonima diversi giocatori di Golden State hanno allora confidato alla stampa che il coach aveva provocato ripetutamente Sprewell, dopo che quest’ultimo gli aveva intimato di lasciarlo in pace e di non avvicinarsi a lui, dato che tra i due il rapporto era incrinato da diversi giorni. Carlesimo ha ignorato l’avvertimento ed è poi accaduto quello che ormai fa parte dei libri di storia della NBA.