Shoe Game Focus: Stephen Curry lascia Nike per Under Armour, ecco perché è una buona scelta

Chi non ama Stephen Curry? Steph è un giocatore che al liceo era considerato mediocre, ha giocato in un piccolissimo college come Davidson e ha poi finito per entusiasmare il mondo intero con i Golden State Warriors, è un ragazzo dal fisico decisamente normale, ben diverso da quello degli alieni come LeBron James, ma nonostante questa caratteristica e un paio di caviglie di carta velina riesce a fare cose che il 99% dei cestisti di tutto il mondo non riuscirebbe a fare nemmeno con la Playstation. Un ragazzo giovane, talentuoso e amato non è solo un’ottima pubblicità per il basket mondiale ma è anche una vera e propria potenza dal punto di vista del marketing, ecco perché il fatto che abbia cambiato sponsor tecnico passando a Under Armour è una notizia così importante.

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Steph Curry nei suoi primi anni di NBA ha sempre vestito calzature Nike prediligendo le Hyperfuse (foto sotto) ma pochi giorni fa ha annunciato su twitter di aver firmato un contratto per la Under Armour, il brand americano nato con il football americano nel 1996 ma che ha cominciato a creare e vendere calzature solo nel 2006 come ho già raccontato nella breve storia del marchio in un vecchio articolo (clicca qui per leggere l’articolo). L’Under Armour ha sempre puntato il suo successo su tecnologia e innovazione e solo di recente, una volta raggiunto il livello di eccellenza in campo tecnologico, ha iniziato ad arricchire la propria scuderia con testimonial di lusso quali Tom Brady e Cam Newton nel football americano, Jordan Spieth nel golf, Bryce Harper nel baseball, Michael Phelps (che era) nel nuoto e Lindsey Vonn nello sci, insomma mancava giusto il testimonial di rilievo nel basket dato che Brandon Jennings, Raymond Felton, Kemba Walker e Greivis Vasquez sono sì buonissimi giocatori ma non si avvicinano minimamente al talento e soprattutto all’appeal mediatico di Curry. Fino a pochi giorni fa infatti era Jennings l’uomo simbolo della sezione basket della Under Armour ma la scelta di BJ fu ben diversa, lui firmò per UA nel 2008/09 quando il marchio del Maryland aveva appena cominciato la sua avventura nel mondo delle calzature, la decisione di firmare Curry invece ha alle spalle uno scopo ben diverso: contendere gli spazi sugli scaffali dei negozi ai marchi più prestigiosi quali Nike e Adidas.

Nike Zoom Hyperfuse 2012 PE Steph Curry

Ma perché questa dovrebbe essere una scelta positiva anche per Curry? Parliamoci chiaro, Curry è fortissimo ma in una scuderia come quella della Nike in cui LeBron James, Kevin Durant e Kobe Bryant possiedono già una propria linea personalizzata di modelli non c’è spazio per una serie dedicata all’ex stella di Davidson, non è un caso infatti che la Under Armour abbia dichiarato che entro fine anno o al massimo all’inizio della prossima stagione saranno acquistabili le prime calzature create appositamente per Steph Curry che saranno anche il primo modello di sempre creato appositamente per un giocatore da parte del brand originario di Baltimora in Maryland. Un contratto da frontman del brand garantisce a Curry anche maggiore esposizione mediatica e un contratto più sostanzioso rispetto a quello percepito in Nike, le cifre esatte del suo nuovo accordo però non sono ancora note. Ma qual è il più grande vantaggio di cui usufruirà Curry? Semplice, ora vi spiego. Ai tempi della Nike Curry era stato visto più volte recarsi in visita al quartier generale del brand per cercare di capire insieme agli specialisti della casa madre quale scarpa sarebbe stata la migliore per sostenere le sue fragilissime caviglie, anche se con scarsi risultati dato che Curry, potendo indossare solo modelli generici, poteva garantirsi solo qualche piccola modifica tecnica ma niente che riguardasse l’intera struttura della calzatura mentre in Under Armour, specialmente con l’arrivo di un suo modello esclusivo, potrà indossare una scarpa disegnata e creata appositamente per sostenere le sue caviglie di cristallo.

Insomma, la scelta di Curry di firmare per Under Armour è stata molto criticata in America ma a mio avviso è un accordo che soddisfa tutti, sia le aspirazioni da leader di Curry che il progetto di espansione di Under Armour. Per ora resta solo un dubbio: riuscirà Under Armour a creare un modello esclusivo per un giocatore che non sia solo tecnologico ma anche dotato di uno stile abbastanza accattivante da riuscire a fare grandi numero in termini di vendite? Questo non so dirlo e non ci resta che aspettare ma conoscendo la mentalità e l’abilità imprenditoriale di Under Armour sono praticamente certo che sarà in grado di fare un ottimo lavoro con Curry.
Io per ora vi saluto e vi aspetto per la prossima puntata di questo nuovo format in cui analizzerò la scelta di un altro All-Star della NBA che ha deciso di lasciare la Nike per un marchio molto meno conosciuto. Vi lascio con le foto del modello che Stephen Curry indosserà fino alla creazione del modello a lui dedicato, parliamo delle nuove Anatomix Spawn (foto sotto nella colorazione da “casa”) che saranno disponibili all’acquisto anche nelle colorazioni ispirate ai Warriors (prevalentemente grigia in casa e prevalentemente nera in trasferta con gli stessi inserti gialli e blu) per 120 dollari.

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Foto copertina presa da theshoegame.com