Storie di Draft: il fiuto infallibile di Red Auerbach. Da allenatore dei Celtics ha scelto sette Hall-of-Famers

Il nome di Red Auerbach è da sempre circondato da un alone di leggenda. Come allenatore dei Boston Celtics, tra il 1950 e il 1966, ha vinto nove titoli NBA; è secondo solo a Phil Jackson (11) in questa speciale classifica, anche se Auerbach resta primo per numero di titoli vinti da allenatore di una singola squadra. Inoltre, se consideriamo anche i suoi anni da general manager prima (1966-1984) e da presidente poi (1984-2006), il numero dei titoli vinti da Red sale a 16, un record ineguagliato nell’intero sport professionistico americano. Se ci soffermiamo sui suoi anni da allenatore, si può vedere come le sue abilità al Draft abbiano fatto la differenza per mettere assieme un gruppo imbattibile.

LA FORTUNA DEGLI IRLANDESI – Eppure, senza l’intervento della dea bendata, l’avventura di Auerbach ai Celtics sarebbe partita nel peggiore dei modi. Nel 1950 in uscita da Holy Cross, a 56km da Boston, c’è Robert Joseph Cousy, detto Bob, forse il primo grande playmaker della storia del basket. La stampa locale e persino il proprietario Walter Brown vogliono Cousy in maglia Celtics. Auerbach, però, critica apertamente il gioco di Cousy, ritenendolo troppo incentrato sullo spettacolo e poco sulla sostanza. Con la prima scelta al Draft l’allenatore dei Celtics sceglie il lungo Chuck Share, il rimbalzista di cui, a detta sua, la squadra ha bisogno. Cousy finisce ai Tri-Cities Hawks con la terza scelta. Anzi, nemmeno: Cousy non vuole firmare per 6500$ a stagione, così il proprietario degli Hawks lo spedisce ai Chicago Stags. Ed è qui che interviene la dea bendata, o la fortuna degli irlandesi, come venne definita in relazione allo stemma dei Celtics. Gli Stags falliscono e Podoloff, il commissioner, organizza un dispersal draft per assegnare i tre principali giocatori della squadra a Warriors, Knicks e Celtics attraverso un’estrazione. I Knicks pescano Zaflosky, i Warriors Phillip e ai Celtics rimane Cousy. Auerbach ha la prima pedina della sua futura dinastia.

IL PRIMO GIOCATORE AFROAMERICANO – Auerbach è anche ricordato per una mossa che cambiò i destini dell’NBA e non solo. Era sempre il 1950 e Red indicò Chuck Cooper come il miglior giocatore ancora disponibile. Fu così che Walter Brown lo scelse per i Celtics. Un attimo d’incertezza pervase gli altri proprietari al sentire il nome di Cooper, ma nulla di più. I Boston Celtics avevano appena scelto il primo giocatore afroamericano della storia dell’NBA. Al nome di Cooper è legato anche un triste aneddoto, che testimonia quanto il razzismo fosse ancora un fenomeno radicato nell’America degli anni Cinquanta: i Celtics dovevano disputare un’amichevole in North Carolina, ma Cooper non fu fatto entrare nello stesso albergo dei compagni e decise così di tornare a Boston. Cousy, uno dei protagonisti della coesione all’interno del multietnico spogliatoio dei Celtics, prese il treno con lui per non lasciarlo da solo.

L’INVENZIONE DEL SESTO UOMO – Al giorno d’oggi è perfettamente normale concepire l’idea di un giocatore fondamentale per una squadra che, però, parte dalla panchina per garantire punti e sostanza quando i titolari si siedono. L’invenzione di questo ruolo particolare si deve a Red Auerbach, che brevettò il sesto uomo a partire dal 1953, quando al Draft scelse Frank Ramsey. L’ala arrivava da Kentucky, così come gli altri due giocatori scelti da Auerbach nel ’53, ovvero Cliff Hagan e Lou Tsioropoulos. Hagan e Ramsey sono membri della Hall of Fame, ma il primo non giocò mai per i Celtics. Eppure ebbe un ruolo fondamentale nella storia della squadra, più avanti vedremo come. Ramsey poté debuttare solo nel 1954, perché prima faceva parte dell’esercito. In carriera segnò 13.4 punti di media. L’esperimento del sesto uomo funzionò alla perfezione, tanto che Auerbach lo ripeté con John Havlicek, scelto nel 1962.

IL 1956: L’ANNO DI HEINSOHN, RUSSELL E K.C. JONES – Arriviamo così al più incredibile pacchetto di scelte di una squadra in un singolo Draft. Cliff Hagan, il futuro Hall-of-Famer scelto da Auerbach nel 1953, viene spedito agli Hawks assieme a Ed Macauley in cambio della terza scelta. Hagan non ha mai giocato per i Celtics: tra il 1953 e il 1956 era nell’esercito. Boston ha anche la prima scelta, con la quale si assicura Tom Heinsohn. Tommy Gun, così chiamato per le sue abilità realizzative, è una figura storica dei Celtics: otto volte campione NBA da giocatore e due da allenatore. Il colpo principale, però, è quello che Auerbach piazza con la scelta degli Hawks: dall’università di San Francisco arriva Bill Russell, due volte campione NCAA con i Dons. Il giocatore rivoluzionerà i Celtics e l’intero gioco del basket, vincendo 11 titoli NBA grazie ad un contributo difensivo unico. Non pago di questi due pezzi da novanta, Auerbach al secondo giro pesca K.C. Jones, il playmaker di Russell a San Francisco, anch’egli destinato ad entrare nella Hall of Fame. Nel Draft successivo, quello del 1957, Auerbach prenderà poi l’Hall-of-Famer Sam Jones con l’ottava scelta.

NON SOLO HALL-OF-FAMERS: LOSCY E SATCH – La fortuna dei Celtics di Auerbach, però, non è solamente legata a quei giocatori che sono finiti nella Hall-of-Fame di Springfield al termine della loro carriera NBA. Se già Gene Conley, scelto nel 1952, aveva avuto un ruolo fondamentale nei primi tre titoli dei Celtics (Conley ha vinto anche per due volte le World Series di baseball, unico giocatore ad aver vinto il campionato maggiore in entrambi gli sport), meritano menzione anche Jim Loscutoff (arrivato ai Celtics nel 1955) e Tom Sanders (1960). Il primo, soprannominato Jungle Jim dagli avversari e, affettuosamente, Loscy dai tifosi dei Celtics, era uno dei giocatori più rispettati da Red Auerbach. Non aveva grande talento (in carriera ha una media di due punti segnati per ogni fallo commesso), ma sul campo era un’autentica guardia del corpo per i suoi compagni di squadra; quando il gioco si faceva duro, Jungle Jim era sempre in prima fila. Anche Satch Sanders sapeva dare il suo contributo nella metà campo difensiva. Coi Celtics ha vinto otto titoli: solo Russell e Sam Jones hanno fatto meglio di lui.

LA CARRIERA DA GENERAL MANAGER – In questo articolo ci interessava soffermarci maggiormente sulle scelte di Auerbach da allenatore della più grande dinastia della storia del basket. Anche dietro la scrivania, comunque, Auerbach ha saputo accompagnare perfettamente i Celtics nelle scelte dei giocatori al Draft: nel 1969 arrivò Jo Jo White (MVP delle Finals nel 1976) e nel 1970 Dave Cowens (due volte campione NBA). Ma fu nel 1978 che Auerbach piazzò un altro dei suoi colpi: scelse Larry Bird, nonostante il giocatore avesse intenzione di passare un’altra stagione ad Indiana State. Nel Draft del 1980, poi, Auerbach diede a Golden State la prima e la tredicesima scelta in cambio di Robert Parish e della terza scelta, con la quale selezionò Kevin McHale. Nel 1984 passò da general manager a presidente e, progressivamente, si distaccò dalla sua squadra. Si vocifera, però, che nel 2001 prese un’enorme cantonata quando decise di non scegliere Tony Parker, optando per Joseph Forte. Uno dei pochissimi errori di una carriera da numero uno.

Cronologia delle scelte di Auerbach da allenatore dei Celtics (nella lista solo i giocatori che hanno disputato almeno una partita in NBA; in grassetto gli Hall-of-Famers):
1950: Chuck Share, Chuck Cooper, Bob Donham, Francis Mahoney
1951: Ernie Barrett
1952: Herm Hedderick, James Luisi, Gene Conley
1953: Frank Ramsey, Cliff Hagan, Lou Tsioropoulos
1954: Togo Palazzi, Red Morrison
1955: Jim Loscutoff, Dickie Hemric
1956: Tom Heinsohn, Bill Russell, K.C. Jones, Dan Swartz
1957: Sam Jones, Maury King
1958: Benny Swain
1959: John Richter, Gene Guarilla
1960: Tom Sanders
1961: Gary Phillips, Al Butler
1962: John Havlicek, Jack Foley, Roger Strickland
1964: Mel Counts, Ron Bonham, John Thompson, Joe Strawder
1965: Ron Watts, Toby Kimball

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