Shoe Game Story: Reebok Shaq Attaq

In questa nuova puntata di Shoe Game Story non parleremo di interi brand o di linee famose ma torneremo all’origine, come nella prima puntata infatti parleremo di un singolo modello. Nel nostro primo episodio abbiamo parlato delle Reebok Shaqnosis (clicca qui per leggerlo), le scarpe di Shaquille O’Neal firmate Rebook del 1995, oggi parleremo sempre di un modello storico della Reebok anch’esso legato al mitico centro da Louisiana State University: le Reebok Shaq Attaq, il primo modello mai indossato da Shaq nel suo arrivo in NBA nel 1992.

Shaq Attaq (1)

Come avete scoperto nella prima puntata infatti Shaq è tornato nella scuderia Reebok dopo il suo ritiro, mossa di certo particolare ma che ha permesso al brand di riproporre al pubblico i vecchi modelli da lui indossati circa 20 anni fa. La Reebok infatti in questi anni ha vissuto un periodo abbastanza nero relativamente al basket dal momento che si è ritrovata praticamente priva di una vera stella NBA preferendo puntare sul football americano, sui modelli da running e sul fitness, ecco perché il ritorno di Shaq ha dato nuova linfa a questa azienda che ha potuto così riproporre alcuni dei suoi modelli storici grazie anche a nuovi testimonial, ovvero personaggi del mondo del rap quali Rick Ross, Tyga e Swizz Beatz.
Vi anticipo infatti che le Shaq Attaq furono tra le scarpe più acquistate di tutti gli anni ’90 grazie al loro stile accattivante ma soprattutto per la loro presenza non solo sui parquet della NBA ma anche in film, video musicali, figurine, carte collezionabili e chi più ne ha più ne metta. Ma non perdiamo tempo e dedichiamoci a qualche fatto curioso relativo a questo modello.

Shaq Attaq (2)

Le Shaq Attaq furono disegnate da una donna, precisamente da Judy Close, storica designer della Reebok la quale è solita raccontare quanto rimase colpita dal primo incontro avuto con Shaquille O’Neal, avvenuto nel 1992 per far sì che la disegnatrice conoscesse il giocatore in modo da realizzare un modello che lo rappresentasse a pieno. Shaq era appena stato scelto con la prima chiamata assoluta al Draft e aveva appena firmato un super contratto con la Reebok, inoltre sappiamo tutti che tipo di personalità possiede The Diesel, anche per questo la Close si immaginava che il ragazzone in questione si sarebbe presentato in un ristorante di alto livello vestito con un completo tutt’altro che sobrio ma Shaq la stupì invitandola in casa dei suoi genitori per una semplicissima cena a base di costolette di maiale con contorno di mac’n’cheese (maccheroni al formaggio, ndr.). Un’incontro decisamente informale ma che la Close ricorda come una delle cene migliori della sua vita nonostante le razioni delle pietanze fossero “alla Shaq”, ovvero una quantità tale che avrebbe potuto sfamare una nazione.
Judy Close si trovò subito in sintonia con Shaq tanto che dopo il primo incontro con lui fu talmente ispirata che si mise al lavoro così che nemmeno 4 mesi dopo le Shaq Attaq sarebbero già state pronte per il loro debutto sui parquet NBA, cosa che rende la creazione di questo modello la più rapida della storia della Reebok e una delle più veloci di sempre. Questo fu anche il più grande incarico della carriera di Judy Close come testimonia il fatto che la Reebok la tolse da ogni altro progetto per fare in modo che si concentrasse a pieno sulle Shaq Attaq. Essendo questo il primo modello mai avuto da Shaq rappresentò anche la nascita del suo logo, ovvero il simbolo che lo ritraeva appeso a canestro dopo l’esecuzione di una schiacciata bimane, l’idea infatti era quella di creare il “Dunkman” che avrebbe avuto il compito di contrastare il “Jumpman”, ovvero il logo delle Air Jordan, scarpe che già all’epoca dominavano il mercato. Il logo fu cucito sul tallone sovrapposto alla scritta “SHAQ” e avrebbe accompagnato The Big Aristotle per tutta la sua carriera anche dopo la Reebok. Qui sotto possiamo vedere un’action figure di Shaq che rappresenta proprio questo suo logo, presente anche sulla canotta indossata dalla statuetta. Inutile dire che Shaq in questa action figure indossa proprio le Shaq Attaq.

Shaq Attaq Action Figure (3)

All’interno della scarpa invece, stampata sulla soletta, si può trovare la scritta “All Men Count On You, But None Too Much“, frase presa in prestito dal poeta inglese Rudyard Kipling anche se leggermente rimaneggiata, il poeta britannico infatti nel 1895 scriveva “if all men count with you, but none too much”.

Shaq Attaq Frase Soletta (4)

Dovete sapere che le Shaq Attaq furono anche le prime scarpe firmate Reebok a possedere la tecnologia Graphlite, ovvero un sistema di fibre intrecciate posizionato a livello della pianta del piede, sotto la soletta, che rendeva la scarpa più stabile, resistente e leggera. Da allora quasi tutte le scarpe da basket hanno iniziato ad adoperare questa tecnologia. Le Shaq Attaq furono anche tra le prime scarpe di sempre ad avere la tecnologia Speed Lacing che consiste nella presenza di occhielli rinforzati in plastica a livello delle stringhe così da rendere facile e veloce l’inserimento delle stringhe stesse. Ciò rendeva anche l’attaccatura delle stringhe molto più resistente così da evitare che si rovini sotto sforzo, partita dopo partita.

Shaq Attaq Speed Lacing (5)

Anche in questo caso, come abbiamo già detto per le Reebok Shaqnosis nella prima puntata di Shoe Game Story, le scarpe utilizzate da Shaq in campo erano leggermente diverse da quelle disponibili nei negozi, erano infatti leggermente più alte e possedevano una piccola variazione della tecnologia Pump sulla linguetta, nelle scarpe di Shaq infatti il tasto Pump era arancione mentre nei modelli acquistabili da noi comuni mortali era, e continua a essere, nero. Inoltre Shaq non gradiva molto avere le stringhe bianche (standard per il modello) e per questo preferiva indossare le stringhe nere. In alcuni momenti come nella foto qui sotto Shaq optava addirittura per la doppia stringa bianca e nera.

Shaq Attaq stringhe bianche-nere (6)

Un’altra cosa simpatica sta nel fatto che i primi due modelli di Shaq Attaq mai creati e disponibili per la vendita furono rispettivamente una taglia 42 e una taglia 54, quest’ultima decisamente meno vendibile sul mercato ma fondamentale per valutare che tutti i dettagli stilistici presenti sulla scarpa si notassero allo stello modo sia nelle taglie normali che per dei piedi grandi come quelli di Shaq. Tutto infatti doveva essere perfetto in quanto si trattava delle prima scarpa che la Reebok abbia mai creato apposta per un singolo atleta, fino ad allora si era limitata a fornire ai giocatori dei modelli generici con colorazioni particolari. Appunto perché si trattava di un progetto nuovo per la Reebok il marchio di origine inglese voleva essere certo che questo modello diventasse un simbolo a livello mondiale e per questo organizzò la più grande campagna pubblicitaria mai fatta nella storia per un rookie, inoltre Shaq era sempre sotto i riflettori e non serve dire che le sue esperienze cinematografiche come il film “Kazaam” e le sue avventure come rapper nei dischi quali “Shaq Diesel” e “Shaq Fu: Da Return” (qui sotto la foto della copertina) hanno fornito solo un ulteriore trampolino di lancio alla Reebok per sponsorizzare i propri prodotti. La sua frase “All I want to do is play basketball, drink Pepsi and wear Reebok” entrò subito negli annali.

Shaq Attaq Shaq Fu Da Return (7)

Per rendere la scarpa ancora più esclusiva la Reebok creò solo due colorazioni della scarpa, una per giocare in casa (prima foto dell’articolo) e una nera e blu per le trasferte (foto sotto)

Shaq Attaq Shaq Away (8)

Ora qualche curiosità spicciola, come piace a me. Noi tutti compriamo un paio di scarpe da basket e lo usiamo per l’intera stagione cestistica ma Shaq invece era solito farsi fornire un nuovo paio di Shaq Attaq ad ogni singola partita. Ora facciamo due calcoli, Shaq ha utilizzato questo modello per circa tre stagioni e in ogni annata ci sono 82 partite più All-Star Game e Playoffs. Una domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto le centinaia di scarpe utilizzate da The Diesel per una sola partita? Non lo so ma di certo le persone che possono indossare un modello taglia 56 sono poche. Va detto anche che le Shaq Attaq non furono il modello Reebok preferito da Shaq, infatti la giovane stella dei Magic ha sempre detto che le sue favorite erano le Reebok Shaqnosis del 1995 e protagoniste, come già detto infinite volte, della nostra prima puntata di Shoe Game Story. La Reebok in occasione delle riedizioni firmate 2012 e 2013 ha inoltre fatto sapere che ci sono tantissime altre curiosità legate alle Shaq Attaq che vengono però gelosamente custodite all’interno del quartiere generale del brand e che molto probabilmente non saranno mai rese note.
Se volete comprare le Shaq Attaq sappiate che, grazie alle riedizioni firmate 2012 e 2013, potete trovarle online e nei negozi specializzati per un prezzo di listino di 160$, nemmeno tanto se pensiamo che nel 1992 furono vendute a 130$.
Al momento esistono anche in versione “LSU” e quindi di color giallo-viola oltre che in versione “Phoenix Suns” ovvero viola e arancione (entrambi i modelli sono visibili qui sotto).

Shaq Attaq LSU (9)

Shaq Attaq Phoenix Suns (10)

Nonostante queste nuove versioni sappiate che se siete veri fan di Shaq le uniche colorazioni solo le prime due, quelle di Orlando da casa e da trasferta. Se le acquisterete sapete già cosa dovrete fare una volta tornati a casa e cioè prepararvi una cena, ovviamente a base di costolette di maiale e mac’n’cheese, come quella che Shaq fece trovare a Judy Close nel 1992. Buone sneakers e buon appetito, Shoe Game Story torna lunedì prossimo.