Storie di Draft: la tragica vicenda di Len Bias, un talento svanito in una notte

È il giugno 1986. I Boston Celtics, trascinati da Larry Bird, al suo terzo e ultimo titolo NBA, hanno appena sconfitto in sei gare gli Houston Rockets delle Twin Towers Hakeem Olajuwon e Ralph Sampson. Ma non è tutto: all’inizio della stagione precedente avevano scambiato Gerald Henderson, storica guardia dei primi due successi, in cambio di una scelta dei Seattle SuperSonics al Draft ’86. Nella stagione appena conclusa, i Sonics di Bernie Bickerstaff hanno vinto solo 31 partite. Ed è così che i Boston Celtics, campioni NBA in carica, si ritrovano addirittura la seconda scelta al Draft, con la possibilità di aggiungere un talento assoluto ad un gruppo che può già contare su Bird, McHale, Parish, Ainge e Dennis Johnson.

LA SCELTA DI BIAS – I Cleveland Cavaliers chiamano con la prima Brad Daugherty, centro che avrà un carriera NBA segnata dagli infortuni alla schiena, ma giocherà comunque stagioni di buon livello, tanto da venire convocato per cinque All-Star Game e da apparire nel terzo quintetto NBA del 1992. La scelta successiva è di notevole importanza per i Celtics: Bird e McHale si stanno avviando verso i 30, Parish li ha già superati. Selezionare un giocatore di livello significa garantirsi ancora qualche anno ai vertici della lega e avere già in casa la stella che potrebbe rimpiazzare Bird, McHale e Parish al loro ritiro. La squadra più vincente nella storia della NBA opta allora per Len Bias, ala di Maryland da 23 punti e 7 rimbalzi nella sua stagione da senior, All-American e due volte ACC Player of the Year. Lo scout dei Celtics Ed Badger dirà che Bias era il giocatore più simile a Michael Jordan in quel momento.

LA TRAGEDIA – Qualche volta la fortuna gira in maniera strana. Meno di 48 ore dopo il Draft Bias si trova nel dormitorio con i compagni di squadra di Maryland Terry Long, Gatlin, David Gregg, Phil Nevin e Jeff Baxter; con loro c’è anche Keeta Covington, giocatore della squadra di football. La cronaca degli eventi è la seguente: Bias lascia il dormitorio intorno alle 2 e si reca ad una piccola festa appena fuori dal campus, dove viene visto dall’amico David Driggers. Rientra al dormitorio alle 3 e collassa intorno alle 6.15 del mattino, mentre parla con Terry Long. L’ambulanza arriva alle 6.36, ma tutti i tentativi di rianimare Bias sono vani. I medici trovano nel suo corpo tracce consistenti di cocaina, ma non di alcool o di altre droghe; la cocaina può aver causato l’arresto cardiaco. I test che aveva fatto coi Celtics meno di un mese prima non erano risultati positivi.

DOPO LA MORTE – Inizialmente le indagini si concentrarono su Brian Tribble, Terry Long e David Gregg, tre persone in rapporti con Bias e in possesso di cocaina. Alla fine Tribble fu ritenuto colpevole di aver fornito la droga al giocatore di Maryland e fu condannato a dieci anni di carcere. La morte di Bias portò anche ad una serie di indagini sull’Università di Maryland: si scoprì che il college aveva coperto le carenze accademiche del nativo di Landover per permettergli di giocare. Qualche anno dopo, nel 1990, Jay Bias, fratello di Len, rimase ucciso in una sparatoria. La sfortuna tornò ad accanirsi sui Celtics nel 1993: Reggie Lewis, 22a scelta al Draft del 1987 e All-Star nel ’92, morì di attacco cardiaco durante un allenamento. La droga avrebbe fatto parte della vita di altri giocatori del Draft 1986: Chris Washburn (squalificato a vita dall’NBA nel 1989), Roy Tarpley (allontanato definitivamente nel 1994) e William Bedford (arrestato a più riprese per possesso di marijuana).