Rituals

Rituals – La routine di Ray Allen, la macchina perfetta della NBA

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La superstizione fa parte della vita quotidiana di milioni di persone. E i giocatori della NBA non ne sono certamente immuni: se alcuni hanno semplicemente delle abitudini un po’ bizzarre e fuori dall’ordinario, altri invece prendono molto sul serio i riti pre-partita, convinti che certe cose possano influenzare realmente il loro gioco. La nostra nuova rubrica “Rituals” si propone quindi di andare alla scoperta delle usanze più particolari nel mondo della pallacanestro. Dopo aver dedicato la prima puntata a Jason Terry, largamente ritenuto uno dei giocatori più superstiziosi nella storia della NBA, passiamo a Ray Allen.

Per il quale, però, il caso non ha alcun valore, perché il suo successo è unicamente frutto della professionalità e di una preparazione alle partite quasi ossessiva, tanto che un fotografo dei Boston Celtics, Brian Babineau, gli ha dedicato addirittura un filmato, intitolato “The Routine”. In questo preciso momento, non sappiamo se considerare Ray Allen un giocatore ancora in attività: nonostante la miriade di offerte ricevute, nella scorsa stagione è rimasto a guardare ed è ormai fermo da giugno 2014, eppure non ha ancora comunicato nessuna decisione in merito al suo “status”.

In attesa di capire quale sarà il suo futuro, ai fini della nostra rubrica ci interessa capire nel dettaglio in cosa consiste la famosa routine pre-partita di “He Got Game”, soprattutto ai tempi dei Boston Celtics: faceva un pisolino dalle 11.30 alle 13; mangiava pollo e riso alle 14.30; parcheggiava la macchina sempre nello stesso posto, si radeva per bene la testa, si faceva la doccia ed entrava in campo alle 15.30, dopodiché si riscaldava per tre ore precise prima dell’inizio della partita. Che cosa faceva esattamente nel warmup? Guardate voi stessi, noi aggiungiamo solo questa frase di Doc Rivers: “Non è una coincidenza che Ray Allen sia il miglior tiratore di sempre. Prende più tiri di chiunque altro abbia mai visto nella mia vita”.

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