Razzismo nel basket: insultato Carlton Myers durante il torneo Uisp

Mentre l’Italia cestistica si godeva i playoff più emozionanti ed incerti degli ultimi anni, al PalaFlaminio di Rimini si verificava la morte del basket, ma anche dello sport in generale. Quello degli insulti ad atleti di colore, seppur italiani, è un triste fenomeno purtroppo di grande attualità: nelle ultime settimane Mario Balotelli, attaccante del Milan e della nazionale italiana, ha dovuto sopportare parecchi insulti a sfondo razziale, riaprendo la discussione su un grave problema culturale del nostro paese.

Di certo, però, non ci saremmo mai aspettati che anche uno come Carlton Myers potesse ricevere degli insulti razzisti. Sarà anche nato a Londra da padre caraibico e da madre pesarese, ma Carlton ha vissuto praticamente sempre in Italia e si è speso tantissimo per il basket italiano, di cui è stato protagonista assoluto per oltre 20 anni. Stiamo parlando di uno che è così orgoglioso di essere italiano che è stato anche il portabandiera della spedizione azzurra alle Olimpiadi di Sydney 2000.

Alla luce di tutto ciò non possiamo che definire dei perfetti idioti quei 5-6 individui che nel corso del torneo Uisp hanno rivolto a Myers insulti a sfondo razziale. Doveva essere un’occasione di festa ed un’opportunità per vedere ancora una volta all’opera uno dei grandi campioni della storia della pallacanestro italiana, ed invece questo gruppo di “tifosi” (se così si possono chiamare) hanno rovinato tutto. Addirittura ad un certo punto gli arbitri e gli organizzatori hanno pensato di sospendere la partita, ma Carlton ha dimostrato ancora una volta di essere un campione dentro e fuori dal campo, ignorando gli insulti e dando il suo consenso a terminare tranquillamente la partita.