Shoe Game Story: Nike Air Force 1

E’ lunedì e questo vuol dire che è ora per una nuova puntata di Shoe Game Story. Oggi parleremo di un modello, più precisamente di un design, che in 30 anni non è mai passato di moda, un nome che è sinonimo di Nike, anzi è proprio sinonimo di sneaker, oggi infatti parleremo delle curiosità nascoste dietro alle Nike Air Force 1, il primo modello da basket creato dalla Nike nell’era moderna.

Air Force 1 (1)

Le Air Force 1 nascono nel lontano 1981/82 ma prima ancora di arriva alla loro produzione bisogna fare un ulteriore passo indietro. Dietro alle AF1 c’è la mente e la matita di Bruce Kilgore il quale, prima di realizzare il design della famosa sneaker, lavorava come disegnatore di K-Car (o Keicar) ovvero le prime vetture e mezzi commerciali a basso costo giapponesi. Le Keicar erano vetture dalle dimensioni standard, costruite con materiali economici e disponibili a prezzi ridotti, un prodotto che fu fondamentale per la ripresa economica del mercato giapponese nel post-Seconda Guerra Mondiale grazie anche alle agevolazioni date dal governo per incentivare la loro produzione e il conseguente acquisto. Solo successivamente agli anni ’60 questa tipologia di automobili iniziò a farsi strada anche negli Stati Uniti, specialmente come mezzo utilizzato da enti pubblici quali la polizia grazie a modelli che divennero cult negli USA, ad esempio la Plymouth Reliant. Ironico il fatto che Kilgore, uno dei disegnatori di queste auto conosciute per il loro design anonimo (foto sotto), entrò nella storia per aver creato un design rivoluzionario in un campo diverso da quello dell’automobile.

Air Force 1 Keicar (2)

La rivoluzione cominciò quando Bruce Kilgore iniziò a lavorare per la Nike all’inizio degli anni ’80, periodo in cui conobbe Tinker Hatfield, ex corridore ai tempi del college ma arrivato in casa Nike come architetto per la costruzione di nuovi stabilimenti. Kilgore ebbe una tale simpatia per Hatfield che gli mostrò il suo nuovo progetto, l’architetto divenne così il primo tester delle Air Force 1 e ne fu così entusiasta che decise di lasciare l’architettura per farsi assumere nel settore di design delle scarpe insieme all’amico Kilgore. I due lavorarono molto sulla scarpa e crearono qualcosa di rivoluzionario, l’inserimento della nuova tecnologia Nike Air infatti rendeva la suola (precisamente la parte superiore alla suola, la famosa grande striscia bianca tipica di tutte le Air Force 1, prima dell’inizio della tomaia) molto alta rispetto agli standard dell’epoca e per questo i due decisero di inventarsi un modo alternativo per dare stabilità alla scarpa: la suola aderiva completamente al terreno e la parte del tallone era leggermente più alta rispetto alla punta, inoltre le linee dritte e larghe sempre nella zona del tallone garantivano al piede un’aderenza incredibile. Kilgore e Hatfield dissero poi di aver preso ispirazione dalla Cattedrale di Notre Dame per lo studio degli angoli tra suola e tomaia. Onestamente se non lo avessi sentito dire da loro non ci sarei mai arrivato.
I primi test diedero ragione a Kilgore e Hatfield, le nuove Air Force 1 infatti (il nome però non c’era ancora) erano protagoniste di prestazioni eccezionali, erano comodissime e la suola era la più resistente che la Nike avesse mai creato, tutto pronto per l’uscita quindi? Magari. I primi prototipi non erano quasi interamente in pelle come ora ma possedevano tantissimi inserti in tela che però rendevano meno resistenti le cuciture con la suola ma soprattutto necessitavano di maggior manodopera e di conseguenza ciò portava a un prezzo di vendita molto più alto. I primi prototipi presentavano anche un inserto metallico nell’intersuola vicino alla tecnologia Air per migliorare ulteriormente la spinta e il salto di chi indossava questa scarpa, il progetto però era troppo innovativo per l’epoca e fu accantonato perché comportava troppi problemi nella produzione. La prima scarpa con l’inserto di una placca metallica arriverà solo 13 anni dopo, nel 1995, con le Jordan XI (foto sotto) disegnate proprio da Tinker Hatfield (che sorpresa, vero?) che presentano la placca originariamente progettata per le Nike Air Force 1 all’interno del modello stesso e quindi non in vista.

Air Force 1 Jordan XI (3)

Ormai il progetto era pronto, allo sviluppo della scarpa lavorò anche un gruppo di specialisti che comprendeva biochimici e ingegneri aerospaziali e finalmente, nel 1982, nacquero le Air Force 1, nome che deriva dall’aereo del presidente degli USA (vedi foto copertina), appunto chiamato Air Force One, e scelto perché incorporava la parola “Air”, la tecnologia Nike, e per omaggiare il già citato gruppo di specialisti e ingegneri aerospaziali che precedentemente aveva lavorato alla produzione di aerei. Le Air Force 1 erano dunque le prime scarpe da basket di sempre a possedere la tecnologia Nike Air che in precedenza aveva debuttato nel 1979 nelle Nike Tailwind (foto sotto), scarpe nate per la corsa, pane quotidiano del brand dell’Oregon.

Air Force 1 Tailwind 1979 (4)

Come spesso succede anche le Air Force 1 non ebbero un successo immediato e inizialmente vendettero talmente poco che la Nike fu costretta ad abbassarne drasticamente il prezzo nel 1984 in corrispondenza con l’uscita di nuovi modelli che avrebbero rimpiazzato il design di Kilgore. Pian piano però le Air Force 1 iniziarono a diventare un cult tanto che la Nike nel 1986 fu costretta a fare una cosa mai vista prima: proporre una riedizione. Ora è facile che i brand di calzature inizino a riprodurre modelli classici ma negli anni ’80 era pura follia, ecco perché la nuova produzione delle Air Force 1 fu così rivoluzionaria, perché diede vita a un precedente, diede vita alla nascita dello stile “retro”. Nemmeno Kilgore si aspettava un tale successo tanto che, nel 1985, aveva lasciato il disegno di scarpe da basket per lanciarsi nel mondo delle scarpa da corsa, da running, creando le Nike Sock Racer (foto sotto), un modello che potremmo definire quantomeno diverso dalle Air Force 1. Sempre in quegli anni si scoprì che il progetto iniziale delle Air Force 1 non sarebbe dovuto spettare nemmeno a Kilgore ma a un altro anonimo designer il quale però aveva realizzato una scarpa talmente brutta, grossa e pesante che il progetto gli fu tolto: si diceva che in questo primo progetto le Air Force 1 assomigliavano all’omino simbolo della Michelin.

Air Force 1 Nike Sock Racer(5)

Kilgore rivelò che la sua ispirazione principale erano gli scarponi da montagna a cui però diede un taglio più dritto e netto nella zona del tallone e della caviglia così da renderle più flessibili e potenzialmente indistruttibili oltre che stabili grazie alla presenza del tipico strap a livello della caviglia, ecco perché inizialmente le Air Force 1 erano disponibili solo nel modello alto fin sopra la caviglia, semplicemente perché tutto faceva parte di un progetto studiato nei minimi dettagli. I modelli “bassi” (foto sotto) debuttarono solo anni e anni dopo.

Air Force 1 Low (6)

In effetti Air Force 1 non avevano difetti, i giocatori le amavano, mai avevano avuto scarpe così comode per giocare a basket e ancora oggi alcune leggende degli anni ’80 raccontano di non aver mai avuto un paio così resistente e difficile da “distruggere” con l’usura come lo furono le AF1. Molti ne erano talmente soddisfatti che si rifiutarono di restituire alla Nike i modelli di prova che furono dati loro per testarli, ancora oggi infatti si vocifera che ci siano persone che nascondono gelosamente in casa i primi modelli di prova di Air Force 1. Ovviamente alcuni giocatori non hanno mai rinunciato ad apportare le proprie migliorie, uno su tutti Rasheed Wallace, uno dei più grandi amanti e indossatori di Air Force 1, il quale, trovando scomodo lo strap intorno alla caviglia, fece creare addirittura un modello privo di strap, l’unico disponibile (foto sotto) nonostante questo fosse stato studiato per sostenere il piede e rendere la scarpa migliore. La scarpa fu creata contro la voglia di Kilgore e anche per questo durò poco, in futuro infatti Sheed avrebbe indossato le normeli Air Force 1 High con lo strap slegato dalla caviglia ma “svolazzante” all’altezza del tallone.

Air Force 1 Sheed no strap (7)

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 Kilgore perfezionò ulteriormente questa scarpa nel suo uso prettamente cestistico sostituendo la normale suola a righe con un’altra caratterizzata da cerchi concentrici (foto sotto) il cui scopo era quello di aumentare la resistenza col parquet e avere maggiore aderenza soprattutto nel mantenimento del piede perno durante i movimenti di post basso.

Air Force 1 sole (8)

La Air Force 1 continuarono ad avere tantissimo successo tanto che a oggi ne esistono più di 2000 versioni differenti. Fu anche la prima scarpa ad avere un prezzo a quattro cifre ma tranquilli, parliamo di una singola versione delle 2000 già citate, si tratta infatti delle Nike Air Force 1 Lux, due modelli disponibili solo in versioni Low, ovvero bassa, prodotti nel 2007 per il 25° anniversario del modello la cui tomaia è fatta per la maggior parte di pelle di anaconda e coccodrillo. Sono anche gli unici due modelli Nike prodotti interamente in Italia tanto che nella confezione presentano una sorta di medaglietta in argento e oro che certifica la provenienza dal Bel Paese. Lo ammetto, reputo questi due modelli oltremodo straordinari e infatti metterò entrambe le foto qui sotto ma da qui a spendere un minimo di 1600 $ per un paio di scarpe vi assicuro che la strada è ancora lunga o per meglio dire impercorribile.

Air Force 1 Low Lux (9)

Air Force 1 Low Lux (10)

Le Air Force 1 sono LA STORIA, scritto tutto maiuscolo perché è stata una scarpa che è stata resa immortale dal popolo e non dalla casa produttrice, come già detto la Nike aveva pensato di farla cadere in fretta nel dimenticatoio ma la gente continuava a comprarla e a personalizzarla. Esatto perché quel design originale completamente bianco fu visto come una tela da artisti e da graffitari che iniziarono a indossare ai piedi le proprie opere dando anche un ulteriore spunto alla Nike che iniziò a lavorare con ulteriori brand come Gucci o appunto con artisti per rendere queste scarpe sempre più uniche e amate dalla gente. Anche per questo le Air Force 1 sono, dati alla mano, le scarpe sportive più vendute nella storia.
Dimenticavo, ancora oggi Bruce Kilgore continua a lavorare in Nike come non ha mai smesso di fare dal 1981 creando scarpe da corsa, prodotti sportivi utilizzati a livello olimpico e migliorando di volta in volta la leggendaria serie Nike Shox. Attualmente è il Direttore di Ricerca Avanzata e Sviluppo della Nike e sono certo che, finché ci sarà lui, non mancheranno mai innovazione, tecnologia e fantasia come ovviamente non mancheranno mai le Air Force 1. Grazie Bruce.

Air Force 1 Bruce Kilgore (11)