Shoe Game: Reebok Sublite Pro Rise

Poco tempo fa in Shoe Game abbiamo parlato di AND1 e di come questa azienda stia cercando di tornare grande, oggi parliamo di un altro brand che tra gli anni ’90 e l’inizio del dei 2000 era una vera superpotenza ovvero Reebok, un’autentica superpotenza che ai tempi poteva contare nel suo esercito di atleti gente come Dominique Wilkins, un giovanissimo Shaquille O’Neal e ovviamente Allen Iverson, vero volto di questa marca. Al giorno d’oggi Reebok sta cercando di risollevarsi dopo svariati buchi nell’acqua che comprendono l’assenza di uomini-immagine di alto livello (aveva puntato su John Wall ma è da poco passato ad Adidas) e l’aver puntato troppo su tecnologie discutibili come la Zig Tech che comportava la presenza di un antiestetica suola “a onde” anche nelle scarpe da passeggio, tecnologia ormai quasi totalmente abbandonata. Reebok sta cercando di fare grandi incassi (con successo) in maniera alternativa puntando sul mondo del fitness in Europa, mentre in America ha preferito concentrarsi sul football americano, sull’hockey e su sneakers create in collaborazione con famosi rappers come Tyga e Rick Ross.

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Il modello che osserviamo oggi si chiama Reebok Sublite Pro Rise ed è un nuovo punto di partenza per l’azienda americana che cerca di ripartire nel suo dopo-Wall con un’impostazione totalmente diversa: abbandonata la già citata suola Zig Tech si opta per una più classica a tagli orizzontali che consente comunque un’ottima elasticità mentre la tomaia torna ad avere una linea molto classica che quasi non fa capire che stiamo parlando di una scarpa da basket. La linea classica è visibile anche nell’attaccatura delle stringhe e nella punta bucherellata, il tutto però senza dimenticare l’innovazione che è visibile nel lato esterno della tomaia totalmente traforato su cui il logo è solamente stampato, un logo che torna nella sua forma sua forma più semplice e riconoscibile dopo essere stato più volte modificato e nascosto dai colori nei modelli precedenti.
Le Reebok Sublite Pro Rise sono state viste ai piedi dei veterani di questa azienda ovvero Jason Terry, Andre Miller e Jameer Nelson, non certo atleti giovanissimi ma a cui si è appena unito Isaiah Thomas dei Sacramento Kings, segno che dopo l’abbandono di Gallinari e del già citato Wall, entrambi verso Adidas, c’è ancora voglia di ripartire e puntare in un futuro in cui il basket avrà una parte molto importante.

Le Reebok Sublite Pro Rise sono disponibili nei negozi specializzati e online in una varietà sconfinata di colori per una cifra che si aggira intorno ai 100 euro.

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