Shoe Game Story: Nike Foamposites

In questa seconda puntata di Shoe Game Story sono felicissimo di parlare di una scarpa che ha fatto la storia di un marchio importantissimo come la Nike nonché una delle mie serie preferite, esatto perché oggi non parleremo di un solo modello ma di un’intera serie e di come questa abbia lasciato la sua impronta nella leggenda. Signori e signore, le Nike Foamposites, uscite per la prima volta nel 1997. Il plurale è ovviamente usato per includere i due modelli della serie, rispettivamente le Nike Foamposite One (prima foto) e le Nike Foamposite Pro (seconda foto) che uscirono con un breve ritardo rispetto alle più famose One.

Nik Foamposite One

Nike Air Foamposite Pro

Che dire delle Foamposite One se non che furono rivoluzionarie, uno dei pochissimi modelli a non avere il famoso swoosh, simbolo del brand americano, sulla tomaia se non in piccolo vicino all’attaccatura delle stringhe, un modello così innovativo e futuristico che quasi ogni disegnatore Nike se ne attribuisce la paternità tanto che ancora oggi non è chiaro chi fu il primo a idearlo. Create nel 1997 furono per molti anni le Nike più costose al giorno del rilascio con i loro 180 $ (le Foamposite Pro costavano 10 $ in meno) giustificati in gran parte dal fatto che si trattava delle calzature usate anche sul parquet dal grande Anfernee “Penny” Hardaway. Ma furono davvero disegnate per lui? In effetti no, in origine queste dovevano essere le scarpe di Scottie Pippen e si sarebbero dovute chiamare Foamposite 33 ma quando l’allora stella degli Orlando Magic andò nella sede Nike per discutere del suo prossimo modello esclusivo rimase molto deluso da tutti i progetti che gli furono mostrati, almeno finché non vide le Foamposite nella famosa colorazione nero e royale blue (foto sotto). Hardaway rimase stregato dai primi disegni e insistette a tal punto che l’azienda dell’Oregon decise di firmare il modello con il logo di Penny sul tallone, sulla linguetta e sotto la suola, togliendo l’esclusiva a Pippen.

Penny Hardaway Foamposite (2)

La NBA però non approvava questa scarpa in quanto sosteneva che non ci fosse abbastanza nero sulla tomaia per adattarsi alla maglia degli Orlando Magic, ecco perché Penny Hardaway chiese di inserire delle strisce nere pur di indossarle. Il procedimento però impiegò qualche giorno di troppo e per questo motivo Penny non fu il primo a indossare queste scarpe in una partita nonostante fossero dedicate a lui. Il primo infatti fu Mike Bibby, all’epoca stella degli Arizona Wildcats, nella sera del 23 marzo 1997 (foto sotto). Ovviamente la Nike si fece perdonare da Penny Hardaway quando gli diede le prime Foamposite One bianche, una tipologia così esclusiva che divenne disponibile all’acquisto solo nel 2012, ben 15 anni in ritardo.

Mike Bibby Foamposite One (3)

Parliamo un attimo del comparto tecnico e dei materiali. Le Foamposites furono tra le prime scarpe ad esulare dal classico concetto di pelle e gomma e introdussero la plastica nel mondo delle sneakers, un concetto nuovo anche per la stessa Nike che non aveva idea di come realizzarle, ecco perché il brand stesso chiese a diverse aziende di aiutarla e l’unica a rispondere all’appello fu la Daewoo. Proprio il marchio coreano produttore di macchine e televisioni aiutò la Nike a creare una particolare plastica in grado di sciogliersi solo intorno ai 70 gradi centigradi (al di sopra si brucia) che, una volta raggiunto interamente lo stato liquido, può essere plasmata con particolari stampi nella tipica e particolarissima forma della tomaia Foamposite che è ispirata alla pancia di uno scarafaggio. Vi giuro, non sto scherzando. Dimenticavo di dire che lo stampo di cui parlavo due righe più in alto fu talmente rivoluzionario e unico che per costruirlo ci vollero 750’000 dollari. Eccone un disegno.

Nike Foamposite Stampo (4)

Come stavo dicendo questo modello fu anche il più tecnologicamente avanzato di sempre, per poter attaccare la ormai già citata parte in plastica al resto della scarpa infatti serviva che la suola fosse cinque volte più resistente di tutte le altre dell’epoca quindi se oggi il mondo delle sneakers è così innovativo dobbiamo ringraziare le Foamposites. Nonostante tutto questo ben di Dio le Foamposites ebbero poco mercato in principio, il prezzo infatti era molto alto, specialmente per il 1997, tanto che furono le riedizioni, volute fortemente dai collezionisti, a far diventare questa scarpa un mito. Dal momento però che questo modello inizialmente non aveva venduto molto la Nike non si aspettava di fare molte riedizioni, ecco perché quando giunse il momento il brand americano aveva già distrutto i famosi stampi da 750’000. Inutile dire che non ci volle poco per costruirne di nuovi. Successivamente le Foamposites furono rilasciate in edizioni limitate così esclusive che alcuni collezionisti cercarono di scambiare la propria automobile (foto sotto) per un modello nella particolare colorazione chiamata Galaxy. Robe da matti.

Nike Foamposite Galaxy trade for car (5)

Le Foamposites non sono solo per collezionisti, molte imprese cestistiche notevoli sono state eseguite indossandole. Rajon Rondo per esempio è un grande fan delle Foamposite One, le ha usate più volte ed è stato il primo a indossare le Foamposite One Galaxy (quelle per cui alcuni scambiavano l’auto) nell’All-Star Game 2012. Sempre Rondo è stato il primo a indossare le Foamposite One rosa mentre ha anche compiuto due triple doppie indossando le Foamposite One nere e le Foamposite One Fighter Jet, quelle mimetiche. Anche Andre Iguodala e Paul George hanno portato a termine alcune delle loro migliori prestazioni con le Foamposite One ai piedi. Nate Robinson con ai piedi le Foamposite Lite KryptoNate (foto sotto) ci ha persino vinto una gara delle schiacciate

nike-foamposite-kryptonate (6) da comporre

Inutile dire che ovviamente le migliori prestazioni con le Foamposites ai piedi le ha fatte proprio Anfernee “Penny” Hardaway. Nel primo turno dei Playoffs 1997 contro Miami la sua Orlando si trovava sotto 2-0 in una serie al meglio delle 5 partite ma Penny e le sue scarpe misero in fila due gare pazzesche, una da 42 punti e 8 rimbalzi seguita da una da 42 punti, 7 rimbalzi, 4 assist, 4 recuperi e 3 stoppate, due prestazioni epiche che non riuscirono ad evitare l’eliminazione dei Magic in gara-5 ma che fecero capire al mondo la pasta del numero 1 dei Magic.

Oggi potete trovare le Foamposite One e le Foamposite Pro e tante altre varianti di questi modelli in un’infinità di colori in tanti negozi specializzati (specialmente in America) ma soprattutto online per prezzi che variano in base al modello ma che in generale difficilmente saranno sotto i 150 dollari. In ogni caso sappiate che nessuno le saprà indossare meglio di Penny Hardaway.