Shoe Game Focus: Damian Lillard lascia Adidas

Quest’anno abbiamo già visto più di un All-Star cambiare brand, prima è toccato a Stephen Curry abbandonare Nike per Under Armour e poi è stato il turno di Rondo che da Nike è passato alla cinese Anta. Nike però non è stato l’unico marchio a perdere una stella, infatti è notizia di ieri che Damian Lillard ha deciso di lasciare Adidas, scatenando molto interesse da parte di tutti gli addetti ai lavori.

Damian Lillard, stella dei Portland Trail Blazers, firmò con Adidas al momento del suo ingresso in NBA ma il numero 0 di Portland veniva dal piccolo college di Weber State (sponsorizzato da Adidas) e intorno a sé non aveva molto interesse mediatico, ecco perché Lillard firmò a cifre piuttosto basse (non è nota la cifra precisa). Quest’anno Lillard ha partecipato a tutti gli eventi dell’All-Star Weekend, è il leader di una franchigia che si trova quarta nella Western Conference e l’anno scorso ha vinto il premio di Rookie of the Year ma, nonostante ciò, guadagna infinitamente meno rispetto a gente che quest’anno non ha praticamente visto il parquet come Derrick Rose, il giocatore più pagato di Adidas grazie al contratto firmato nel 2012 che gli garantisce 14 milioni di dollari all’anno per 13 anni, cifra che con i bonus può arrivare fino a 15.4 milioni annui. Lillard ha capito che le sue azioni non hanno mai avuto un valore tanto alto come quello che hanno ora e ha deciso di capitalizzare. Ma come? Lillard aveva una clausola che gli dava la possibilità di uscire dal contratto con Adidas in caso di vittoria del titolo di Rookie of the Year (fatto) e di convocazione all’All-Star Game (fatto) e così ha preso la decisione di abbandonare il brand delle tre strisce, decisione che a fine stagione lo renderà un free agent o, come dice il sempre puntuale Zach Harper, un feet agent (lo so, non fa ridere però mi sembrava una battuta quanto mai azzeccata).
La stella di Portland viene da un piccolo college come Weber State che non poteva, e non può tutt’ora, permettersi di dare ai propri giocatori modelli esclusivi e personalizzati per tutta la stagione come possono invece fare ad Oregon, North Carolina o Florida. Lo stesso Lillard ha da poco dichiarato di essere stato così squattrinato al college da aver posseduto un massimo di uno o due paia di scarpe per tutti i quattro anni passati all’università. Ora però Lillard è una star e in estate avrà ai suoi piedi (letteralmente) tutte le più grandi aziende di calzature disposte a svenarsi per fornirgli un contratto da top player.

Lillard Weber State (innersanctumsports.wordpress.com)

Analizziamo ora il mercato. Adidas al momento possiede solo due signature models (modelli dedicati a un determinato giocatore da cui solitamente prendono il nome) ovvero le D-Rose 4 (foto sotto a destra), dedicate ovviamente all’infortunato fenomeno dei Bulls, e le DH4 (foto sotto a sinistra), modello creato per Dwight Howard. I modelli legati a questi due giocatori però sono stati un discreto flop sul mercato dato che, secondo Forbes, nell’ultimo anno hanno fatturato complessivamente “solo” 45 milioni di dollari, una briciola se consideriamo che Nike ha fatturato 50 milioni solamente con i modelli dedicati a Kobe Bryant, 175 milioni con quelli dedicati a Kevin Durant e 300 milioni con i modelli che portano il nome di LeBron James. In matematica non ero molto bravo ma 555 milioni sono una cifra certamente maggiore di 45 milioni. In un articolo di poco tempo fa avevo indicato Lillard come il futuro soggetto di un signature model di Adidas (clicca QUI per leggere l’articolo) ma evidentemente non sarà così. Precisiamo: Lillard potrà decidere di firmare di nuovo con Adidas ma certamente ciò avverrà alle sue condizioni, sarà infatti l’ex Weber State a dettare legge nella futura contrattazione. Inoltre Nike, Reebok, Air Jordan e Under Armour si sono dichiarate super interessate a Lillard ed è quasi certo che sarà una di queste quattro aziende ad accaparrarsi la stella dei Blazers. Non scordiamoci che Adidas, come abbiamo già detto in passato (clicca QUI per leggere l’articolo), sembra già avere pronta sul piatto un’offerta faraonica per Andrew Wiggins non appena il canadese di Kansas deciderà di dichiararsi al Draft, ecco perché sembra sempre più improbabile che Lillard firmi di nuovo con il colosso tedesco delle tre strisce.

DH4 e DRose4

Con chi firmerà allora Lillard? Nike sembra essere la più interessata e la più vicina a firmare Lillard considerando anche la sede centrale del marchio dello swoosh ha sede proprio a Portland in Oregon, la nuova casa di Lillard. Rimane però un dubbio. Quasi certamente Lillard vorrà essere protagonista e non solo un comprimario, ma Nike al momento ha già tre signature models (Kobe Bryant, Kevin Durant, LeBron James) e non pare intenzionata a farne altri. E se Lillard volesse un modello a suo nome? Pronta a bussare alla sua porta c’è Under Armour. L’azienda di Kevin Plank infatti sta fatturando come non mai, è in costante crescita e sta pensando di allargare il proprio roster in cui al momento è presente solo una superstar: Stephen Curry che come già detto è stato “soffiato” a Nike. Che sia Lillard il secondo big della giovane azienda americana? Come outsider ma sempre da considerare troviamo Reebok. Il marchio di origine inglese infatti ha incassato grosse cifre dalla sua linea per il fitness/running, così come anche dalla vendita delle sneakers classiche e/o rimodernizzate con i disegni del leggendario Basquiat, writer e pittore scomparso nel 1988. Reebok inoltre è da poco tornata a farsi sentire anche nel mondo del basket grazie alla creazione di nuovi modelli ma soprattutto con le riedizioni delle calzature storiche legate ai nomi di Shaquille O’Neal, Allen Iverson e Shawn Kemp, tutti modelli che hanno venduto tantissimo. Ora Reebok ha a roster tanti giocatori mediocri, un veterano come Jason Terry, un nome intrigante come quello del piccolo Isaiah Thomas e un giovane dalle belle speranze come Nerlens Noel, insomma manca solo un’All-Star, un uomo simbolo per rilanciarsi nel mercato moderno e quell’uomo potrebbe essere Damian Lillard.

Chiudiamo con un minimo di fantamercato: secondo il sottoscritto è molto probabile che il numero 0 di Portland firmerà con Nike ma se mi chiedete semplicemente con che marchio preferirei vedere Lillard, indipendentemente dal contratto offertogli, allora vi direi senza il minimo dubbio Reebok. Reebok infatti ha bisogno di una stella e Lillard, in quanto piccola guardia esplosiva arrivata dal nulla, rappresenterebbe al meglio ciò che il marchio inglese ha simboleggiato nei gloriosi anni ’90. Non giriamoci intorno, anche noi spettatori/consumatori abbiamo bisogno di nuovi signature models firmati Reebok.

Foto: Lillard e Adidas in copertina / Lillard ai tempi di Weber State (innersanctumsports.wordpress.com) / i signature models di Dwight Howard (DH4) e Derrick Rose (D-Rose 4).