Sassari si aggiudica la Final Eight di Coppa Italia…cronaca di una grande vittoria! – L’angolo di coach Baldiraghi

Il Banco di Sardegna Sassari scrive per la prima volta il suo nome nell’Albo d’Oro della Coppa Italia! E’ la vittoria di una società cresciuta tantissimo anche grazie all’impegno del giovane presidente Stefano Sardara, è la vittoria di coach Meo Sacchetti e della sua pallacanestro champagne che gli ha portato promozioni e successi in tutte le categorie dalla C2 alla Serie A, è la vittoria di una squadra davvero forte (ed alla quale si aggiungerà ora anche Benjamin Eze) guidata dal talento e dal killer instict dei cugini Diener. Ma è anche la vittoria di tutta una terra, la favolosa Sardegna, della quale (insieme al Cagliari nel calcio) ormai il Banco è diventato un simbolo in cui identificarsi.

Queste Final Eight sono state un capolavoro per coach Meo ed i suoi, a partire dalla prima gara con i favoritissimi padroni di casa di Milano: l’Armani, partita fortissimo grazie al dominio di Lawal dentro le due aree pitturate, ma ha forse alzato troppo presto le mani dal manubrio considerando ormai in ghiaccio la gara e senza aver fatto i conti con il cuore e il talento di Sassari che, trascinata dal sontuoso Drake Diener dell’ultimo quarto (che fatica per Milano difendere su Drake, nemmeno lo specialista difensivo Moss è riuscito a mettergli la museruola!), si è accaparrata l’accesso alla semifinale contro la Reggio Emilia di coach Max Menetti, anch’essa sorprendente (viste le assenze di Cinciarini e Brunner) nel passare un turno che sembrava proibitivo contro una brutta Cantù. Un appunto su Reggio: segnatevi il nome di Mussini, giovane playmaker del ’96, oltre a quelli dei già conosciuti Cervi e Pini, dimostrazione che chi lavora bene sul Settore Giovanile poi si trova in casa giocatori pronti anche ad alto livello!

Dicevamo della semifinale, Sassari-Reggio: nonostante uno White da 32 pt e 42 di valutazione, il Banco, questa volta con protagonista Travis Diener (26 pt e 5 assist), controlla la gara fin dall’inizio grazie alla verve di Gordon, piazza con Omar Thomas un break di 10-0 prima dell’intervallo, resiste all’ultimo acuto di Reggio che arriva fino sul – 4 (87-83) e chiude la gara con una bomba da 3 pt di Caleb Green. E’ finale! E chi puo’ trovare Sassari in finale se non Siena? La Montepaschi di coach Marco Crespi ha giocato una grande Final Eight: grande cuore, cattiveria, attenzione e preparazione tattiche alle partite. Crespi è stato bravissimo a mischiare le carte, proponendo tanti minuti di zona sia 2-3 che soprattutto una 3-2 match up (partenza con schieramento 3-2 e accoppiamenti a uomo in riferimento a tagli o a cambi difensivi su giocate di pick’n’roll) con la quale ha mandato fuori giri prima l’attacco di Roma e poi in semifinale l’attacco della favorita Brindisi (quanti di voi avevano scommesso su una finale Milano-Brindisi?).

La finale? Sassari prende subito il largo spinta dagli “italiani” Devecchi (cugino di Gallinari) e Sacchetti (figlio di coach Meo), vola a +10 (32-22) e addirittura sul +17 all’intervallo (45-28) grazie ancora ad una tripla di Caleb Green. Nel secondo tempo il Banco allunga sul +20 ma Siena non molla, Crespi prova ancora con la zona in difesa e finalmente anche in attacco i suoi (Erik Green e Carter) cominciano a “vedere” il canestro riportandosi sul -3 (50-47). Sassari si affida ai suoi piccoli e al tiro da 3 pt di Marques Green e Drake Diener e controlla la gara, fino alla magia di Travis Diener che si inventa il canestro che manda i titoli di coda alla partita.

Chiave della vittoria dei sardi sicuramente il loro diffuso talento offensivo che inserito in un sistema di gioco molto semplice ed efficace, consente a tutti i giocatori di prendersi tiri aperti e situazioni di 1c1 con tanto spazio, il tutto perfettamente orchestrato del genio dei Diener, capacissimi di creare situazioni realizzative importanti per se stessi ma anche di aprire praterie per le incursioni o per i tiri da 3 pt dei compagni. Il valore aggiunto del Banco in questa finale è stato però l’atteggiamento difensivo: coach Sacchetti ha fatto capire ai suoi l’importanza dell’evento e la necessità di sacrificarsi e di alzare il livello di intensità della propria difesa.

Interessanti tatticamente anche le scelte di avvalersi di parecchie situazioni di pressione a tutto campo e l’idea di lavorare in pivot basso contro i lunghi di Siena (su Ortner in particolare…a proposito, sempre eccezionale il sottovalutatissimo austriaco per cattiveria e intensità, inoltre 17 pt e 14 rb in finale, l’Mvp per Siena nella kermesse milanese) con raddoppi dal lato debole che hanno prodotto palla recuperate e canestri facili in contropiede. Una meritatissima vittoria per Sassari, seguita da tantissimi tifosi (giunti anche dalla Sardegna con un volo messo a disposizione dal presidente Sardara, complimenti!).

A proposito di tifosi vi racconto questa cosa: quando allenavo ad Olbia, nel 2008, andai a vedere la partita Sassari-Pavia di Legadue, Sassari vinse una partita durissima in un palazzetto stracolmo; a fine gara, i giocatori uscirono dal campo ma il pubblico non se ne andava, stava lì sugli spalti a festeggiare e a richiamare i propri beniamini…i giocatori ritornarono due volte dagli spogliatoi per salutare i tifosi! Pensai…”Questa gente merita molto di più della LegaDue”…oggi finalmente Sassari può festeggiare con la sua gente la vittoria della Coppa Italia!