Shoe Game Focus: APL, il marchio proibito in NBA ma legittimo in Europa

Il basket resta ovviamente la passione principale ma, da buon redattore di Shoe Game, non riesco a non focalizzarmi anche sulle scarpe indossate dai vari giocatori, ecco perché durante Varese-Pesaro di domenica scorsa il mio occhio non poteva che cadere sul modello indossato da Adrian Banks. Il giocatore tornato recentemente tra le fila della Cimberio indossava un paio di scarpe rosa (appariscente quanto discutibile) ma non è questo che mi ha colpito, il mio interesse è stato infatti richiamato dal particolare modello, si trattava infatti delle Concept 3 create da APL (Athletic Propulsion Labs), la ditta i cui prodotti sono stati ufficialmente banditi dalla NBA in quanto sembrano migliorare le prestazioni di chi le indossa, più precisamente per quanto riguarda l’elevazione. Ecco una foto delle scarpe di Banks, già mostrate da lui stesso su Twitter.

Banks APL Court

Iniziamo con una breve storia. APL è stata fondata nel 2009 da Adam e Ryan Goldston (visibili nella foto di copertina), due fratelli che oltre a possedere grande intraprendenza imprenditoriale hanno anche un passato nel basket dato che entrambi sono stati giocatori per gli USC Trojans, la squadra di University of Southern California. Il mantra di questi due ragazzi è sempre stato il seguente: “Stop dreaming. Jump higher” ma non si sono limitati alle parole, anzi si sono mobilitati per creare una propria linea di scarpe che puntasse sì su un buon design ma soprattutto su materiali di alto livello e tecnologia, per questo hanno sviluppato un sistema chiamato “Load ‘N Launch”. Questa tecnologia è stata brevettata con l’aiuto di esperti di biomeccanica e ingegneri e si basa su una particolare struttura in fibra di carbonio sintetica che garantisce alla scarpa grande leggerezza, unita a un sistema di micro cuscinetti riempiti con un derivato del poliuretano ad alta pressione che si estende lungo tutta la pianta del piede, specie nei punti di appoggio, ed è proprio questa particolarità che garantisce a chi indossa un paio di APL di saltare fino a 8/9 centimetri in più rispetto a quanto salterebbe con una qualsiasi altra scarpa. Avete capito bene. Al momento della creazione del primo modello infatti i fratelli Goldston hanno subito voluto sperimentare sul campo l’efficienza della scarpa e hanno fatto un test: hanno convocato 12 atleti non professionisti nel loro laboratorio e hanno chiesto loro di cimentarsi nel tipico test di salto in alto da fermo, che viene praticato anche al Combine precedente al Draft NBA e NFL, prima con un paio di scarpe di qualsiasi tipologia o marca e poi con un paio di APL Concept 1, il primo modello mai creato dalla compagnia (foto visibile a fine articolo). I risultati furono straordinari, ben 11 cavie su 12 hanno migliorato il proprio risultato raggiungendo anche un’altezza di 9 centimetri superiore a quella raggiunta in precedenza e, come se non bastasse, hanno anche raggiunto dei nuovi picchi per quanto riguarda la velocità di raggiungimento del punto di massima elevazione.

La NBA non ci ha messo molto a dire la sua sulla situazione. Le prime APL Concept 1 sono diventate indossabili e commerciabili il 24 Marzo 2010 e la NBA le ha ufficialmente bandite il 19 Ottobre 2010 perché davano un netto “vantaggio utilizzabile in gioco” facendo entrare questo prodotto nella storia per essere stata la prima calzatura mai bandita dalla NBA per questo motivo. La notizia ha avuto una tale risonanza che la frase simbolo dell’azienda è passata da essere la già citata “Stop dreaming. Jump higher” a “Banned by the NBA”. La maglietta e gli altri prodotti visibili qui sotto lo dimostrano.

APL Banned from the NBA

Negli Stati Uniti hanno preso molto seriamente la questione legata ad APL mettendo le scarpe di questa azienda effettivamente sullo stesso piano di sostanze dopante come l’eritropoietina o il nandrolone, minacciando addirittura con gravi sanzioni chi avesse provato a fare uso in gare ufficiali anche solo della singola tecnologia Load ‘N Launch. Inutile dire infatti che se questa fosse stata approvata dalla NBA ora troveremmo modelli di Nike, Reebok, Adidas, Under Armour e chissà quante altre marche con la stessa o simile tecnologia, per la gioia del portafoglio dei fratelli Goldston che farebbero fantastiliardi con i soli diritti sul brevetto. In America hanno preso talmente sul serio la questione APL che inizialmente furono bandite addirittura dal basket liceale (in NCAA il problema non si pone perché le scarpe sono fornite da chi produce anche le maglie quindi Nike, Adidas o Under Armour) anche se effettivamente non si poteva parlare di “competitive advantage” offerto dalla scarpa dato che si tratta di basket a livello non professionistico, e per questo ora sono di nuovo utilizzabili nei campionati liceali Americani.

Un paio di considerazioni vengono di conseguenza. Perché in un campionato professionistico FIBA si possono usare queste scarpe mentre in NBA no? La FIBA avrà preso davvero in analisi l’intera tecnologia Load ‘N Launch? Questa tecnologia potrebbe essere considerata una specie di “doping” ma allo stesso modo potrebbe essere legittimata come semplice evoluzione delle scarpe da basket, in fondo anche quando la Nike introdusse la tecnologia Nike Air la rivoluzione fu simile, specie se paragoniamo i primi modelli di Nike Air con le scarpe precedenti, per nulla adatte al gioco, come le Converse Chuck Taylor.
Mi sorge anche un altro dubbio. Scarpe del genere sono effettivamente sicure? Il basket a livello professionistico si gioca a ritmi altissimi e un atleta è costretto a saltare al pieno delle sue forze per tantissime volte durante l’arco della gara. A questo proposito, il corpo riesce ad adattarsi alla discesa da un salto che mediamente è 8 centimetri più alto rispetto a quello che il normale fisico riesce a fare senza portare, alla lunga, a infortuni? Io non lo so con precisione ma la questione è spinosa. Se volete un mio personalissimo parere sappiate che, se non ci dovessero essere problemi di sicurezza, allora le APL dovrebbe essere autorizzate in quanto non fanno altro che rappresentare un processo di avanzamento tecnologico che c’è sempre stato nel mondo delle scarpe da basket, e sempre ci sarà.

Mi piacerebbe avere una vostra opinione a riguardo. Nel frattempo vi lascio con una carrellata di tutti e quattro i modeli creati dalla Athletic Propulsion Labs con una sguardo speciale all’evoluzione di quel tanto discusso cuscinetto verde visibile sulla suola.

APL Concept 1

apl-concept-1

APL Concept 2

APL_Concept2

APL Concept 3

APL_Concept3

APL Concours

apl-concours-concept-1

Foto di athleticpropulsionlabs.com e Twitter